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    Arriva ‘spOILed’ e in America scoppia la polemica per il documentario pro-petrolio

    “I combustibili fossili sono meravigliosi”, nonostante quel che si dice di loro. Ad affermarlo è il documentarista Mark Mathis, che con il suo ultimo lavoro promette di rivelare le “complete bugie” sul petrolio diffuse in questi ultimi anni da “media, politici ed attivisti ambientalisti”. Per l’autore americano è tempo di “dire la verità”. “C’è stata una serie di film che hanno tentato di ritrarre petrolio, gas ed altre fonti di energia come cattive”, afferma: “Questo è il primo film che mette in dubbio tale premessa”. La schiettezza ed il punto di vista del videomaker di Albuquerque rischiano però di essere messi in dubbio sia dai finanziatori di questo progetto, in gran parte legati proprio al business del gas e del petrolio, che dal suo stesso background.

    Si intitola “spOILed (viziati, ndr), e di sicuro farà parlare molto di sé. “Noi non siamo assuefatti [al petrolio]“, afferma Mark Mathis in un’intervista ad un giornale del Nuovo Messico: “Siamo stati viziati da risorse come il petrolio ed il gas naturale, che ci hanno dato questa qualità di vita incredibilmente alta”. Un’osservazione oggettivamente irreprensibile. Che, secondo l’autore, scatenerà le ire degli ambientalisti, generalmente “molto impegnati con i loro inganni”.

    Mathis ammette durante l’intervista rilasciata al Farmington Daily Times che fra i finanziatori del suo progetto, costato “diverse centinaia di migliaia di dollari”, ci sono persone che hanno interessi nel business del gas e del petrolio. Ciononostante, assicura, il film è assolutamente indipendente: “Ho detto a questi investitori che non avrebbero avuto nessuna possibilità di influenzare il contenuto del film”. “Mathis difende il suo film con passione”, afferma il giornalista britannico Leo Hickman sulle pagine del Guardian: “Però non sembra raccontare tutta la storia”. “Dà l’impressione, come creatore di un documentario indipendente, di essere neutrale in questo dibattito. […] Ma il suo passato suggerisce che questo film è ben lontano dall’esserlo”.

    Nel suo curriculum, in effetti, il filmaker del New Mexico vanta collaborazioni come consulente di svariate organizzazioni gasifere e petrolifere, ed è fondatore della Citizens’ Alliance for Responsible Energy, organizzazione che include sul suo sito sezioni come Smash the Watermelons (fracassa le angurie), in cui i cocomeri sono gli ambientalisti, in quanto “verdi fuori ma rossi dentro”, o in cui si fanno asserzioni come: “L’uso dei combustibili fossili è stimato essere responsabile, in totale, di meno dell’1% delle emissioni che si ritiene contribuiscano al riscaldamento globale”.

    Mark Mathis è stato anche il produttore di un altro documentario, Expelled: No Intelligence Allowed, in cui si afferma che l’establishment scientifico supporti l’evoluzionismo darwiniano per tenere Dio fuori dai laboratori scientifici e dalle aule accademiche, sopprimendo chiunque non la pensi così. Un film noto più che altro per avere portato la American Association for the Advancement of Science a condannarlo pubblicamente di “profonda disonestà”, oltre che di tentare subdolamente di mettere la scienza contro la religione.

    Ora, resta da vedere cosa diranno di Spoiled la critica e il pubblico. Del documentario, presentato in anteprima all’Albuquerque Film Festival, per il momento è visibile solamente il trailer on-line, a meno che si possa partecipare alle sue prossime proiezioni, 4 in Nuovo Messico e 2 in California. In esso, gli intervistati ricordano la necessità di avviare una “aperta ed onesta discussione sull’energia, il business più importante al mondo”, e si conclude con una riflessione interessante: “Se pensate che vivere con il petrolio sia un male… provate a vivere senza”. Per alcuni, come le persone coinvolte in The Big Fix, altro documentario-inchiesta sugli effetti della marea nera nel Golfo del Messico (già in selezione ufficiale al Festival di Cannes), vale la pena provare.

     
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