• 05dic

    Il ricordo di quell’attimo

    Molte persone si sono trovate invase dall’acqua in questo periodo di pioggia e porteranno per sempre il ricordo di quell’attimo.

    I fondi per la salvaguardia del territorio della regione Veneto in una decina d’anni sono stati quasi azzerati, rimettere in sicurezza il nostro paese dal punto di vista idrogeologico eviterebbe sciagure già largamente annunciate e produrrebbe posti di lavoro ma non accadrà, come sempre in questi giorni i nostri politici riempiranno trasmissioni TV e giornali con tante belle parole (era imprevedibile ,è un evento eccezionale,provvederemo subito,solidarietà agli alluvionati, ect ect) e degnissime iniziative che andranno scomparendo pian piano con la scomparsa dell’emergenza, mi chiedo siamo sicuri che il problema sia la classe politica che ci governa chiaramente incapace di trovare soluzioni visto il costante ripresentarsi di questo problema in tutta Italia o loro sono solo una parte del problema? Ad un certo punto nel video di Qui Piave libera (http://vimeo.com/53494780) si sente in sottofondo un contadino dire ” no fà pi fred”, a me personalmente sono venuti in mente subito le problematiche del cambiamento climatico e la discussione di martedi con gli amici del MoVimento 5 stelle di San Biagio di Callalta dove si notava che non c’è più la nebbia che caratterizzava il nostro territorio in questo periodo e la neve in montagna adesso è diventata pioggia intensa che scendendo dalla montagna in quantità considerevole  in poco tempo, aggiunta a quella che cade nel nostro territorio, dove gli argini sono più stretti e bassi fà disastri.Possiamo dunque dire che uno dei problemi è il cambiamento climatico, non facile da risolvere perchè molto più grande di noi.Cosa possiamo fare? Non ci sono soluzioni facili ed immediate. Un’idea di come bisognerebbe affrontare la situazione me la fa venire in mente una favola africana che ora vi racconto: durante un incendio nella foresta,mentre tutti gli animali fuggivano,un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco. Cosa credi di fare? gli chiese il leone, vado a spegnere l’incendio! rispose il piccolo volatile,con una goccia d’acqua? disse il leone con un sogghigno di irrisione, e il colibrì proseguendo il volo rispose: io faccio la mia parte.

    Un secondo punto già accenato all’inizio è la messa in sicurezza del nostro territorio che dovremmo legare alla tutela dell’ambiente per porre rimedio al cambiamento climatico e per avere una paese più verde e meno grigio ma la prima risposta delle amministrazioni chiamate in causa risuona come un eco: i soldi sono pochi e quei pochi che abbiamo sono già destinati ad altre attività.In questo periodo che le risorse sono poche è chiaro a tutti allora dobbiamo assicurarci che questi pochi soldi venganno spesi bene, facile a dirsi difficile a farsi diranno tutti, io vi rispondo difficile ma non impossibile se si hanno buone idee ,se le risorse sono poche vediamo di non sprecarle e di risparmiarle con l’uso delle nuove tecnologie che ci aprono un mondo di possibilità immediate e di risparmio futuro. Se non si riesce come comune a trovare qualche soluzione concreta invito tutti a copiare da chi invece ce l’ha fatta a fare le cose senza spendere soldi e risparmiando risorse, sono i comuni virtuosi e il movimento per la decrescita felice, ci sono bellissimi libri e siti internet che spiegano come fare passo dopo passo. Noi, per il momento,preferiamo spendere i soldi in continue colate di cemento che cancellano il paesaggio,e si lì spendiamo noi i soldi per quelle colate di cemento, non direttamente ma indirettamente, eh già signori siamo noi che finanziamo con le nostre scelte di vita e politiche queste lobby che hanno come unico scopo quello di arricchire se stessi e non certo la salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

    Quando un giorno impareremo a portare i nostri figli a passeggiare in mezzo alla natura e a farli correre spensierati e liberi invece che a fare lunghe code in macchina per portarli al centro commerciale la domenica maledicendo il traffico senza accorgersi che il traffico siamo noi, per comprare cose spesso inutili che non ci servono realmente o che vanno a sostituire cose perfettamente funzionanti ma passate di moda, quando eviteremo di fare interminabili file per l’ultimo telefonino ultratecnologico che ci permette una superconnessione per scrivere sui social network che non ce la facciamo ad arrivare a fine mese,  forse allora le cose cominceranno a cambiare.Non si risolve il problema solo cambiando i politici con cittadini che hanno una visione diversa dell’ambiente e del bene comune, questo è un’ inizio un primo passo ma il vero cambiamento si ottiene se cominciamo a cambiare noi. Non sarà facile ma se veramente vogliamo una società diversa non esiste altra strada. Ci sarebbero tante cose da aggiungere, dico un’ultima cosa che ho scritto tempo fà che non avrei mai provato se non immerso nella natura e poi smetto di annoiarvi: l’altro giorno sono andato per campi con mio figlio di 2 anni, lui correva felice e spensierato ed io dietro di lui, per un attimo mi sono sentito piccolo anch’io  pervaso da una sensazione di pace e di quiete interiore e da uno strano pensiero: un giorno ricorderò questo momento come uno dei più belli della mia vita. Fra un pò di tempo quei campi spariranno e lì probabilmente sorgerà un bel centro polifunzionale con negozi, uffici,appartamenti di 50 mq ma dubito che passando di  nuovo da quelle parti riuscirò ad emozionarmi, mi resterà il ricordo di quell’attimo.

    di Marco Barbon

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