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  • 14dic

    Movimento 5 Stelle: intervista al sindaco Pizzarotti

    Si fa un gran parlare del pericolo Grillo, delle derive populiste e della credibilità del Movimento Cinque Stelle. Ma si dà poca voce ai progetti e al comportamento degli amministratori alle spalle del leader. Ormai è chiaro: il M5S non è più un fenomeno di nicchia. Ma cosa differenzia i “grillini” dagli altri partiti? E cosa si sta facendo laddove questo nuovo dirompente soggetto politico si è già affermato? Lo chiediamo a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e pioniere di un nuovo modo di fare politica.

    Lei ha recentemente formato la giunta della Sua città. In che modo, nei fatti (cioè nelle persone scelte) e nelle modalità (cioè nei criteri applicati per la scelta) la sua giunta si differenzia da una qualsiasi amministrazione nominata secondo le consuete pratiche della politica clientelare e consociativa?

    Facile: non siamo assolutamente clientelari e abbiamo fatto tutto sulla base di curricula inviati o segnalati. Questa è letteralmente una novità rispetto al passato, perché prima c’era il partito che indicava o addirittura mandava qualcuno da inserire in Comune come consigliere o assessore. Il fatto che queste persone venissero segnalate dal partito di turno, le faceva preoccupare più di fare bella figura con chi stava sopra di loro che di fare qualcosa di utile per la città.

    Beppe Grillo ha condotto una giusta battaglia per mandare via dal Parlamento tutti gli inquisiti. Recentemente un’esponente del Movimento 5 Stelle in Liguria è stata arrestata per spaccio. Che meccanismi adotta il M5S per evitare l’infiltrazione di malavitosi e gente che si avvicina al Movimento solo per propri interessi?

    Sinceramente nel formare la giunta sono andato anche molto a pelle, e devo dire che per adesso non mi sono sbagliato. Il primo filtro è questo: se una persona ci vuole guadagnare, ha sbagliato posto. E chi non si dimostra in linea con le scelte o il punto di vista del Movimento generalmente si allontana. C’è poi da sperare che non tutte le persone siano in malafede. Ma penso che questo riguardi ogni gruppo, associazione o movimento. E il fatto di dovere necessariamente avere la fedina penale pulita, se si vuole rappresentare il M5S, limita ancor più i rischi di infiltrazione da parte di persone di un certo tipo.

    Visto da fuori il M5S sembra, nel bene e nel male, pesantemente incentrato su Beppe Grillo, e Giovanni Favia, che adesso è stato espulso, ha sollevato un problema da affrontare: quello della democrazia interna al Movimento. Cosa ne pensa?

    Secondo me Giovanni Favia ha fatto cose che io avrei evitato, come andare in tv da Lilli Gruber su La 7. La questione della democrazia interna c’è, soprattutto in vista delle elezioni nazionali, ma va ancora elaborata. Penso che si sia trattato di una situazione come quella delle liti in famiglia, in cui dici cose che non avresti voluto dire. Per quanto riguarda Parma o altre realtà locali che conosco bene, posso garantire che non si è mai intromesso nessuno, il programma ce lo siamo fatto noi e gli assessori li abbiamo scelti con il metodo dei curricula. Abbiamo quindi avuto la massima libertà, con tutti i pro e i contro. Si è parlato moltissimo di Favia e di quello che ha detto, ma è da quando c’è Monti che non si parla di riforma elettorale.

    Quali sono a Parma le principali novità in materia di regolamento, gettoni di presenza, auto blu, viaggi di rappresentanza, età media assessori, presenza donne ecc. rispetto alla giunta precedente? E i guadagni di sindaco e giunta, rispetto a prima, sono cambiati?

    Sa che non lo so quanto guadagno, di preciso? Avendo rinunciato al 10% penso debba essere intorno ai 3.200 euro. Penso che questo sia un gesto richiesto, ma non sostanziale: non è il mio 10% di stipendio in meno che fa la differenza. Gli assessori prendono 2.100/2.200 euro, e per le ore che fanno mi sembra una cifra ridicola (poi ci mancherebbe, so bene che ci sono persone in fabbrica o in altri posti che si fanno un mazzo tanto e prendono anche molto meno). Fra i consiglieri alcuni hanno rinunciato a compenso e rimborsi e alcuni no, ma anche lì dipende dai casi: abbiamo lasciato decidere. Abbiamo poi tolto tutte le auto blu e gli autisti, e solo lì abbiamo risparmiato circa 250mila euro all’anno. Io cerco di dare l’esempio muovendomi sempre in bicicletta, e se devo andare più lontano mi guido da solo una bellissima Panda a metano del Comune. Insomma, anche in questo caso abbiamo soprattutto voluto dare un segnale. L’età media della giunta direi che è di 42/43 anni, dato che si va dai 35 ai 50. Le donne sono tre, su 8 assessori, mentre prima se non sbaglio ce n’era solo una.

    Lei è stato socio fondatore del circolo del Movimento per la Decrescita Felice di Parma. Pensa che il cambiamento di paradigma culturale proposto da Mdf sia davvero realizzabile?

    Tutti i cambiamenti non si possono fare da un giorno all’altro. Puoi promuovere correttamente gli orti sociali, giusto per fare un esempio, o i mercatini a km-zero (ne abbiamo aperti già due ma ne vorremmo attivare degli altri), oppure lo Scec, che stiamo cercando di lanciare, o ancora cercare modi per sostenere l’economia locale, ma è tutto collegato alla disponibilità di tempo. Per fare l’orto, infatti, hai bisogno di tempo; per andare a fare la spesa nei mercatini bio devi avere tempo; per occuparti dei figli o dei parenti anziani senza doverli affidare ad altri a pagamento perché tu sei sempre al lavoro hai bisogno di tempo. Si possono dare alle persone gli strumenti, ma se poi la maggior parte di queste, per vari motivi, non ce la fa (o non vuole), rischia di essere tutto vano.

    Come reagisce alla pressione che genera l’essere costantemente sotto la lente di ingrandimento, con gran parte della stampa che in base ai successi o meno della Sua giunta giudica l’intero Movimento 5 Stelle?

    La stampa scrive spesso male di noi e la cosa in effetti mi infastidisce parecchio. Vedere che cercano ogni giorno di smontarti a priori, senza dare mai giustificazioni di ciò che dicono né entrare nel merito è veramente fastidioso. C’è di buono che la gente non è stupida, e spesso si accorge di questi giochetti: se qualsiasi cosa tu faccia parlano sempre male di te, qualcosa di strano sotto ci deve essere, no?

    A Parma le elezioni sono state il trionfo della sovranità popolare. Pensa possa essere un esempio per tutta Italia?

    Parma è un caso particolare: ci siamo infilati in mezzo alle onde di quella che ho sempre definito come una tempesta perfetta, in cui una serie di fattori si sono verificati in concomitanza. Se fossimo stati in Sicilia o in Friuli magari sarebbe stato diverso. In molti adesso stanno cercando di manipolare la situazione a sé di Parma, a volte anche a fin di bene, dicendo che se lo abbiamo fatto qua lo si può fare dappertutto. Ma la giunta che si è formata qua non è quella che si sarebbe formata da un’altra parte. Posso fare cose a Parma prima di altri, ma ognuna sarà sempre una realtà a sé.

    Si teme che la nuova legge elettorale costringerà anche i “grillini” a stringere alleanze, pena l’esclusione dal Parlamento o comunque l’irrilevanza numerica della rappresentanza. Lei al posto di Grillo farebbe alleanze con qualcuno?

    No, non mi alleerei con nessuno. A Parma, se non fossimo andati da soli, inevitabilmente avremmo dovuto mettere in giunta persone non scelte da noi, o non selezionate solo in base al metodo del CV. E se non sono tutti in buona fede, inizi ad entrare in una logica di scambi, spartizioni e compromessi che noi non vogliamo più vedere, in quanto espressione del vecchio metodo che ci ha portato alla situazione attuale.

    E se questo vi preclude l’ingresso in Parlamento?
    Questo dipende dalla legge elettorale. E viste le percentuali attuali potrebbero anche portare lo sbarramento al 15-20%.

    Se potesse tornare indietro, si candiderebbe ancora come sindaco?

    Sì, nonostante tutto. Pensare di potere applicare le cose di cui abbiamo parlato e sentire la consapevolezza che almeno io ci provo, rispetto a molti che non lo farebbero, è per me una responsabilità importante. Poi non nascondo che alla sera sono stanco, che sono tanti i problemi, che spesso il morale va a terra perché vedi come i cittadini debbano pagare debiti fatti da delinquenti che spesso non puoi nemmeno smascherare. Però c’è tanta gente che ci crede, e questo mi dà molta energia.

    di Andrea Bertaglio
    Fonte: Terra Nuova

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