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  • 17mar

    Giappone, neve sulle macerie. Situazione nucleare fuori controllo

    Silenziosa e gentile come il popolo dagli occhi a mandorla, cade la neve sulle macerie del Giappone. Mentre il bilancio delle vittime sale vertiginosamente di ora in ora – l’ultimo fornito dalla polizia nazionale si attesta intorno alle 14.650 vittime tra morti (5.321), dispersi (9.329) e feriti (2.383) – non si scioglie la tensione sull’emergenza nucleare.
    Ieri a Fukushima gli elicotteri dell’esercito nipponico hanno lanciato tonnellate d’acqua (7.500 litri) per raffreddare i reattori 3 e 4 e spegnere gli incendi che li hanno coinvolti, con delle interruzioni per il livello troppo alto di radioattività che ha richiesto un repentino allontanamento degli elicotteri dalla centrale Fukushima1.
    Ad essere evacuate in tutto sono state 185 mila persone nella zona entro i 20 chilometri dalla centrale più danneggiata dal terremoto di venerdì scorso. Resta alta la preoccupazione per l’evoluzione della situazione del reattore 3, il più pericoloso, perché alimentato con una miscela combustibile di plutonio e uranio che va sotto il nome di mox ed è particolarmente radioattiva.

    Alti livelli di radioattività
    Il valore massimo di radioattività a cui un essere umano può essere esposto nell’arco di un anno senza subire importanti conseguenze sulla salute è stimato essere attorno a 1 microsievert. Ieri la Tepco, società che gestisce gli impianti di Fukushima, ha affermato che intorno alla centrale il tasso radioattivo registrato èdi 3.000 microsievert l’ora.
    I livelli di radioattività nel territorio adiacente a Fukushima restano quindi molto al di sopra della norma, ma continua la guerra dell’informazione e di ora in ora vengono diffuse informazioni tra loro contrastanti sulla pericolosità di tali valori. La Commissione nucleare Usa ha definito "letali" i livelli di radioattività raggiunti e ha invitato la popolazione entro gli 80 chilometri dalla centrale a lasciare il territorio. Intanto le autorità giapponesi si sono dette "sorprese" dell’allarmismo americano continuando a sostenere che la situazione non è ancora pericolosa fuori dai 20 chilometri dalla centrale.

    Crisi energetica, è rischio blackout
    Se i consumi di elettricità non saranno drasticamente ridotti, il Giappone va incontro a un diffuso blackout non programmato. A dichiararlo è stato il ministro dell’Industria giapponese, Banri Kaieda, che ha presentato il piano d’emergenza energetica post-terremoto. Nel frattempo, la Cina ha fatto sapere che donerà al Giappone 20 mila tonnellate tra benzina e gasolio.

    Wikileaks e i segreti del governo giapponese
    Secondo quanto diffuso ieri dal sito di Wikileaks e ripreso anche dal Daily Telegraph brutannico, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Iaea), già due anni fa aveva avvertito il governo giapponese rispetto al rischio che le centrali nucleari presenti sul territorio nazionale non fossero in grado di resistere a tutti i tipi di catastrofe naturale, e in particolare a sismi potenti come quello di venerdì (magnitudo 8,9 della scala Richter). Sebbene il massimo grado preso in considerazione per questa analisi fosse quello dei 7 gradi di magnitudo, dai cablaggi di Wikileaks emerge anche che le norme di sicurezza anti-sismiche sono state revisionate soltanto tre volte in 35 anni, e nonostante precedenti terremoti avessero già messo in crisi i criteri di costruzione di alcune centrali esistenti. Sempre nelle informazioni diffuse da Wikileaks si parla dell’opposizione del governo giapponese alla decisione della magistratura di chiudere una centrale nel Giappone occidentale e dell’occultamento di incidenti nucleari minori nel corso degli anni.

    L’Ue: è una vera catastrofe
    Guenther Oettinger, Commissario europeo per l’energia, ha interpretato l’evoluzione della situazione nucleare in Giappone come "fuori controllo". Una "vera catastrofe" che potrebbe presto coinvolgere Tokyo e i suoi 35 milioni di abitanti.

    Fonte: Il Cambiamento

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