• 23mar

    La guerra mondiale dell’acqua potabile, un diritto negato a molti

    Sulla Terra vivono oggi 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Un miliardo di persone però non ha tuttora accesso all’acqua potabile ed è per questo che è necessario attuare una seria politica di risparmi evitando lo spreco che, nei Paesi ricchi, arriva fino al 30% delle risorse idriche disponibili. A sostenerlo è l’associazione UNWATER, promotrice della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo 2012.

    Per le conseguenze della mancanza di acqua pulita, ogni 17 secondi nel mondo muore un bambino.

    Malgrado i risultati raggiunti, sono ancora 783 milioni le persone a non avere accesso all’acqua potabile e miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari. Lo ha ricordato Guido Barbera, presidente del Coordinamento di associazioni Solidarietà e Cooperazione Cipsi, sottolineando che permangono differenze notevoli tra le diverse aree geografiche: si pensi che oltre il 40% della popolazione globale che non ha accesso all’acqua potabile vive nell’Africa Sub-Sahariana.

    “Nonostante i recenti annunci sul raggiungimento dell’Obiettivo di dimezzare la percentuale di persone senza accesso all’acqua potabile, – ha commentato Barbera – non possiamo dormire sonni tranquilli di fronte alla tragica situazione ancora esistente: tutti i bambini, tutti gli esseri umani hanno il diritto di poter vivere. Non possiamo fermarci finché sulla terra anche solo una persona non avrà accesso all’acqua pulita e sana”.

    Il tema di quest’anno della Giornata mondiale dell’acqua è L’acqua e la sicurezza alimentare. Nella sfida della sicurezza alimentare globale, la disponibilità di ‘oro blu’ gioca infatti un ruolo decisivo, come ha sottolineato anche il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi. “La mancanza d’acqua – afferma Politi – uccide di più di una guerra. E ancora oggi il ‘bollettino’ è allarmante”.

    Ecco perché è fondamentale non sprecare questo bene vitale, come però purtroppo avviene in molti Paesi, tra cui l’Italia. In riferimento al Belpaese, Legambiente ha evidenziato che in particolare Roma si piazza all’ultimo posto tra le città grandi italiane per i consumi di acqua, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno pro-capite, ma anche per le perdite idriche di ben 68 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete, ossia il 27% del totale immesso.

    E sempre in riferimento alla situazione del nostro Paese, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’Istat rende noto un quadro di sintesi sull’approvvigionamento di acqua a uso potabile e sui consumi di acqua delle famiglie. L’indagine dell’Istat rivela che in Italia sei famiglie su dieci bevono acqua minerale, segno di una diffidenza ancora elevata nei confronti dell’acqua potabile, in particolare nelle regioni meridionali. Nel complesso però la mancanza di fiducia delle famiglie nel bere acqua di rubinetto ha mostrato un importante cambiamento in positivo: le famiglie che annoverano al proprio interno uno o più membri che non si fidano a consumare acqua di rubinetto diminuiscono dal 40,1% del 2002 al 30% del 2011.

    Nel giorno in cui si celebra il World water day la Coldiretti ha inoltre voluto lanciare l’ allarme siccità per il nostro Paese. Sul territorio nazionale è infatti caduto il 10 per cento di acqua in meno che nel 2011, ma a cambiare è anche la distribuzione della pioggia con il problema della siccità che colpisce soprattutto il Nord Italia dove nell’inverno appena concluso le precipitazioni sono addirittura dimezzate.

    La giornata mondiale dell’acqua è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. In questo giorno vengono organizzate in tutto il mondo iniziative per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla questione dell’acqua, in particolare sull’accesso all’acqua pulita, tuttora un diritto negato a molti.

    Tra le iniziative nel nostro Paese segnaliamo l’azione del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua che ha occupato oggi il Ministero dell’Ambiente per chiedere il rispetto del voto referendario di giugno. Il Forum è stato ricevuto un mese fa dal ministro Clini che non ha però mantenuto la promessa di attivarsi per far rispettare i referendum.

    Fonte: Il Cambiamento

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