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  • 09feb

    L’arte del viaggiare lento. A spasso per l’Italia senz’auto

    Con un biglietto in mano e un po’ di tempo si può girare l’Italia in modo economico, virtuoso e divertente, riducendo l’impatto sull’ambiente. Nel libro ‘L’arte del viaggiare lento’, in libreria dal 2 febbraio, Paolo Merlini ci mostra come, in uno stile semplice e divulgativo.

    Viaggio lento si sa, è sinonimo di viaggio virtuoso. Sfortunatamente però, il viaggio lento è associato, nell’immaginario collettivo, anche al viaggio faticoso.

    Come fa a concedersi il lusso della lentezza chi non ha dimestichezza col cicloturismo oppure chi suda al solo  pronunciare le parole ‘a piedi’? Un’idea semplice e ‘rivoluzionaria’ è quella di viaggiare utilizzando i trasporti pubblici locali.

    Paolo Merlini da anni pratica e racconta questo ‘uso improprio’ dei servizi di mobilità pubblica ed è convinto che costituiscano il giusto equilibrio tra lentezza e comodità.

    Ha infatti avuto modo di saggiare il servizio delle autolinee locali e constatare l’eccellenza di molte aziende di trasporto pubblico e l’affidabilità degli autisti, spesso molto disponibili e fonti inesauribili di informazioni sul territorio. E ora lo racconta in un libro L’arte del viaggiare lento (Ediciclo) in libreria dal 2 febbraio 2012.

    Ogni giorno migliaia di autobus tessono una capillare rete di linee extraurbane che penetrano nel profondo della provincia italiana solcando, a velocità moderata, le belle strade statali archetipo (ammodernato) della viabilità nazionale. Basta scegliere una meta e informarsi sugli orari delle autolinee che servono la zona. Con biglietti di pochi euro, comodamente seduti a quasi due metri di altezza, si può godere del lungometraggio della “Bella Italia” che scorre lenta fuori dal finestrino.

    Con i bus di linea si attraversa un territorio in maniera economica, virtuosa, con un impatto ambientale ridotto e il più possibile rispettosa degli abitanti che poi sono anche gli occasionali compagni di viaggio sempre prodighi di suggerimenti. È una forma di viaggio che si può praticare dai dodici ai novant’anni senza essere accompagnati dai genitori.

    Fonte: Il Cambiamento

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