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  • 18feb

    Troppi danni alle falde acquifere

    Urbanizzazione selvaggia, abuso di fertilizzanti, allevamenti intensivi. Le risorse idriche italiane ed europee stanno rischiando di essere eccessivamente compromesse. La soluzione secondo l’Europa? Dare priorità ad una gestione oculata del suolo. Ma anche all’uso efficiente e razionale dell’oro blu.

    Il commissario all’Ambiente, Janez Potocnik, risponde ad un’interrogazione presentata dall’eurodeputato Andrea Zanoni (Idv) sull’inquinamento delle falde acquifere in Veneto: "è necessario avere una chiara fotografia di cosa le amministrazioni stiano facendo per tutelare le acque italiane, mettendo in luce dove non stiano intervenendo adeguatamente".

    Secondo Zanoni, soltanto in Veneto negli ultimi 30 anni «le autorità regionali e provinciali hanno permesso una selvaggia urbanizzazione del territorio, portando a livelli altissimi lo stato di degrado delle falde acquifere».

    A questo proposito il commissario Janez Potocnik menziona tra le novità in cima alla lista del programma dell’esecutivo europeo Blueprint, strategia volta a migliorare lo stato di salute delle risorse idriche, dalle falde a laghi e fiumi, entro la fine dell’anno.

    La Commissione europea  intende quindi tener conto di vari fattori, tra cui controllo dello stato di salute delle acque, piani di gestione dei fiumi, revisione dell’azione Ue sulla siccità, valutazione della vulnerabilità delle risorse idriche rispetto ai cambiamenti climatici e altri tipi di pressioni da parte dell’uomo.

    Importante sottolineare come la nuova strategia dovrà intervenire su vari fronti, come per esempio sulle misure relative alla gestione del suolo, riforestazione in primis; sullo sviluppo di un metodo che consenta di includere il recupero dei costi ambientali dall’uso e dall’inquinamento delle acque, ma anche su target destinati ad un uso efficiente dell’oro blu.

    Janez Potocnik crede infatti che la strada per rimettere in pista l’economia europea sia strettamente connessa allo "sviluppo verde": «durante un periodo di crisi economica – spiega il commissario Ue all’Ambiente – a volte si potrebbe essere tentati dal trascurare l’ambiente, ma sarebbe una prospettiva di una durata molto breve".

    Nel lungo termine, ricorda l’esperto, è possibile solo immagazzinare problemi che diventeranno sempre più grandi e che i nostri figli dovranno affrontare, l’unica soluzione è quella di compiere scelte sostenibili per fare fronte alla crisi, anche dal punto di vista ambientale: «l’economia e l’ambiente – ha concluso il commissario Ue – devono andare a braccetto. L’economia verde è l’unica strada sostenibile per il futuro».

    Fonte: Coopambiente

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