• 03dic

    Tecnologie della decrescita felice

    Ci sono diverse soluzioni e opportunità che ci consentono di migliorare la qualità della nostra vita, a volte sono scelte di vita, cambi radicali, a volte sono scelte molto più semplici, alla portata di chiunque, si tratta solamente di informarsi meglio e capire come stiamo sprecando i nostri soldi. Una di queste scelte riguarda la mobilità individuale. E’ difficile che ognuno di noi ragioni in termini di ciclo vita, ma per lo meno sarebbe ragionevole porsi una domanda semplice: quanto ci costa possedere l’automobile? Se può essere utile avere un’indicazione, tempo fa ho svolto i miei calcoli per la mia ex utilitaria e sono eloquenti, €35mila euro in dieci anni. Ebbene, sembra assurdo, ma l’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita (pedelec, federazione europea), di livello medio-alto, si ripaga in uno o due anni al massimo. Il prezzo di una bici pedelec varia dai mille ai 2mila euro, ma ritengo che tale prezzo debba essere almeno dimezzato grazie all’esplosione del mercato, e grazie ad una normativa più intelligente – attualmente in discussione – che cancelli il limite della potenza (250W). La scelta di questa tecnologia che sostituisce l’automobile riduce o cancella sprechi e pertanto fa calare il PIL, ma produce una crescita della qualità della vita.

    Gli italiani che vivono in città con salite e discese potranno godersi l’uso della bicicletta grazie alla diffusione del “doping-meccanico”, stiamo parlando della bici elettrica? No, si tratta dell’aiuto di un motore che si attiva pedalando e fare meno fatica, soprattutto in salita; in pianura lo sforzo è nullo. Le tecnologie attuali consentono di dire addio all’uso quotidiano dell’auto e all’assicurazione, addio ai distributori di benzina. Una scelta banale può farci conservare più soldi in tasca, più salute, zero traffico e meno stress, zero parcheggi e un nuovo punto di osservazione delle nostre città, più gradevole e sereno. La famiglia media di quattro persone con quattro automobili, può dismetterne almeno due e usare l’auto familiare solo per necessità irrinunciabili e per i viaggi, com’era una volta, e potrà usare quattro biciclette quotidianamente con l’evidente vantaggio per il bilancio economico familiare e psicofisico, si torna alla mobilità ecologica degli anni ’50 col vantaggio delle tecnologie degli anni duemila. Città con l’aria salubre, meno automobili e maggiori spazi aperti per la convivialità. E’ altrettanto evidente che il minor numero di auto circolanti migliora il trasporto pubblico urbano.

    Ci sono diverse marche che producono e vendono tecnologie mature: Bionx, Stromer, e BH emotion. “L’anomalia” dov’è? Sono tutte aziende straniere nonostante le migliori biciclette al mondo siano italiane. Quale potrebbe essere il motivo? Le norme che limitano libertà e creatività, combinate con la scelta delle aziende italiane di produrre prioritariamente bici per le corse, e meno per i cittadini. E’ sufficiente cliccare sui loro siti – colnago, de rosa, pinarello, daccordi, bianchi, olmo – per rendersi dell’alta qualità, ma dell’assenza di offerta di bici pedelec analoghe alle potenze di Stromer. L’azienda Bosch, quella dei trapani, ha deciso di produrre motori per e-bike pedelec, adottati anche da marche di bici italiane.

    Fuori dall’UE non ci sono particolari limiti di potenza, e negli USA, in Canada ci sono e-bike pedelec persino con 1000W di potenza, mentre in Italia la potenza è limitata a 250W, o al massimo 350W con velocità ridotta, sembra che l’UE stia decidendo di aumentare la potenza. Già nel 2003, in Germania, si presentavano pedelec con potenze superiori ai 250W, ma si conservava il limite di velocità dei 25 km/h. Nella vicina Svizzera non ci sono limiti di potenza e velocità. Nell’Italia saccheggiata dalla religione delle SpA si vendono, da sempre, automobili che inquinano e riducono l’aspettativa di vita, si vendono e si incentivano ancora automobili con l’obsoleto motore a scoppio, che sfrecciano sopra i 200km/h, in questa Italia dove ci sono intere città che usano la bicicletta come mezzo prioritario di trasporto siamo costretti a importare e-bike pedelec. Pertanto le norme sono palesemente sbagliate, bisogna copiare le regole svizzere e incentivare le tecnologie del buon senso. E’ sufficiente cancellare il limite della potenza per consentire di produrre bici pedelec adatte a strade con pendenze del 25-30% e far crescere un’economia verde per migliorare la qualità della vita anche nelle città. Il mercato delle bici e-bike pedelec è senza dubbio un’opportunità virtuosa del presente-futuro.

    di Peppe Carpentieri (Mdf Parma)

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