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    Le 10 cose da condividere nel 2013

    Hai a disposizione una connessione internet, un computer e una buona predisposizione nei confronti degli altri? Allora il 2013 potrebbe essere l’anno in cui cominciare a cambiare il tuo modo di vivere. Non servono grandi dotazioni infatti per cominciare a dare il proprio contributo alla creazione di un sistema forse migliore, sicuramente diverso da quello attuale. Milioni di persone hanno già cominciato a modificare il proprio modo di lavorare, abitare, giocare, acquistare, divertirsi. Per loro l’era dell’accesso e del consumo collaborativo è già iniziata.

    Gli strumenti con cui avviare il processo sono innumerevoli. Per cominciare, componi l’elenco di tutte le cose che sareste disposto a mettere in comune con altri, affittare, regalare: annota tutte le cose di cui pensi di avere realmente bisogno per essere produttivo/felice/connesso. Poi, depenna ciò che anche altri hanno ed evidenzia quelle che rappresentano per te un’ esperienza preziosa. A quel punto la lista sarà pronta.

    Per avere qualche suggerimento, prova a immaginare come sarebbe la tua vita se le dieci cose elencate di seguito non fossero più a tuo carico ma fossero condivise con altre.

    1. L’auto
    Metti a disposizione il tuo percorso di viaggio attraverso i network di carpooling. L’auto potrebbe diventare un’ottima occasione per conoscere gente nuova, spendere di meno e trascorrere in leggerezza ore di forzata solitudine. Oppure scambia il tuo parcheggio a favore di un amico nelle ore in cui sei assente. Il servizio Parkatmyhouse nato negli Stati Uniti consente di affittare il proprio posto macchina, passo carrabile, vialetto del giardino a un prezzo ragionevole. Prendi esempio e ne ricaverai anche un piccolo gruzzolo per il salvadanaio. In alternativa, puoi anche ipotizzare uno stile di vita car free e affidarti agli innumerevoli servizi di carsharing che sono nati nella tua città.

    2. Una Stanza
    Quella del figlio andato all’università? Quella di un coinquilino “che non è mai quello giusto”? Invece di lasciare ammuffire al buio le pareti, iscrivete la stanza in più al network Airbnb o a Bedycasa e disponetevi a ospitare un turista, un viaggiatore, un lavoratore in visita per un congresso o chiunque abbia necessità di fermarsi nella vostra città per un limitato periodo di tempo. Al corrispettivo di qualche decina di euro al giorno avrete qualcuno di nuovo con cui condividere la colazione.

    3. Un Divano
    Couchsurfing è ormai più che una piattaforma che ha cambiato il modo di viaggiare: è una pratica consolidata e se non ci avete ancora mai pensato è il caso di farlo. Quel divano da cui svogliatamente guardate la tv potrebbe diventare  l’inizio di un’amicizia con qualcuno proveniente dall’altra parte del mondo in visita nella vostra città.

    4. Un Ufficio
    Bollette? Tassa rifiuti? Amministratore? Pulizie delle scale? Per l’orgoglio di mostrare ai clienti un ufficio tutto per sé si è disposti a sobbarcarsi spese onerose che spesso erodono i pochi guadagni. Il passaggio potrebbe essere quello di trasferirsi in un co-working dove affiancare la propria scrivania a quella di un programmatore di siti web, a un commercialista e a un grafico free lance. A fronte di un affitto mensile tutto compreso, si può ottenere un fruttuoso scambio di opinioni e qualche chiacchierata liberatoria.  Il progetto Cowo e The hub rappresentano dei punti di riferimenti per il nostro paese ma molti altri sono diffusi sul territorio. Valido è anche il processo contrario: perché non aprire il proprio ufficio, specie se troppo grande per le proprie esigenze, ad altri liberi professionisti e condividere lo spazio in eccesso?

    5. Un Pasto
    Perché mangiare da solo quando potresti farlo in compagnia? Se per di più ti ritrovi con un naturale talento per la cucina, se conosci ricette tradizionali che i tuoi amici invidiano, se ti piace addobbare la tavola per gli ospiti è il caso di condividere e aprire la tua casa a una serata con ospiti sconosciuti. Abbiamo già parlato delle numerose piattaforme di social eating: scegli quella che ti assomiglia di più e invita.

    6. L’Abbigliamento
    Non c’è settore più facile in cui condividere, regalare, prestare, scambiare. E le soluzioni tramite cui farlo sono innumerevoli. Potete organizzare un invidiabile swap party in casa e chiamare le amiche più care a scegliere tra i vostri abiti. Oppure potete barattare on line cappotti, maglioni, scarpe e borse con qualcosa che si addice di più ai vostri gusti. Trovate alcuni suggerimenti sulle piattaforme più diffuse qui. Se invece conservate ancora gelosamente i vestiti dei bambini ormai grandi, potete decidere di portarli in una delle innumerevoli catene che vendono abiti usati per i più piccoli, evitando così di buttarli via. E se ne avete in buone condizioni, non dimenticate di portare i giocattoli.

    7. Cd, Libri, Dvd
    Mano a mano che la digitalizzazione rende sempre più obsoleto il supporto fisico, anche i vecchi cd, dvd e libri appaiono come cimeli di una vita lontana. Se pensate che ormai il vostro futuro sia dematerializzato, tanto vale affidarsi a un servizio di bookcrossing o a un mercatino per il baratto o a Soloscambio per dare la possibilità a chi non ha mai letto quel libro o ascoltato quel disco di scoprirlo.

    8. Mobili, elettrodomestici, accessori…
    Se il termine discarica non è più nel vostro vocabolario, c’è spazio per inserire parole nuove come Freecycle oppure community su Facebook come Te lo regalo se te lo vieni a prendere. La redistribuzione dei beni è una pratica che consente di migliorare il sistema dello spreco senza sentirsi in colpa. Basta iscriversi alle liste presenti nella propria città e trovare il modo per liberarsi di divani, cucine, televisori, forni a microonde, sci e quant’altro sia di troppo nella vostra casa, per poter permettere a qualcun altro di usufruirne gratuitamente.

    9. Gli Utensili
    Cassetta degli attrezzi, trapano, pinze, tosaerba, sega elettrica, ma anche aspirapolvere o frullatore. Se facessimo sapere al nostro vicino di casa quale arsenale di utensili possediamo, potremmo farne un uso più frequente e migliore. Allo stesso modo potremmo usufruire dei suoi, qualora si presentasse l’occasione, evitando di acquistare qualcosa di nuovo. I network come Neighborgoods o Streetbank sono molto diffusi all’estero ma non hanno ancora validi emuli in Italia. Si può sempre cominciare.

    10. Una Competenza
    Avete un naturale talento per lo sturamento dei lavandini? Per i muffin al cioccolato? Per le ninna nanne? O per le traduzioni dal francese? Anche saper fare bene qualcosa e non metterla a disposizione può essere uno spreco. E’ allora arrivato il tempo di farlo sapere in giro attraverso i network della Banca del tempo o attraverso le nuova piattaforma Dropis o Tam Town che consentono di scambiare lavoro, competenze o prodotti tramite una moneta virtuale.

    C’è un’undicesima soluzione che nella nuova era dell’accesso potete condividere o chiedere alla comunità di sostenere. Un’idea. Attraverso le piattaforme di crowdfunding come l’italiana Eppela è possibile dare forma a quel pensiero nascosto, a quel documentario mai realizzato per mancanza di fondi, a quel festival in paese su cui le istituzioni non vogliono scommettere, alla tua start up, chiedendo alla community di sostenere il progetto in cambio di un sistema di ricompense.

    Per un buon 2013 condiviso!

    di Pamela Pelatelli

    Fonte: GreenMe

     

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