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  • 23nov

    Il bilancio di un anno di governo Monti

    A un anno dall’insediamento del governo tecnico del professore Mario Monti, molti osservatori, giornalisti, politici, media, hanno cercato di fare un bilancio. Devo dire che la maggior parte dei commenti sono risultati positivi. Sono andato a rivedere l’articolo che avevo scritto proprio un anno fa, indirizzato a Monti, dal titolo “Le ossa e la polpa”, auspicando un governo ed un’azione, che lui stesso aveva definito come fatto di «rigore ed equità». E, nell’augurare buon lavoro, avevo indicato una serie di settori dove il governo avrebbe potuto incidere proprio sulla “polpa”, nel tentativo di fare cassa e quindi cercare di far quadrare i conti del bilancio dello stato italiano.

    In particolare facevo riferimento all’evasione fiscale, stimata in 125 miliardi di euro, alla tassazione dei capitali all’estero; mi riferivo in particolare all’accordo che Germania, Austria, Inghilterra hanno già fatto con i loro cittadini che detengono capitali mobiliari in Svizzera, proponendo una imposta del 20% per chi dichiarasse i propri capitali all’estero. Per l’Italia si trattava di seguire l’Europa e sostanzialmente fare la stessa cosa, ottenendo un risultato immediato di entrate per almeno 40 miliardi di euro, (dieci in più della prima manovra denominata Salva Italia, una manovra che ha inciso molto sulle pensioni, e aumentato le tasse).

    Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche recentemente intervistato, cosa ha fatto quando ha ricevuto dal governo Svizzero la lista degli investitori italiani in Svizzera? Al posto di applicare l’imposta del 20% sui 500 miliardi di capitali detenuti da risparmiatori italiani in Svizzera, ha provveduto a costituire una commissione sul tema, che non è ancora arrivata a una conclusione. Nel frattempo in Svizzera le cassette di sicurezza sono esaurite e quindi le banche hanno provveduto a prenotare tutte le cassette di sicurezza di alberghi e ristoranti, e ogni giorno la polizia di frontiera blocca la fuga continua di capitali all’estero. Per non parlare poi dei capitali tranquillamente al riparo nei paradisi fiscali, ma anche lì se i G8 volessero si potrebbe cominciare a stabilire qualche regola di trasparenza, se non altro per identificare i capitali frutto del lavoro di imprenditori o famiglie rispetto ai capitali che provengono da attività illecite, commercio di droga, mafie ecc…..

    Anche sulla Spending Review forse qualche cacciabombardiere in meno avrebbe potuto permettere di non tagliare un contributo che va a sostenere i malati di Sla, un provvedimento che potrei definire “vergognoso”: 100 milioni di euro che sono stati completamente tagliati, alla faccia dell’equità o della solidarietà. Ma vediamo nei fatti la “cura Monti”, un governo che sicuramente ha recuperato reputazione e fiducia non solo nei confronti dei mercati finanziari ma anche delle istituzioni, attività assolutamente importante e doverosa, ma alla fine anche i tecnici vanno valutati ed eventualmente premiati per quello che sono riusciti a fare. Quindi il “malato Italia”, a un anno di cura Monti come sta?

    Il debito pubblico è aumentato, “per forza!” diranno molti, “non si poteva fare diversamente, questo era il trend, che non si poteva invertire”. Io dico: assolutamente no, se si fossero adeguatamente valutate le buone pratiche proposte e realizzate dalla finanza etica forse avremmo potuto invertirlo quel trend, utilizzando strumenti innovativi, e scambiando servizi ed attività con parti di debito pubblico non solo nel campo sanitario e sociale, ma in tutti i settori. Gli italiani avrebbero capito, hanno sempre saputo rispondere nei momenti di crisi e sono convinto che avrebbero risposto anche in questo caso, invece il debito pubblico oramai viaggia intorno a 2mila miliardi di euro. Io vorrei semplicemente ricordare che il totale del risparmio accumulato da famiglie ed imprese in Italia è di 8mila miliardi di euro, cioè 4 volte di più, forse – ripeto – qualche pensierino in questa direzione andava assolutamente fatto. Compito non eseguito dal nostro caro Professore.

    La disoccupazione è in costante e continuo aumento, ci sono oramai 3 milioni di disoccupati ufficiali ma in realtà i veri disoccupati sono almeno il doppio, con punte al Sud Italia di giovani disoccupati, soprattutto donne, che superano il 50% la situazione sta diventando oramai insostenibile, e si cominciano a registrare purtroppo già i primi focolai di violenza, perché in molte realtà le persone sono disperate, non ce la fanno più, non ci sono più punti di riferimento. Ma quale sviluppo? Siamo in decrescita infelice naturalmente. Mentre la decrescita felice avrebbe potuto generare circuiti virtuosi capaci di generare milioni di nuovi posti di lavoro in Italia. Quindi anche in questo aspetto un bel 4 al nostro Professore.

    Non parliamo poi delle tasse che sono proliferate come i funghi, da tutte le parti e con criteri di iniquità… Dov’ è la proporzionalità della contribuzione? Permangono, nonostante le polemiche, gli alti costi del sistema politico: circa 24 miliardi di euro, una cifra scandalosa, che andava sicuramente rivista e rimodulata.

    E quindi a un anno di distanza, il paziente Italia, è a mio avviso stato salvato da un clima internazionale che vedeva l’Italia incapace di affrontare i propri problemi, ma si è inciso sull’osso, e quindi il malato sta peggio, la polpa è stata toccata marginalmente, le famiglie con figli soffrono e faticano ad arrivare a fine mese. Credo sia giunto il momento di dire basta, di fare un appello ai cattolici che si vogliono impegnare, di farlo ma con coscienza, con “rigore ed equità” veri, con capacità di ascolto maggiore e con la consapevolezza che se non si va ad incidere sulla polpa, il malato Italia rischia di morire. Fra poco arriverà Natale, le località di montagna sono già piene gli alberghi che registrano il tutto esaurito, e anche i tour operator, seppure con qualche calo leggero, registrano buoni dati per le località esotiche. Questa è un’altra Italia, un’Italia che non è stata toccata dalla crisi, dalla patrimoniale e dalle tasse, se non in maniera residuale e marginale, che continua la propria vita.

    Io credo che tutto questo non sia giusto, anzi è assolutamente ingiusto, e per questo credo sia giunto il momento di cominciare ad esprimere la propria indignazione Perché in gioco ci sono le vite, le speranze e il futuro di milioni di persone. Io resterò a casa mia per Natale, farò delle passeggiate lungo il fiume che costeggia casa mia, farò delle belle gite in bicicletta, anche se ci saranno 2 gradi di temperatura, accenderò la stufa che va a legna e mi leggerò un bel libro, starò con la mia famiglia,frequenterò più assiduamente la mia parrocchia e nel limite del possibile farò solidarietà con tante famiglie del mio quartiere che hanno bisogno di essere aiutate.

    Quello che chiedo al nostro professore Monti in questi ultimi mesi di governo è di riflettere: per uscire da questa crisi bisogna “ascoltare” persone che sappiano dare consigli nuovi e innovativi, mi dispiace invece constatare che purtroppo si continui a riproporre la stessa “ricetta”. Cerchiamo di recuperare, almeno in questi ultimi mesi il senso di equità, di solidarietà, cercando di non sacrificare questi importanti valori sull’altare dell’egoismo e della massimizzazione del profitto.

    di Fabio Salviato

    Fonte: Romasette.it

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