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  • 04dic

    No-Gronda: i genovesi boicottano l’ultima Grande Opera

    Gronda? No, grazie. Genova non vuole la super-tangenziale da 5 miliardi di euro: costosa, devastante, inutile. Come la valle di Susa contro la Torino-Lione, ora anche il capoluogo ligure rifiuta la grande opera. Lo fa nel modo più esplicito: boicottando il Comune, che aveva organizzato una consultazione popolare per eleggere i rappresentanti di un Osservatorio sulla Gronda. Risultato: umiliazione. Su oltre 68.000 aventi diritto, solo 562 abitanti hanno votato, nonostante l’impegno del sindaco Pd, Marta Vincenzi. Alle urne, meno dell’1% della popolazione interessata. Uno smacco. E un verdetto chiaro: la popolazione di Genova vede la nuova autostrada come uno spreco di soldi pubblici, a totale vantaggio delle banche e di un piccolo gruppo di potere.

    Con tutti quei soldi – 5 miliardi di euro – secondo il comitato No-Gronda, che ha lanciato il boicottaggio e l’ha vinto, si potrebbero realizzare un sacco di cose utili: per esempio due nuovi ospedali per Genova, da 350 milioni. Più una tratta di metropolitana fino a Voltri, per mezzo miliardo. E magari, pagare servizi sociali per vent’anni, al costo di 50 milioni l’anno. E ancora: ristrutturare 2.130 scuole, spendendo 900 milioni. E rimarrebbero ancora altri 2 miliardi di euro, per fare una raccolta differenziata porta a porta evitando gli inceneritori (ossia: diossina e tumori) e magari realizzare parcheggi di interscambio. «Questo è un conto della spesa che bisognerebbe leggere al Tg1 di Minzoli per una settimana di seguito», dice Giulietto Chiesa, «e probabilmente allora la Gronda non si farebbe».

    Chiesa ha registrato un intervento video, targato “MegaChannelZero”, dal presidio No-Gronda sulle alture dell’entroterra di Genova: «La lotta popolare qui è locale, ma è di valore mondiale: si pongono questioni sulla vita dell’uomo, da parte di gente che si muove per difendere il proprio territorio, contro un attacco sconsiderato e smisurato, che mette in gioco la vita di tutti, il futuro, la salute». La battaglia dei No-Gronda? Come quella dei No-Tav valsusini: «Altra cultura, altro modo di vedere il futuro e la cittadinanza. Altro modo di pensare, vivere, produrre, consumare, nel rispetto dell’ambiente». Territorio che le grandi potrebbero devastare irrimediabilmente, «a esclusivo vantaggio di una cricca di potere». Un’élite che, nel caso di Genova, è clamorosamente “rossa”.

    «Vogliono costruire una cosa gigantesca, che costerà 5 miliardi di euro e non servirà a nulla, se non a far guadagnare un sacco di soldi, in primo luogo alle banche e a una serie di profittatori privati, a scapito dell’intera collettività», accusa Giulietto Chiesa, sposando la battaglia dei No-Gronda, un gruppo civico che si oppone all’intero establishment. «Ma qui l’establishment chi è? Interessante: la macchina che spinge verso questa operazione – continua Chiesa – è l’ex Pci, attraverso il Pd, che si è messo in moto in modo massiccio per sostenere quest’opera. E si scopre che il sindacato più importante della città, la Fiom, che è in mano a Lotta Comunista, sta dalla parte dei costruttori che vogliono fare questa mostruosità».

    Sembra una replica della situazione creatasi attorno alla Torino-Lione, dove il maggiore alfiere dell’alta velocità in valle di Susa è il sindaco torinese Sergio Chiamparino. Se nel capoluogo piemontese almeno la Fiom è contraria alla Torino-Lione, a Genova il sindacato dei metalmeccanici Cgil tifa per la nuova maxi-autostrada: «Tutte le organizzazioni sociali sono sotto lo stesso controllo mediatico che vuole l’arteria: affrontare il problema di un nuovo sviluppo significa scontrarsi contro tutto l’intero sistema di potere». Ovvero: Pd e Pdl votano insieme, «su tutte le questioni fondamentali». Quindi, continua Chiesa: «L’intera macchina del potere è a disposizione della speculazione».

    Una battaglia cruciale, quella di Genova: «Noi dobbiamo sapere che apriamo uno scontro, una battaglia che dovrà modificare l’intero quadro della politica e anche della cultura di questo paese», insiste Giulietto Chiesa, leader del movimento “Alternativa” che si prefigge il superamento della suddivisione destra-sinistra: «Se anche la sinistra scambia lo sviluppo per progresso, non può essere nostra alleata». Nemmeno la sinistra sindacale genovese: «Mi stupisce l’appoggio della Fiom alla Gronda. Questi sarebbero i rappresentanti degli operai? Lo si vede da lì che cosa pensa questa gente: pensano che un posto di lavoro vale più della salute del lavoratore, vale più della sua vita, della sua educazione, vale più della vita dei suoi figli. E’ questa la sinistra che sta guidando una parte del movimento dei lavoratori in Italia? Non abbiamo bisogno di questa sinistra: ci è ostile, nemica. Bisogna abbatterla» (info: www.giuliettochiesa.it).

    Fonte: Libre

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