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  • 13lug

    Lav, ogni ora un reato contro gli animali. Ed è allarme criminalità organizzata

    Maltrattamenti, sfruttamento, uccisioni; ma anche giri di scommesse e sofisticazioni alimentari. In Italia la violenza sugli animali non conosce crisi, ed è praticata sempre più da giovani e giovanissimi. A denunciarlo è il Rapporto Zoomafia 2012 della Lega Anti Vivisezione (Lav). Che, giunto alla sua tredicesima edizione, traccia un quadro più inquietante che mai: nell’arco del 2011, infatti, nel Belpaese ogni ora è stato registrato un reato contro animali. Centinaia di migliaia dei quali, denuncia lo studio, finiscono nelle mani della criminalità organizzata. Cifre allarmanti che, in realtà, rappresentano solo una parte dei crimini effettivamente compiuti.

    In molti si sono indignati per lo sterminio di cani avvenuto in Ucraina per i campionati europei di calcio. In pochi, invece, sembrano sapere che nel nostro Paese le cose vanno anche peggio. Corse e combattimenti clandestini, canili abusivi, traffico di cuccioli o macellazione illegale; e ancora: contrabbando di fauna, uccisione di animali a scopo intimidatorio o per puro piacere. Per il Rapporto Zoomafia 2012, il maggior numero di reati è legato alle corse illegali di cavalli, dietro cui si nascondono organizzazioni criminali con ramificazioni anche internazionali. Delle 179 persone denunciate dalle forze dell’ordine, 57 sono state arrestate. I cavalli sequestrati sono stati invece 94: una cifra mai raggiunta prima, che l’anno precedente si era fermata a 62.

    Sempre più importanti sono poi la “Cupola del bestiame”, la macellazione clandestina e i veleni delle sofisticazioni alimentari: fenomeni legati ai tentativi della malavita organizzata di impossessarsi della redditizia filiera della carne. Fra i casi accertati dalla Direzione investigativa antimafia (Dia), spiccano quelli di mandrie al pascolo su discariche, allevamenti di centinaia di anatre stipate in un garage, animali lasciati senza cibo tanto da arrivare al cannibalismo. O maialini sgozzati e trasportati in auto verso garage trasformati in mattatoio. Per quanto riguarda le contraffazioni alimentari, a cui lo studio dedica un intero paragrafo, il controllo di quasi tremila aziende ha portato i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dei carabinieri (Nas) al sequestro di 7 milioni e mezzo di tonnellate di alimenti. Alcuni esempi di casi registrati nello scorso anno? “Carne tunisina in cattivo stato di conservazione nascosta in valigie; confezioni di salsicce scadute da anni; gamberetti rossi del Mozambico spacciati per nostrani; polpo vietnamita venduto come del Mediterraneo”.

    Anche il fenomeno degli animali uccisi a scopo intimidatorio merita una certa attenzione. Fra i numerosi casi accertati, elencati in una lista “lugubremente fantasiosa”, spicca quello di un cane corso impiccato con due proiettili inesplosi in bocca. Un singolo esempio che rischia però di sparire, se messo nel calderone dei moltissimi altri animali strangolati, decapitati o uccisi con armi come fucili a pallettoni. In ripresa risultano anche il contrabbando di fauna, la biopirateria e la pesca abusiva con esplosivi. Ma soprattutto i combattimenti clandestini fra cani. Che, fa presente il Rapporto Lav, sono in allarmante ascesa nonostante i tentativi delle Forze dell’ordine di scongiurare un fenomeno dai pesanti risvolti sociali.

    Come quello della micro-criminalità giovanile, specializzata nel commercio via web di cuccioli provenienti dall’Europa orientale (Slovacchia e Ungheria in primis). Un giro d’affari gestito perlopiù da minorenni, che si sono visti sequestrare 750 cuccioli, per un valore complessivo di 563.000 euro. La crescente presenza di minori in questo tipo di attività è uno degli aspetti più interessanti dello studio Lav. Ma anche indice di un allarmante degrado sociale. “Il tema della violenza nei riguardi degli animali è strettamente collegato al tema della violenza verso gli esseri umani e dei comportamenti antisociali in genere”, spiega Ciro Troiano, criminologo, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia Lav e autore del rapporto. Fra i casi più inquietanti, quelli di cuccioli infilzati, cosparsi di benzina e arsi vivi; o quello di un cagnolino preso a calci e bastonate da un gruppo di bambini incitati alla violenza da alcuni adulti. “I bambini e gli adolescenti coinvolti vengono proiettati in un mondo violento, ‘virile, dove la sicurezza individuale e la personalità si forgiano con la forza, con l’abitudine all’illegalità, con la disumanizzazione emotiva”, denuncia Troiano: “È ampiamente dimostrato che bambini e adolescenti ripetutamente crudeli verso gli animali presentano diversi tipi di disturbi psicologici, e possono facilmente diventare adulti violenti e antisociali”.

    Fonte: ilfattoquotidiano.it

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