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  • 14feb

    L’economia sostenibile: La crisi e le proposte della Finanza Etica

    Per la prima volta nella storia le persone che vivono sul nostro pianeta (circa 6 miliardi) si trovano ad affrontare contemporaneamente una serie di crisi. Oggi ci troviamo di fronte ad una crisi finanziaria ed economica, ma anche ad una crisi sociale, culturale, di valori, e soprattutto ambientale. Insomma una crisi sistemica, che ci scuote e ci obbliga ad una riflessione, cioè dobbiamo trovare una via di uscita, una soluzione, un percorso che possa permettere ai 6 miliardi di persone di poter garantire alle prossime generazioni un futuro ed un mondo possibilmente migliori rispetto a quelli che hanno trovato.

    Si tratta di una situazione molto difficile, la possiamo toccare concretamente con mano: l’aumento della disoccupazione a livello mondiale, quasi 3 miliardi di persone che sopravvivono con meno di 2 dollari al giorno, l’inquinamento ambientale che minaccia la stessa esistenza dell’uomo sul pianeta. Quindi dobbiamo intervenire. Ma in che modo, si chiede il cittadino, cosa posso fare per cercare di cambiare questo sistema economico finanziario che si può rappresentare come un treno che corre velocemente contro un muro, rischiando la distruzione? A volte ci sembra quasi impossibile cercare di individuare possibili soluzioni, e invece la capacità di reagire, una visione diversa sta proprio dentro ognuno di noi.

    L’iniziativa di una finanza etica, o socialmente responsabile, portata avanti in Italia da Banca Popolare Etica, rappresenta una delle tanti possibili risposte, volte a costruire un mondo, una società, più giusti. È importante che cominciamo con un’attenta riflessione rispetto all’utilizzo del denaro.

    La recente crisi finanziaria, che ha portato al fallimento di una delle più importanti banche d’investimento americane (Lehman & Brothers), ha scosso non solo il sistema finanziario, ma anche quello economico. Per cercare di uscirne dobbiamo immaginare nuove regole. E qui ci viene in soccorso la finanza etica, in particolare Banca Popolare Etica, che applicando modalità di gestione diverse rispetto a quelle in uso nel sistema bancario tradizionale, dà la possibilità al risparmiatore di poter “controllare” le modalità di utilizzo del proprio denaro. Ecco come:

    Etica significa prima di tutto trasparenza, quindi un rapporto trasparente con il risparmiatore, che ha la possibilità di verificare come vengono utilizzate le somme di denaro affidate a Banca Etica. Per esempio, visitando il sito www.bancaetica.com, è possibile vedere tutti i finanziamenti erogati dalla banca, suddivisi per settori di intervento (cooperazione sociale, cooperazione internazionale, associazionismo, difesa e tutela dell’ambiente, energie rinnovabili, microcredito e sostegno alle fasce deboli ed emarginate della società).

    La Banca si è dotata di una rete di gruppi locali (detti circoscrizioni) in cui i soci democraticamente eleggono dei rappresentanti e un coordinatore, che hanno la possibilità di confrontarsi con il Consiglio di Amministrazione e il comitato Etico al fine di definire le politiche e le strategie della banca.

    Inoltre, nella prospettiva della finanza etica, “dare credito” non vuol dire solamente prestare denaro, ma significa soprattutto dare fiducia a organizzazioni, enti, persone che hanno una progettualità e che richiedono un finanziamento per realizzarla. La finanza etica diventa quindi uno strumento capace di “orientare” il cambiamento verso un’economia e una finanza dal volto umano.

    Credo sia importante comunicare al lettore anche quali potrebbero essere le modalità concrete perché come singoli cittadini possiamo iniziare un percorso di cambiamento del sistema economico, partendo prima di tutto da noi stessi. Aprendo questa mia rubrica intenderei presentare una prima proposta pratica.

    Il sole rappresenta la fonte d’energia più democratica che esista, dobbiamo solamente trovare la modalità di trasformarlo in energia utilizzabile. Recentemente un gruppo di scienziati ha calcolato che se riuscissimo a coprire di pannelli fotovoltaici lo 0,5% del nostro pianeta, per esempio coprendo i nostri tetti o i tetti di scuole e capannoni, potremmo soddisfare le esigenze energetiche del mondo intero. Noi in Italia potremmo iniziare in questo modo, installando un pannello fotovoltaico sul tetto della nostra casa o del condominio. Non emetteremmo CO2 nell’atmosfera e non saremmo costretti a realizzare centrali nucleari.

    La finanza etica europea da decenni è pioniera in questo settore, ed in particolare Banca Etica ha realizzato diversi accordi con Comuni ed enti per agevolare l’installazione di pannelli fotovoltaici nelle case. Naturalmente questo è solo un esempio delle azioni che si possono intraprendere per poter avviare un necessario percorso di cambiamento che, per poter diventare diffuso, deve partire dall’iniziativa concreta di ognuno.

    Fonte: RomaSette

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