• 20dic

    Ripensare la ricchezza

    Il concetto di ricchezza che si è diffuso nella nostra società è senza dubbio obsoleto e fuoriviante e il Movimento per la Decrescita Felice da anni si batte affinché anche nel nostro paese inizi un dibattito ampio e diffuso per cambiare paradigma culturale. Finalmente dopo decenni di dibattiti, contrasti e litigi, anche in Italia, nel silenzio del mainstream, l’Istat e il Cnel stanno dando informazioni e risultati sui “nuovi” indicatori applicando “nuovi” parametri e criteri di valutazione.

    E’ molto probibile che ogni cittadino riconosca che i soldi non rappresentano la reale ricchezza, leggendo anche i primi risultati che considerano lo stato di salute l’indicatore più rivelante. L’importanza delle dimensioni del benessere per i cittadini, novembre 2011.
     
    I primi risultati sono davvero confortanti poiché ci informano circa l’opinione del “pensiero collettivo” su tanti temi trascurati dai media. I cittadini pensano in maniera diversa dai loro governanti e usano parole diverse dal mainstream. Sembra che i cittadini siano più concreti e più semplici, nel senso che badano più agli aspetti quotidiani dei bisogni reali piuttosto che alle preoccupazioni dei mercati finanziari. Bhè, queste ipotesi sarebbero state semplici da individuare, ma il Benessere Equo e Solidale (Bes) ci conforta poiché finalmente ci da informazioni importanti su ciò che conta veramente per gli esseri umani. Finalmente si discute di vera politica, della polis.
     
    In fine è molto importante apprendere che numerosi Comuni stanno rilanciando l’iniziativa del Bes e queste scelte politiche sono determinanti per avviare il cambio di paradigma culturale poiché dal basso si incomincia a dare peso e valore a iniziative che antepongono i diritti all’inutile finanza virtuale, così come prescrive la nostra Costituzione.
     
    E’ noto che gli indicatori attuali, PIL, espansione monetaria e  petrolio, sono del tutto inadeguati e sbagliati e che i “mercati” usano tali strumenti come arma di ricatto per controllare e opprimere i popoli. E’ altrettanto noto che i “nuovi” indicatori, se fossero sinceramente, impiegati e considerati, mostrerebbero una società molto diversa col fine di ridistribuire la reale ricchezza applicando un minimo di giustizia sociale; oggi, ahimé, assente.
     
     
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