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  • 01mar

    Mangimi Ogm: dall’Unione Europea fine della ‘tolleranza zero’

    Fine della tolleranza zero dell’Unione europea sugli organismi geneticamente modificati. Il 22 febbraio scorso, infatti, il Comitato permanente per la sicurezza alimentare e la salute animale della Ue (SCFCAH) ha deciso di innalzare fino allo 0,1 per cento la soglia di contaminazione da Ogm nei mangimi importati da paesi terzi.

    Le nuove norme si applicano esclusivamente ai mangimi per allevamenti (non agli alimenti umani e alle coltivazioni), e riguardano in particolare mais e soia oggi importati quasi solamente da Usa, Brasile e Argentina, che coltivano l’80% del totale delle sementi Ogm nel mondo.

    Presentata lo scorso anno dalla Commissione europea, la proposta ora approvata fissa in pratica allo 0,1% lo ‘zero tecnico’ della contaminazione da Ogm rilevabile con certezza.

    La decisione è stata approvata a maggioranza qualificata, ovvero con il consenso di tutti i maggiori paesi dell’Unione. Si sono pronunciati contro Grecia, Cipro, Malta, Lettonia, Polonia e Slovenia. Il Lussemburgo si è astenuto. Tra i Paesi che hanno invece votato a favore vi sono Italia, Francia, Austria e Olanda. Quest’ultima aveva anche avanzato la proposta di estendere l’applicazione dello ‘zero tecnico’ anche agli alimenti per il consumo umano.

    A questo punto il progetto di regolamento passa al vaglio del Parlamento e del Consiglio europeo che avranno tre mesi per opporsi e rovesciare la decisione prima che questa venga approvata dalla Commissione. In caso di silenzio dell’Europarlamento, la nuova norma potrà entrare in vigore già da giugno.

    “Con ogni probabilità il provvedimento sarà adottato dagli Stati membri e parlamentari europei, anche se ci aspettiamo un vivace dibattito in seno al Parlamento europeo”, ha commentato un diplomatico dell’Unione europea che ha partecipato ai negoziati.

    Intanto i Verdi al Parlamento europeo annunciano che stanno pensando di presentare un ricorso davanti alla Corte europea di giustizia in quanto “questa decisione calpesta i principi elementari della sicurezza alimentare”.

    “Sono indignato – ha dichiarato l’eurodeputato Josè Bovè – di vedere come le imprese agro-alimentari utilizzano ogni pretesto possibile per imporre piante transgeniche che la maggioranza dei consumatori europei non vuole”.

    Contraria alla decisione approvata dalla Ue è anche Greenpeace secondo cui le nuove norme rappresentano la fine della ‘tolleranza zero’ e aprono la porta alla contaminazione della catena alimentare nell’Ue.

    “C’è ora il pericolo – afferma l’associazione – che gli Stati membri finiscano sotto pressione da parte delle lobby pro-Ogm per consentire la contaminazione dei prodotti alimentari per il consumo umano diretto”.

    Fonte: Il Cambiamento

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