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  • 09lug

    Sicilia. Scorie radioattive e mortalità infantile, l’inchiesta di Lannes

    “A seguito di alcuni incidenti segreti di velivoli Usa, i bambini della Sicilia orientale muoiono di leucemia più di ogni altra parte d’Italia”, una vicenda trascurata dalle autorità italiane. È quanto denuncia il giornalista Gianni Lannes in un’inchiesta volta ad indagare la relazione tra la base militare Usa di Sigonella, le scorie radioattive e la mortalità per leucemia dei bambini della zona.

    Torniamo a parlare di Gianni Lannes. Questa volta, il giornalista famoso anche per le sue inchieste sul fenomeno delle ecomafie, mette sotto la sua lente d’ingrandimento un problema non da poco. Una storia che ha tre protagonisti: la Sicilia, la base statunitense di Sigonella e le scorie radioattive. La relazione tra i primi due soggetti, è palese ma cosa c’entrano le scorie radioattive?

    Per illustrare il terzo collegamento, Lannes parte da un passaggio del libro Radiation and Human Health, scritto dal professor J. W. Gofman : “Non si sa che effetto avrà sul sistema immunitario dei siciliani di Lentini (una zona della Sicilia vicina a Sigonella, ndr) la radioattività delle scorie nucleari nascoste dagli americani nel suolo”. La domanda che Lannes si pone è quindi dove siano stati nascosti, interrati i rifiuti della base militare di Sigonella, negli anni in cui fu scritto il saggio sopracitato. Una possibile risposta, potrebbe essere che siano stati occultati in alcune delle 27 cave, etichettate come ‘dismesse’, che si trovano in quella zona.

    A supporto della ‘tesi Sigonella’, Lannes ci fa notare che gli investigatori della Direzione investigativa antimafia hanno riscontrato che la base di Sigonella compare tra gli enti che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica abusiva di Salvatore Proto (sempre in quella zona), un prestanome del clan Santapaola-Ercolano.

    Inutile dire quanto possano essere dannose le scorie radioattive, con decine di ricerche scientifiche che provano come l’esposizione a grandi quantità di radiazioni sia il maggiore fattore di rischio per il tumore del sangue. A questo proposito, Gofman nel suo saggio, lancia l’allarme: “La leucemia è associata al plutonio, responsabile della perdita dell’immunità biologica che colpisce un numero crescente di persone”.

    Significativo il paragone che Lannes fa tra la Groenlandia e la Sicilia, parlando di mortalità infantile causata da scorie radioattive: “Il 21 gennaio 1968 un bombardiere B-52 americano che trasportava 4 bombe H cadeva nel nord della Groenlandia, disintegrandosi e spargendo rottami radioattivi su un’area vastissima di terra e di mare. Nel giro di qualche anno le persone che erano venute inavvertitamente a contatto con i rottami si ammalarono di leucemia. Ed in quel luogo proprio la leucemia divenne una delle più frequenti cause di morte. In Sicilia a seguito di alcuni incidenti segreti di velivoli Usa, i bambini della Sicilia orientale muoiono di leucemia più di ogni altra parte d’Italia”.

    C’è da chiedersi perché le istituzioni e/o la magistratura non facciano nulla, non agiscano per vederci più chiaro sull’intera vicenda ed è ciò che si chiede anche Lannes, aggiungendo: “Come mai il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Primo Ministro Mario Monti, non chiamano il Presidente Obama a rendere conto di questo crimine? Recentemente hanno incontrato a Roma il segretario generale della Nato, Anders Fogh Ramussen ma non hanno proferito parola sull’argomento. La morte e la malattia indotta in tanti bambini italiani da causa belliche, forse non sono una buona ragione per intervenire subito?”.

    Andando più a fondo, ci sarebbero anche delle particolari analogie con gli incidenti aerei (bellici, per la precisione) che hanno colpito la Sicilia orientale verso la metà degli anni ’80. Lannes ce li ha ben chiari in mente: “Il 12 luglio 1984, alle ore 14,45 proprio a Lentini, un quadrigetto Lockeed C141B ‘Starlifter’ dell’Us Air Force, con un carico di 44 tonnellate si schiantò ed esplose in contrada Sabuci-San Demetrio, dopo essersi levato in volo da Sigonella, diretto in Germania”.

    Nell’impatto morirono sul colpo 9 militari nord-americani. “I marines giunsero sul luogo del disastro pochi minuti dopo ed ostacolarono militarmente l’intervento dei mezzi di soccorso locali e l’accesso addirittura delle forze dell’ordine italiane; l’indagine fu sottratta alla magistratura italiana”, rivela il sostituto commissario della Polizia di Stato, Enzo Laezza che l’11 agosto 1987 ha perso la figlia Manuela, colpita dalla leucemia mieloide acuta.

    Le autorità americane mantennero il massimo riserbo sul carico trasportato dal velivolo. La zona dove precipitò l’aereo Usa venne transennata e, per una quarantina di giorni, la statale 194 che collega Catania a Ragusa, fu interdetta al traffico veicolare.

    Un altro incidente aereo, del quale però si hanno solo scarne notizie, si verificò nel giugno del 1985. Nell’occasione un velivolo dell’aviazione USA, in volo verso la base di Sigonella, perse quota negli agrumeti di Lentini. L’aereo si disintegrò nell’impatto con il suolo. L’area rimase impenetrabile ai comuni mortali siciliani per diversi mesi, fino a quando tutti i frammenti del velivolo furono raccolti dai marines. Verrebbe da chiedersi: cosa trasportavano i due aerei mentre sorvolavano la zona di Lentini? Cosa contaminò il suolo siciliano? A bordo vi erano materiali nucleari?

    Nel 1962, un rapporto del Dipartimento Difesa USA (The Effects of Nuclear Weapons) avvertiva: “Le armi nucleari sono concepite con gran attenzione per esplodere solamente quando sono intenzionalmente innescate e fatte brillare. Nonostante ciò c’è sempre una possibilità, a seguito di circostanze accidentali, che inavvertitamente possa avvenire un’esplosione. Nonostante tutte le ragionevoli precauzioni che possano essere state prese per prevenire incidenti, ciò può comunque avvenire nelle aree di assemblaggio delle bombe, di loro immagazzinamento, carico e trasporto sul suolo o su un aereo o missile”.

    Di certo non è una piena rassicurazione. A Lentini, Carlentini e Francofonte i bambini muoiono di leucemia più che in ogni altra parte d’Italia. L’Atlante della ‘mortalità per tumori’ (volume 2) realizzato da alcuni epidemiologi, con il contributo dell’università di Catania (pubblicato dall’azienda sanitaria locale), è ancor più esplicito: “In provincia di Siracusa negli ultimi anni si è osservato un aumento della mortalità per leucemie. Estendendo l’osservazione ad 8 anni i tassi provinciali si attestano intorno a quelli regionali e nazionali, ad eccezione del distretto di Lentini dove si osservano tassi di gran lunga maggiori”.

    “Questo dato”, denuncia il dottor Pino Bruno, medico della Cgil “nell’ultimo periodo di osservazione non solo si è consolidato, ma è cresciuto e sembra ineluttabilmente destinato a moltiplicarsi. La mortalità e l’incidenza dei tumori del sangue in particolare leucemie e linfomi nella zona nord della provincia siracusana, caso totalmente diverso dalla situazione di Augusta, Priolo e Gela, sta divenendo sempre più preoccupante. Sarebbe utile verificare se esistono fattori di rischio legati a determinati rifiuti tossici che hanno inquinato terreni e falde freatiche non distanti dall’insediamento militare di Sigonella”. Nell’area p, Lannes evidenzia il fatto che ci vivono 60 mila persone su un totale di 403 mila dell’intero territorio provinciale.

    Per fortuna, qualcosa si è mosso almeno a livello di associazionismo. Il 30 gennaio 2006, infatti, l’associazione “Manuela e Michele” – che dal 1991 si batte per far luce sul gran numero di bimbi e ragazzini deceduti a causa di questa particolare forma di cancro – ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa, sollecitando un’indagine sulla “tangibile possibilità che i numerosi casi di leucemia possano essere causati dalla commistione di reati contro l’ambiente”. Secondo l’avvocato Santi Terranova “tocca alla magistratura indagare e capire perché in questa zona della Sicilia i bambini muoiono in percentuale maggiore rispetto ad altre aree del Bel Paese”.

    “Il luogo dell’incidente è stato chiuso per più di 4 mesi. Il governo USA risarcì i proprietari dei terreni per 20 anni”. E nient’altro. “L’incandescente fascicolo giudiziario”, evidenzia Lannes “aperto più di un lustro fa, giace nelle mani del sostituto procuratore Maurizio Musco. Il pubblico ministero, però, non si sbottona di un millimetro. Il documentato Rapporto dell’Azienda sanitaria siracusana ipotizza una causa di inquinamento scatenata dalla presenza sul territorio di “discariche illegali di scorie radioattive. Infatti le radiazioni ionizzanti sono associate ad un aumento di rischio per leucemie e possono avere due origini: origini nucleari, per disintegrazione di radionuclidi naturali come il radon o per disintegrazione di radionuclidi artificiali come nel caso delle centrali nucleari o delle bombe”.

    Il volume ha ricevuto anche la prefazione del professor Donald Maxwel Parkin, membro dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc): “Si spera che gli autori di questa eccellente monografia avranno l’energia, il tempo e la pazienza per preparare una terza monografia, quando saranno disponibili i risultati scientifici”.

    La prima parte di questa sua inchiesta, Lannes la termina lanciando un allarme, affinché questa grave situazione non passi in secondo piano. Soprattutto per non lasciare i genitori dei bambini che muoiono di leucemia senza una risposta.

    di Matteo Marini

    Fonte: Il Cambiamento

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