• 18set

    Guarda la puntata de L’Infedele con Maurizio Pallante

    Potete vederla qui (Maurizio Pallante al minuto 50).

    Riportiamo i commenti, intanto, di tre nostri lettori:

    I brevi e rari interventi di Maurizio Pallante in trasmissione sono stati sistematicamente interrotti da Gad Lerner, con l’ovvia conseguenza che nessun peso è stato dato alle proposte di riconversione industriale della produzione automobilistica, né ai vantaggi, non solo in termini ambientali, derivanti dalla riduzione degli sprechi energetici. Non è stata possibile un’esposizione del concetto di decrescita felice, che Cofferati ha dimostrato di confondere con quello di recessione.
    Come al solito il tema della crescita ha dominato ottuso e incontrastato, riconfermando una volta di più la necessità di una decolonizzazione dell’immaginario collettivo.
    In conclusione, mi chiedo che senso abbia avuto invitare il presidente del Movimento per la Decrescita Felice per poi impedirgli di esporre i temi del movimento stesso.
    Simona

    L’uomo è un animale (mi fermerei spesso solo qui) socievole, dicono i libri di scienze naturali, ma anche cinico, subdolo, venale, ipocrita, turpe, superficiale; si potrebbe continuare con gli aggettivi. La quasi totalità delle persone nasce e vive seguendo determinate regole, imposte da questa società che non ha più valori, diventando così persone qualificate benissimo da quegli aggettivi che ho poc’anzi elencato. Maurizio Pallante per i più è un soggetto scomodo perché propone un sistema diametralmente opposto a quello capitalistico in cui viviamo. Poi, ci sono anche le persone che non capiscono le sue parole dato che tale sistema ormai è radicato per bene nelle nostra coscienze e non vediamo alternative. Io ammetto che è difficile staccarsi dai privilegi a cui siamo abituati tutti, la decrescita dovrebbe essere applicata sul serio, e non solo a parole. Deve essere un atto spontaneo della persona che capisce il suo ruolo nel sistema, e apprende di poterlo far inceppare quando vuole! Ciò si traduce in rivoluzione culturale per prima cosa! Se non si insegnano certi concetti, sin dai primi anni ai bambini, come pensare che essi vedano altre strade? Pensate al film Matrix: tutti credevano che era la realtà, giusta e perfetta ma si sbagliavano di grosso. (scusate l’esempio cinematografico ma secondo me calza abbastanza bene).
    Giovanni

    Caro Lerner, le voci di Maurizio Pallante e di Luigino Bruni mi sono sembrate le uniche veramente di buon senso, peccato che gli sia stato concesso poco tempo per parlare e argomentare. Abbiamo sentito un Della Valle che approfitta dell’ampio spazio per fare un comizio contro gli Agnelli, un De Nicola di “Fermiamo il declino” che non
    ha fatto una sola proposta concreta, un Auci che paragona l’Italia ad un tossicodipendente e Monti sarebbe il medico (quando i veri tossici sono gli economisti drogati di crescita che ora si trovano in crisi di astinenza!), un Savona che propone di rinegoziare e “consolidare” i debiti per poter continuare a spendere e spandere come si è fatto fino a prima della crisi…
    Io credo che davvero le uniche proposte nuove e concrete per “fermare il declino” siano quelle della decrescita felice (Pallante), dell’economia civile (Bruni) e della finanza etica (perchè non invitare in trasmissione anche il Presidente della Banca Etica?). Speriamo che in futuro queste voci serie, concrete, autorevoli e credibili possano avere sempre più spazio per indicare al paese le soluzioni e la strada giusta per superare la crisi.
    Luca

    Credo che, da Gad Lerner, Maurizio Pallante abbia sofferto moltissimo. Non c’è di peggio, per uno che crede profondamente nei valori che sta cercando di comunicare, non riuscire ad esprimerli compiutamente ed essere praticamente ignorato. Capisco perché Beppe Grillo neghi la sua presenza a queste trasmissioni di finto dibattito culturale. Nessuno dei convenuti ha voluto commentare le precise proposte di Maurizio, neppure quelle sulla Fiat, che pure era uno dei temi specifici della serata. Ancora una volta la conversazione accademica si è basata su questioni elettorali. Stiamo ancora cercando il leader carismatico che catalizzi l’espressione elettorale. Non si riesce ad entrare nel merito della questione “crisi” se non riproponendo vecchi schemi e finte strategie che tutti sanno non essere adeguate alla situazione attuale. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, né peggior cieco di chi non vuol vedere. Quanto vecchio e decrepito mi appare questo sistema, incapace ormai di rinnovarsi e di stimolare nuovi sogni. Proprio di un nuovo sogno c’é bisogno. Di un sogno condiviso che rimetta l’individuo, con la sua creatività ed i suoi bisogni spirituali, intellettuali e fisici, e l’ambiente in cui vive, al centro del nostro agire. Si pensa a salvare i mercati mentre l’uomo è vilipeso e negato. Quale follia sta attraversando questa nostra “civiltà”? Beppe Grillo parla di “incantesimo”. Ieri sera ho avuto la netta sensazione che tutti vivessero in un incantesimo, incapaci di vedere la realtà del momento che stiamo vivendo, e che Maurizio fosse da loro considerato un visionario. Si è preferito parlare del nulla. Ricordo una frase attribuita ad Oscar Wilde:”Amo parlare di niente, è l’unico argomento di cui so tutto”. Quanto durerà ancora l’agonia di questo sistema che pare un tumore in metastasi che si nutre di sè stesso?
    Fortunatamente molte persone stanno lavorando, prima di tutto su sè stesse, per un cambio di coscienza che credo e vedo si sta già manifestando, in molti settori del vivere sociale, in ogni parte del mondo. Non sarà l’intervento di un taumaturgo  carismatico  a cambiare il mondo ma proprio questo salto di coscienza espresso dal basso, da chi responsabilmente e generosamente, pone sè stesso, il suo sapere e la sua creatività, a servizio del bene comune. Ringrazio Maurizio per l’esempio e gli stimoli che sta dando e che, come ho potuto verificare negli incontri da lui tenuti, sono molto apprezzati e condivisi da tanti, sopratutto dalle nuove generazioni. Ciò fa ben sperare in un prossimo radicale cambiamento.  Buon lavoro a tutti. Luciano Zinnamosca

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Discussion 10 Responses

  1. 18 settembre 2012 alle 08:32

    Concordo in pieno! Ultimamente molte trasmissioni hanno chiamato Pallante ed altre persone per parlare di decrescita, transizione…ma poi alla fine non li fanno parlare. Sono sempre più dell’idea che una parte del mondo gira in un senso e un’altra parte gira nell’altro! Purtroppo in TV non siamo ben visti e non ci fanno parlare ma fuori dalla scatola, il risveglio è palese!
    Ho visto le facce dei giornalisti/economisti quando Pallante ha parlato della fine delle auto e di possibili cambiamenti e riqualifica di aziende come la FIAT, erono esterefatti! Se la VW fà dei microgeneratori, la Peugeot fa delle bici elettriche e la Nissan costriusce sempre più auto elettriche ci sarà un motivo no?! Purtroppo, pure i giornalisti sono vecchi e non vogliono ascoltare e vedere che lì fuori c’é gente vera che vive in maniera diversa!
    Emma

    • 18 settembre 2012 alle 21:59

      Tutto vero, tutto giusto, ma mi domando perchè ci si dovrebbe aspettare da parte di Fiat piuttosto che altre aziende interesse su proposte che vanno nella direzione contraria ai propri convincimenti.
      Penso che i primi a investire le proprie energie su un progetto, siano in primis quelli che quel progetto lo promuovono, propongo di acquisire le aziende strategiche per gestirle in modo coerente. E questa non vuole essere una provocazione, penso che il passaggio epocale che stiamo vivendo indichi una sola possibilità solo con un passaggio di consegne, come lo fu fra monarchia e borghesia più di due secoli fa si potranno risollevare le sorti di una economia destinata all’implosione. Si devono non solo cambiare le voci che compongono il bilancio ma anche rivedere i rapporti con cui queste interagiscono fra loro c’è un lungo lavoro non privo di rischi e difficoltà, ma non vedo alternative, anche se spero ve ne siano.

  2. 18 settembre 2012 alle 08:42

    Nuovamente, guardando lo spettacolo penoso e inutile della puntata di ieri, mi sono chiesto se i temi della Decrescita possano trovare casa nel mezzo televisivo o se non sia meglio piuttosto rigettarlo. O perlomeno evitare certi contesti irrimediabilmente compromessi dal colonialismo mentale della Crescita. Quante parole inutili si sono sentite, eccetto Pallante e pochi altri momenti.

  3. 18 settembre 2012 alle 09:49

    Personalmente sono convinto di due cose: bisogna parlarne sempre e comunque perchè prima o poi ci verranno a cercare per prendersi le ricette.
    seconda cosa: parlare di un cambiamento a chi con la crescita si è stra-arricchito è come voler svuotare il mare con un cucchiaino.
    Questi signori pensano ancora che la crescita sia possibile o meglio che arricchirsi sia possibile e lo sia per loro. Forse loro hanno la possibilità di spremere ancora il limone, ma la sofferenza delle famiglie( come ribadiva con forza ieri Maurizio) davvero dovrebbe far capire che è urgente ed impellente cambiare rotta.

    Lo capiranno…con le buone oppure sbattendo e fracassandosi le ossa contro l’illusone che inseguono.
    Non molliamo e restiamo da esempio nel piccolo e nel grande.

  4. 18 settembre 2012 alle 10:43

    che ingenuo che sono stato,ho pensato addirittura che la puntata dell infedele sarebbe stata dedicata interamente alla decrescita invece alla fine si è solo parlato del nulla, tranne gli interventi di Pallante che saranno sembrati incomprensibili a gli altri ospiti in studio visto che nessuno continuava su i suoi discorsi,che ingenuo che sono stato

  5. 18 settembre 2012 alle 11:47

    Maurizio Pallante e Luigino Bruni sono stati gli unici lampi di luce, di intelligenza e di buon senso in un cielo nero come la pece di parole vuote, fumose ed inutili. Io credo che partecipare a queste trasmissioni sia sicuramente una sofferenza ma è anche una grande occasione per parlare a milioni di persone e cercare di far accendere qualche luce in più di speranza, quindi grande Maurizio, tieni duro e non mollare mai, perchè la gente capisce chi è sincero e ha qualcosa da dire e chi parla del nulla perchè nulla di buono ha da dire.

  6. 18 settembre 2012 alle 15:43

    Una trasmissione penosa dove alla fine si resta convinti che sia costruita ad arte per banalizzare e ridicolizzare il pensiero alternativo.
    Verso la fine, Maurizio ha dovuto prendersi con la forza un minuto per dire cose che il conduttore non voleva ascoltare. Spero che sia servito a qualcosa.
    (Ho scritto anche sul blog di Gad Lerner, nello spazio del video musicale, un mandolino che suona Bach. Credo che Lerner non si renda neanche conto del significato simbolico da ancient régime di quella scelta musicale.)

  7. 18 settembre 2012 alle 16:18

    Io me l’aspettavo. Per qualche minuto ci ho sperato, ma da quando Lerner lo ha definito “l’econmista di fiducia di Grillo” era chiaro con quale intento lo avesse invitato. Cioè sperando che facesse qualche “grillata” e che sparasse qualcosa in stile Occupy Wall Street, ma giusto così, tanto per fare caciara e fare la figura del difensore della moderazione contro gli eversivi. Per me a certe trasmissioni non bisogna proprio andarci. Il tono generale della discussione era patetico, fuori dalla realtà e chiuso a qualsiasi ragionamento che andasse fuori dallo schema.

  8. 19 settembre 2012 alle 11:09

    io sono dell’idea che in parole povere dobbiamo fare dassoli…. inutile cercare ascolto dai media, sono tutti “inquinati”, il conduttore non vuole rischiare e cerca di non far parlare …… incredibile, capiranno prima o poi che si faceva davvero sul serio…. maurizio non mollare mai, e noi tutti sosteniamo la giusta causa.

  9. 19 settembre 2012 alle 15:08

    Anch’io ho seguito la puntata de “L’infedele” del 17 settembre e mi è dispiaciuto che Gad Lerner abbia dato poco spazio a Maurizio Pallante che esponeva idee veramente nuove e, soprattutto, piene di concretezza.
    Ho trovato francamente spiacevole che Pallante venisse interrotto sul più bello mentre tentava, nell’arco di una manciata di secondi, di spiegare il complesso concetto della “decrescita felice” e come essa possa offrire soluzioni vere ai drammatici problemi che stiamo vivendo. Sarebbe stato sicuramente utile lasciar proseguire Pallante perché Cofferati (insieme ai telespettatori) sarebbe venuto a sapere, ad esempio, che decrescita non è affatto sinonimo di recessione e avrebbe evitato di confondere i due concetti.
    Si è preferito invece dare molto più spazio al tema di quale dei capitani d’industria troverà il coraggio di candidarsi e altre amenità.
    Pallante ha fatto un’affermazione bomba: la crescita del Pil non porta all’aumento dell’occupazione. Ha dichiarato che dal 1960 ad oggi, nonostante un aumento del Pil italiano del 400% ed un aumento della popolazione di svariati milioni, il numero degli occupati è rimasto fermo a 22 milioni vale a dire che, in termini relativi, esso è diminuito.
    E’ un affermazione certamente eterodossa rispetto al pensiero economico oggi largamente maggioritario che, all’unisono ed incessantemente, ripete il verbo della crescita attraverso le “grandi opere” per “uscire dalla crisi” e “creare lavoro”.
    Ma quell’affermazione è vera o no? Perché, se non è vera, Pallante ha detto una stupidaggine e mi sarei aspettato che i due professori universitari di economia presenti nello studio, Bruni e Savona, gli dessero sulla voce, lo mettessero a tacere con dati e statistiche; invece hanno taciuto e si dice “chi tace acconsente”
    Se, invece, essa è vera è un peccato che il conduttore non abbia invitato i partecipanti ad un approfondimento perché essa punta il dito non su una questione di poco conto ma sul criterio al quale si ispirano le politiche economiche dei governi per indirizzare i nostri sistemi economici che, almeno, dagli anni 1920 in poi sono vittime di ripetute e sempre più ravvicinate crisi di sovrapproduzione.
    Apprezzo, come cittadino e telespettatore, la decisione di invitare persone che si oppongono al “pensiero economico unico” ma trovo incoerente che poi non le si lasci esprimere compiutamente le loro idee.

    Maurizio Pavoni

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