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    Re-imparare, per riprendersi il tempo che ci hanno fatto credere di non avere più

    Lavora per consumare e consuma per lavorare. È questa la logica imposta dalla società in cui viviamo. Mangiamo cibi preconfezionati in monoporzioni, non coscienti della provenienza di quel cibo, delle condizioni lavorative di chi ha lavorato per produrlo. Quanti chilometri ha fatto quella lasagna congelata per arrivare sul mio tavolo? Il lavoratore che ha lavorato per raccogliere il pomodoro della passata, farà parte di quella parte di extracomunitari posti in condizioni di schiavitù moderna?

    Ma soprattutto, perché compriamo cibi pronti all’uso? Non abbiamo tempo. Non abbiamo tempo di fermarci e preparare, così prendiamo la macchina ed andiamo velocemente al supermercato, perché poi abbiamo il corso di spinning dalle 7:30 alle 8:30, e poi chi ha voglia di cucinare dopo tutte queste corse?

    Molti potrebbero riconoscersi in questo modello e molti potrebbero riconoscere loro comportamenti del passato. Ma sempre più persone capiscono che questo modello ha troppi limiti che finiranno col far implodere il sistema su se stesso. Tonnellate di rifiuti vengono ogni giorno prodotti per confezionare i cibi che mangiamo, tonnellate di pesticidi utilizzati nelle piantagioni agricole, quintali di CO2 vengono immessi per trasportare cibi da un posto all’altro.

    Sempre più persone si rendono conto delle criticità di questo sistema e si avvicinano a stili di vita diversi, per ritrovare il tempo che ci hanno fatto credere di non avere più, il tempo di cucinare insieme , il tempo di riparare le cose rotte.

    Sempre più persone decidono di re-imparare a fare il pane, lo yogurt, il formaggio, di re-imparare ad aggiustare bici e vestiti rotti.

    Ed è per questo che teniamo mensilmente i corsi dell’Università del Saper Fare, e che siamo felici di ricevere ogni volta più richieste di partecipazione.

    Il 23 ottobre, a seguito di una cena conviviale in cui si sono consumati cibi autoprodotti a km 0, si sono tenuti presso Casa Paradigma i corsi per l’autoproduzione di formaggio e di detersivi ecologici a cui hanno partecipato 50 persone, in un clima di partecipazione ed entusiasmo.

    L’autoproduzione del formaggio, consente di accorciare la filiera produttiva, andando a comprare il latte sfuso in uno dei numerosi distributori di latte a KM0, e di evitare la produzione di imballaggi e di emissioni di C02 per il trasporto.

    L’autoproduzione di detersivi ecologici, permette di produrre detergenti con ingredienti semplici, come limone e bicarbonato, evitando la produzione di imballaggi e di emissioni di prodotti chimici nei nostri mari.

    Ma al di là dell’impatto – più o meno consistente – di queste pratiche, l’autoproduzione rappresenta la volontà di voler comprendere i nostri consumi e cosa ci sta dietro, la possibilità di dipendere meno dal mercato e la prova tangibile che il tempo libero può essere utilizzato per dei “lavori” gratificanti che producono beni utili, in un clima di allegria e collaborazione con gli altri.

    Ringraziando i volontari coinvolti nell’organizzazione dei corsi, ci auguriamo che sempre più persone abbraccino stili di vita alternativi, a favore della società e dell’ambiente.

    In occasione di Paratissima, durante il prossimo il 10 novembre, sempre presso Casa Paradigma in via Taggia 25/A, si terranno corsi di collane create con materiale di recupero.

    Fonte: Mdf Torino

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