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  • 12feb

    Verso Venezia 2012 ricordando Bob Kennedy. Crescita infelice o decrescita felice?

    Il Presidente Monti, dopo la manovra "lacrime e sangue", il mese scorso ha lanciato la fase-due del programma di governo, dal nome "Cresci-Italia".  La crescita del PIL è diventata un mantra, un dogma, una verità di fede. Viene cercata, invocata, desiderata. Ma se fosse tutto inutile? Non è possibile continuare a crescere indefinitamente in un mondo finito. Purtroppo il concetto di "decrescita", o meglio "decrescita felice", non sfiora nemmeno lontanamente le menti e l’orizzonte culturale di chi ci governa, siano essi politici, di destra o di sinistra, tecnici o professori.

    Vi è un generale appiattimento sull’ideologia della crescita, una grave mancanza di visione e di fantasia, una totale incapacità di immaginare un modello economico alternativo e di progettare un futuro diverso. Allora forse vale la pena guardare al passato e ricordare il celebre discorso tenuto da Robert Kennedy nel 1968 alla Kansas University: "Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta".

    Il governo potrà fare mille manovre per stimolare la crescita, ma dalla crisi non si potrà uscire senza un cambio radicale di mentalità e di cultura. Nel settembre 2012 si terrà Venezia la Terza Conferenza Internazionale sulla Decrescita (www.venezia2012.it). La mia speranza è che possa rappresentare l’occasione e lo stimolo per abbandonare il mito della crescita infinita e insostenibile per dar vita alla realtà della decrescita felice e sostenibile.

    Luca Salvi, MDF Verona

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