• 19gen

    L’idolatria del comprare

    Dalle origini del mondo l’essere umano si e’ differenziato da tutti gli altri esseri viventi per la sua capacita’ di usare meglio la ragione. Chi piu’ e chi meno riesce ad usare bene o male la materia grigia che lo abita, emancipandosi dall’istintivita’ caratteristica delle bestie. Questa pero’ non e’ una conquista acquisita una volta per sempre ma una sfida – ed una lotta – quotidiana. Si’ l’uomo combatte ogni giorno contro pensieri, stimoli, idee, seduzioni che apparentemente positive possono invece alienare la persona fino a renderla schiava dello stesso pensiero, passione, idea. Sono gli idoli, che sotto la falsa promessa di bene rendono l’uomo peggio di un asino in gabbia.

    Oggi tra i tanti idoli che possono schiavizzarci, e’ preminente quello del comprare sempre. Sono appena trascorse le vacanze di Natale che bene o male hanno visto gli italiani spendere ancora in regali, eppure se si fa un giro nei grandi centri commerciali o in quelli medio grandi, si possono ancora notare persone che girano con volantini per acquisti super scontati. Quanto di vero poi ci sia in questi saldi resta sempre un mistero. Fa impressione comunque vedere ancora gente che nonostante la crisi, sente il bisogno convulso di acquistare, di cercare l’affare, nella illusione di esercitare un potere che lo realizzi. Il continuo bombardamento all’acquisto convulsivo a cui siamo sottoposti e’ davvero forte e snervante. Si parte dal mattino con l’acquisto dei giornali dove pubblicita’ di ogni genere ci sollecitano ad acquistare di tutto. Le radio o il web non sono molto da meno.

    Camminare in strada senza comprare neanche una caramella o un caffe’ ci fa sentire strani e fuori dal mondo. Se ci riflettiamo le strade sono progettate affinche’ si compri. Non c’e’ molto spazio per la sosta o per il solo piacere di camminare con qualcuno o da soli. Uscire senza lo scopo di acquistare ci fa sentire un po’ strani. Pero’ e’ rivoluzionario. Pensiamoci un attimo: siamo capaci di trascorrere un solo giorno senza acquistare niente che non sia di reale utilita’?. Ripeto: reale utilita’. Quello che acquistiamo e’ sempre per un "poi questo mi servira’", oppure "potrebbe servirmi" o meglio "con questa cosa da ora in poi non mi manca nulla", salvo poi fare due passi piu’ in la’ e scoprire che qualcun’altro e’ gia’ passato oltre e quindi a noi manca gia’ qualcosa.

    E’ un continuo farci sentire mancanti di qualcosa, e di un qualcosa che mai potremmo procurarci da soli. E’ l’idolo del consumo o peggio ancora dell’acquisto in se’, che conduce alla solitudine, all’alienazione totale degli individui, ad una morte morale e interiore con ripercussioni lente, ma inesorabili, sull’uomo.

    E’ davvero difficile far fronte e resistere ai continui assalti di questi messaggi che invitano all’acquisto quotidiano, o meglio, all’acquisto inutile quotidiano.

    Serve una nuova rieducazione delle coscienze che riconduca gli adulti sulla retta via del buon senso e del buon uso della mente, che sia in grado di educare i bambini,ragazzi e giovani ad un uso corretto delle proprie capacita’ e della propria intelligenza rendendoli autonomi dal pensiero dominante del "compra sempre qualcosa". E’ davvero una vera arte quella del combattere contro queste pulsioni. Non qualcosa di secondario ma di urgente perche’ sono i piccoli gesti che danno forma all’agire collettivo. Un nuovo cambiamento culturale sorge all’orizzonte ed e’ responsabilita’ di tutti non farsi cogliere impreparati. Molti non ne hanno coscienza e questo non ci consente di tacere l’allarme. Siamo capaci di trascorrere giorni senza acquistare cose di non reale utilita’? E sarebbe cosi’ impossibile pensare di dedicare tempo e risorse dedicate all’acquisto per iniziare ad imparare ad autoprodurci molti di quei beni che acquistiamo come merci?

    Questo genere di idolatria si combatte ogni giorno passando dalla teoria alla pratica.

    Fonte: www.ladecrescita.wordpress.com

     

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