• 08mar

    La Terra è donna

    La vedo venire giù dalla collina, con passo deciso; ai piedi grossi stivali di gomma comodi per la sua artrosi deformante, calpestando quell’angolo di terra come se le appartenesse da sempre.
    Terra di vigna, compatta, argillosa che in estate si fende in profonde spaccature desiderose di qualche goccia d’acqua, ma che in inverno si trasforma in una morbida creta modellandosi alla suola delle scarpe …

    La sua esile figura sembra perdersi all’interno di comodi vestiti di campagna, il viso solcato da rughe profonde incorniciato da un morbido foulard lascia intravedere qualche bianca ciocca ribelle e due occhi pungenti color verde azzurro scrutano intorno con fare curioso. Si apposta vicino al ciliegio e non sembra avere premura anche se quel passo deciso con cui poco prima aveva affrontato la discesa può far credere che qualcosa di urgente la stia aspettando. Pochi attimi saranno sufficienti al fine udito del piccolo cane per accorgersi della sua presenza, annunciandola con un amichevole scodinzolare. E ora lei attende che io faccia capolino: è un rituale che non ha bisogno di confini, che si perde negli innumerevoli istanti di una qualunque giornata.

    Due donne con età e percorsi di vita differenti, che hanno voglia di ascoltarsi, di contaminarsi vicendevolmente con i propri linguaggi, che hanno in comune l’amore per la terra perché la rispettano, la sentono parte integrante della loro vita.
    Perché la terra è donna quando è pronta ad accogliere il seme e farlo germogliare nel tiepido fertile grembo; perché la terra è donna quando sa saggiamente aspettare e dosare le sue risorse e con creatività stupirci innumerevoli volte; perché la terra è donna quando con estrema duttilità sa modellarsi e donare ogni giorno frutti saporiti; perché la terra è donna quando sa ribellarsi alle troppe ferite che le sono state inferte da mani avide compromettendone il suo fragile equilibrio.

    Due donne che si incontrano su un lembo di terra che non ha recinzioni, confini, steccati; un lembo di terra vivo e libero di essere calpestato come la natura ogni giorno ci insegna. La bellezza sta tutta qui, nella spontaneità dell’incontro nella terra che non è una proprietà privata ma è la temporanea dimora che ognuno di noi ha preso in prestito dalla natura, per curarla, rispettarla e offrirla ancora in buona salute alle future generazioni. Forse il “trucco “ è tutto qui. Niente recinzioni tra una casa e l’altra, una forma assoluta di comunicazione tra le persone che, senza argini, capiscono che il dialogo è il nostro fondamento. E’ libertà.

    La vedo risalire la collina …. portandosi dietro un po’ di stanchezza del giorno trascorso e so che la rivedrò ancora per parecchio tempo.

    Fonte: AltritAsti

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