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  • 18feb

    Mutazione, il coraggio di andare oltre

    Negli ultimi 36 anni di vita mi sono trovata frequentemente di fronte ad una qualche resistenza ad andare avanti, o mia o di persone che ho incontrato e mi sono chiesta più volte il perché. Sappiamo tutti che è così, ma il perché questo avviene no. Cioè, perché ci priviamo di mutare una abitudine o un modus operandi che sappiamo essere sbagliato?

    Mi son messa in testa questo punto interrogativo e sono andata in giro come un rabdomante in cerca dell’acqua cercando di trovare una spiegazione soddisfacente e concreta.

    Il mutamento prevede un andare nuovo rispetto a strade già percorse. Accezione diversa quindi dal termine cambiamento, utile solo a girarsi intorno.

    Pensiamo al significato della parola ABITUDINE, derivante da habitus, e quindi habere; in sostanza è ciò che si ha, non quel che si è. Pertanto mutabile come una muta. Ed allora perché questa riluttanza a lasciare qualcosa che si ha e che a livello di TESTA sappiamo essere sbagliato?

    Prendiamo un esempio. C’è chi fuma e chi non fuma. I primi dicono che non riescono a smettere ed i secondi gli danno tutte le spiegazioni mentali per cui dovrebbero; di fatto queste ultime sono le stesse persone che per altre situazioni che sanno fargli male non riuscirebbero mai a dire di no! Per cui l’argomento tocca tutti.

    Vi sono attualmente migliaia di corsi e corsetti di varie idee per il raggiungimento di un livello di benessere che promuova la salute da un punto di vista psico-fisico. Teorie e libri di quello e quell’altro studioso, Internet che dice una cosa e l’esatto opposto, Elisir, Piero Angela et etc.

    Vi è effettivamente una certa confusione, perché ognuno dice la sua circa cosa fa venire o non una data malattia e quindi come fare per evitare nell’incorrere in un certo disagio fisico.

    Premetto che non sono un medico, pertanto non mi riferisco alla malattia. Il mio intento è raccontare cosa ho scoperto circa la SALUTE. Salute viene da salvus, ovvero integro, intero; per estensione potremmo dire che mi interessa vedere quegli aspetti che rendono la persona INDIVIDUO, ovvero non diviso.

    E diciamocelo, per come abbiamo strutturato la nostra società non è che si trovi molti individui: tutti scissi da quello che siamo, abbiamo e quel che pensiamo dovremmo essere ed avere in base a quel che ci è stato detto.

    Ed anche qui: perchè?

    Mica siamo nati così. Un bambino piccolo non pensa in termini di quel che gli altri vogliono. Ma desidera quel che lui desidera. Crescendo imparerà presto a smettere di ascoltare questo suo impulso naturale a sentire quel che lui vuole perché gli viene detto che è sbagliato. Si chiederà quindi cosa vogliono quegli ALTRI che sembrano ottenere approvazione e successo, senza trovare più la sua strada. Ma perché gli accade questo? Come mai gli viene detto che il suo sentire è sbagliato?

    Il suo sentire è quello che si può definire come il SENSO DELLA FELICITÀ, che ha sede nel secondo chakra, quello che per gli antichi è il più importante. Il chakra della sessualità e riproduzione.

    Se pensiamo alla mitologia greca ricordiamo come Zeus e le varie divinità dell’Olimpo facessero evolvere l’umanità “mettendo incinta” delle belle donzelle, così che generassero i loro figli, mezzi dei, esempio da imitare per il genere umano.

    Avvicinandoci a livello di tempo ricordiamo di come un mix di Dio e essere umano fosse Gesù, che porta il nuovo, il futuro, ciò che viene dopo, il Figlio.

    Allora risulta chiaro il messaggio simbolico sottostante. Se vuoi creare un tuo IO più grande devi seguire il secondo chakra, lui ne sa più di te. Non la testa con cui siamo abituati a prendere decisioni, ma quel sentire più immediato che ti produce un sì o un no senza passare dal cervello, quello è ciò che ti fa muovere, andare avanti.

    Fare scelte con il chakra della sessualità in disarmonia, e quindi privi del senso della felicità, sarebbe come se ad un cieco gli si chiedesse di andare a scegliere un vestito di un certo colore.

    Chiaro è che una società composta da persone libere di scegliere quel che sentono veramente non è gestibile, non si fa controllare da un potere gerarchico superiore; semplicemente perché non ne ha bisogno.

    Per poter far in modo che questi meccanismi avvengano devi venir convinto che quel chakra ed i suoi desideri sono sbagliati e non vanno ascoltati. Prima di tutto allora ti viene raccontato che nasci col peccato originale; guarda caso a causa di una donna che propone una mela ad un uomo (se la si vede con concretismo è un ovvio riferimento sessuale).

    Poi è importante che tu sappia che quelli bravi e buoni da seguire come esempi sono i preti; la cui caratteristica è la castità, da vedersi quindi come una virtù.

    Rimanendo in linea con la direzione di purezza intesa come astinenza sessuale abbiamo la Maria, la cui caratteristica è la verginità. Un lavoro elaborato e completo per far pensare come perverso e denigrante l’atto sessuale, mentre venerabile ed auspicabile la sua astensione. Al senso della felicità ci è stato sapientemente sostituito il SENSO DI COLPA. Eredità pesante che ha prodotto la grande quantità di pornografia e perversioni di vario genere, che in una società di individui senza tabù non esisterebbero.

    Le donne d’altronde sono sempre state viste come un grosso problema per il genere maschile che necessitava di avere il controllo. Di fatto l’energia sessuale è tranquillamente gestita da un corpo femminile, oltretutto capace di creare nuova vita in un’apparente mitosi. Lo stesso non vale per l’uomo che sentendo invece superiore il mondo femminile per questa capacità, ha cercato di demonizzarne il potere che non riusciva a gestire.

    Tempo fa’ vi è stato il periodo della caccia alle streghe. Attualmente si preferisce svilire il valore della donna evidenziandone semmai la sua capacità adulatrice, a favore di qualche ritorno economico e pubblicitario.

    Quello di cui mi sono accorta facendo delle diagnosi di radiestesia sulle persone è che spesso i chakra che sono in disarmonia sono proprio il secondo ed il quarto. Quest’ultimo è quello detto del “cuore”, diciamo anche degli affetti, la capacità di connettersi a livello affettivo e compassionevole. Al contempo anche quello che ci spinge alle azioni pazze e coraggiose, perché innamorati di qualcosa o qualcuno.

    Infatti può anche avvenire che ci si sia ripuliti dal senso di colpa e si riesca quindi a sentire quel che davvero si desidera. Ma non necessariamente si ha il COR-AGGIO di muoversi concretamente, cioè di fare un’azione con il cuore. In un circolo vizioso i due centri energetici, che secondo il tantrismo sono i principali coinvolti nell’atto sessuale, si attorcigliano sempre più: uno cerca di non “sentire” quel che vuole e l’altro si convince di non farcela ad agire.

    Questo ben congeniato e strutturato piano di autodistruzione porta la persona a scegliere in base a quel che gli viene detto da altri che va bene e che sia in risonanza con la propria disarmonia energetica.

    Se, ad esempio, avrò problemi al quarto li rendo manifesti a livello fisico scegliendo di fumare, ovvero intossicandomi i polmoni che sono collegati a quel livello. Al contempo le mie scelte alimentari potrebbero anche dirigersi verso cibi grassi che mi affatichino il cuore, mi cercherò una casa che si trovi disposta in modo tale che vi siano incroci di falde acquifere, nodi di Hartman e faglie telluriche nei pressi del letto dove dormo. Cercherò di trovare persone, coniugi e amici che si mostrino anaffettivi. Insomma, mi strutturerò in modo elaborato e preciso tutta la realtà così da poter puntare il dito su dove si trova il problema.

    Insomma a livello di mente sembra magari un semplice disagio, ma sotto sotto c’è un bel piano progettato con dovizia al fine della manifestazione di una malattia.

    Eraclito diceva “pánta rhêi”, tutto scorre, non è permesso rimanere fermi in natura. E la parte più alta di noi, che altro non è venuta a fare se non cercare l’unità, ci rende manifesta la nostra scissione, questo dia-ballo interiore che ci divide, mostrandosi in problema fisico.

    Se guardiamo il funzionamento di qualunque cosa vivente ci accorgiamo che niente è statico. Ogni creatura è uno strumento che vibra con velocità diversa, di un sotteso e perenne movimento e l’unione dei suoni genera un’armonica sinfonia dove anche una breve staticità è dissonante.

    Fino ad una certa età ci sentiamo immortali ed inattaccabili sulla salute, ci preoccupiamo al massimo su come mantenere il peso forma per avere un aspetto gradevole. Poi arrivano gli acciacchi, ma ci troviamo in genere sempre in balia di qualcun altro che dice di saperne più di noi su come deve funzionare il nostro corpo.

    Ed in tal senso quella che è la mia esperienza è un fatto personale, a cui io sono arrivata fin’ora tramite una ricerca continua che faccio tuttora su me stessa e chi incontro, ma che ritengo un work in progress.

    Qualunque cosa che viene raccontata da altri deve essere sperimentata personalmente perché abbia un valore reale. Certo è che le scelte di vita ed i mutamenti da intraprendere sarebbe bene farli nella gioia e nel divertimento, non per paura di una qualche malattia o per sentirsi migliori degli altri.

    Pensiamo al cuore, inteso come organo. E’ un muscolo che pompa il sangue ai polmoni per venir pulito e al resto del corpo per nutrire le cellule. E’ infatti il sangue il veicolo tramite cui questi piccoli corpi ricevono il cibo per vivere: ossigeno, acqua, minerali, vitamine, proteine, acidi grassi, zuccheri. Tutte queste sostanze derivano dalla digestione che avviene nello stomaco e poi vengono rilasciati tramite i villi che si trovano nel nostro lungo intestino. Secondo le culture antiche, ebraica (DAM) e cinese (XUE) ad esempio, il sangue è anche il mezzo con cui si trasmette l’energia vitale nel corpo.

    Chiaramente se il nostro organo-pompa non è pieno di vitalità e forza non sarà in grado di spingere la fonte energetica al fine di farci muovere, mutare. I chakra vengono indeboliti, ovvero rallentano i movimenti vorticosi, a causa di traumi che si subisce soprattutto durante l’infanzia e che si concretizzano a livello sottile in formazioni più dense di energia. Lo stesso avviene quindi per quello del cuore.

    Un individuo, una persona cioè non scissa tra le sue azioni e le sue parole, tra quello che sente e quello che fa’, una persona in armonia sente chiaramente dissonante uccidere. Anche se si trova davanti ad una formica o un ragno, si accorge che nel gesto di schiacciare c’è una parte di sé che stride.

    Nella mia esperienza mi sono accorta di questa separazione che molti vivono. Di fatto nessuno dei miei conoscenti, messo davanti ad un agnello, ad un vitello o ad un pollo si sognerebbe mai di trovare un modo per ucciderlo. Ma trova del tutto legittimo e naturale comprare una confezione di plastica con un pezzo del cadavere dell’animale.

    Eccoci! L’avete sentita quella resistenza? E’ arrivata la vocina a dire che: “Rieccoci, ancora una volta con i soliti discorsi di questi vegetariani, posso anche smettere di leggere”.

    Si tratta di quella resistenza di cui parlavo all’inizio del testo. Ma è proprio lì che si produce energia, come in un sistema elettrico produce calore o luce perché vi è una resistenza.

    Quelli che ci sono stati tramandati come comandamenti di fatto sono più da interpretare come libretto di istruzioni per avere una coerenza con il creato e rispettare il suo funzionamento; in sostanza per rimanere nella sinfonia con cui suona l’Universo.

    Se prendiamo “Non uccidere” è come dire: se tu essere umano ti guardi bene, quando uccidi o crei la morte di un vivente ti accorgi di andare contro un sistema armonicamente pensato, pertanto se vuoi star bene non farlo. Queste leggi servono a porre in evidenza certi meccanismi in cui si potrebbe incorrere e che ci deviano dalla “retta via”.

    In questo momento dell’evoluzione della nostra specie ci vengono forniti tutti gli strumenti per accorgerci di come il Pianeta, per la nostra avidità ed anaffettività, si sta ammalando. Le nostre malattie non sono altro che uno specchio di quello che noi facciamo a livello globale. Siamo tutti connessi con questo equilibrio delicato, l’unica cosa che dobbiamo fare è metterci ad ascoltare la musica che emette e farla entrare in noi, Se ci mettiamo in risonanza vibratoria le nostre scelte saranno in armonia. Se scegliamo di alimentarci con i frutti, i cereali, i vegetali che la terra ci dona, ringraziandoli, ci rendiamo conto di essere allineati con un volere superiore. La nostra bocca è il mezzo tramite cui noi facciamo uscire le parole ed entrare il nutrimento. Se questo canale viene usato in modo consapevole per quello che entra, anche ciò che uscirà sarà in risonanza con la vibrazione dei nutrienti che tramite il sangue si è diffusa in tutto il corpo.

    Chiaramente se diffondiamo la morte, uccisione, sfruttamento senza amore di altri esseri viventi, come pensiamo di poter stare bene? Come pensiamo di diffondere la pace tra gli umani se disprezziamo i nostri compagni di viaggio sul Pianeta?

    Fin da piccola ho avuto un rapporto molto stretto con un pastore tedesco, che passava buona parte della giornata a farmi da babysitter. Un rapporto quasi filiale. Ricordo l’angoscia che sperimentai per la prima volta quando morì; avevo circa nove anni e fino a quel momento non mi ero mai confrontata con l’esperienza della morte. Fu terribile. Non riuscivo a capire però perché io ero così coinvolta dall’evento, mentre i miei familiari erano piuttosto distaccati. Ora ho capito: era una bambina, e sentivo ancora “mi piace, non mi piace”, mentre gli adulti erano sul “è solo un cane in ogni caso”.

    Se ad un bambino piccolo chiedete di mettersi a mangiare e gli offrite una mela o un coniglietto vivo sicuramente si metterebbe a giocare con il coniglietto e addenterebbe la mela. Perché? Perché è stupido e non sa cucinarsi il coniglietto? Allora provate a dirgli che lo uccidete e poi dopo sarà un ottimo pasto per lui. Guardate la reazione.

    I bambini sono molto più intelligenti degli adulti. Sanno scegliere meglio.

    Allo stato attuale i nutrizionisti sono concordi nel dire che la carne animale di mare o terra non è necessaria per il corpo umano, molti ne evidenziano solamente gli aspetti tossici. I fisiologi ammettono che la nostra struttura corporea, a partire dai denti ed intestino è decisamente non carnivora, mentre le proteine animali producono l’acidificarsi del sangue. Ormai è noto che non abbiamo bisogno del latte e dei latticini per il calcio, anzi solo nei Paesi dove vi è consumo di questi alimenti esiste l’osteoporosi, proprio perché essendo un acidificante per ripristinare il ph alcalino del sangue il corpo sottrae il calcio alle ossa.

    Proprio a causa della diffusione nel mondo occidentale, che stiamo esportando all’estero, dell’abitudine carnivora una buona parte di terreno coltivato viene dedicato a mangime per allevamenti intensivi, spesso soya transgenica coltivata con fertilizzanti chimici, pesticidi e diserbanti. Gli animali in questi allevamenti sono trattati come “carne da macello”, non come esseri viventi e senzienti. Stiamo dando a queste creature lo stesso trattamento che i nazisti davano agli internati nel Lager, solo perché non hanno un avvocato o una corte di giustizia che li protegga dallo sfruttamento crudele a cui la insensibilità umana li sottopone. Vengono bombardati di ormoni antitiroidei per farli ingrassare, antibiotici perché le condizioni igieniche li farebbero ammalare e morire troppo precocemente. Spesso vedono pochissimo il sole, ma sono illuminati da luce a spettro completo per velocizzare il loro rendimento. Trattiamo gli animali come fossero macchine, come trattiamo il nostro corpo quando si ammala, come se non avessimo una connessione mente-corpo così anticamente illustrata dal “mens sana in corpore sano”.

    Tutto questo abominio, per soddisfare il nostro gusto del palato intossicato e drogato di un sapore a cui è ABITUATO, si riflette in malattie in cui il corpo manifesta la disarmonia di quel che stiamo facendo. Un recente e lunghissimo studio epidemiologico condotto da un team di ricercatori americani, detto The China Study, ha messo in chiara evidenza un dato: il consumo di carne e suoi derivati è associato in modo diretto al cancro e a varie malattie degenerative. In tal senso è interessante poter vedere il video “Un Equilibrio Delicato” www.youtube.com/watch?v=iXF0Fas2hGs che descrive in modo esaustivo quelle che sono state le scoperte di questi medici.

    In sostanza: a livello medico è noto che ci fa solo male; è causa di spreco enorme di territorio che altrimenti potrebbe essere a fini agricoli per l’alimentazione umana e quindi cibo per i paesi del terzo mondo; le feci dei bovini sono una delle cause principali per l’aumento dei gas serra, come il metano (http://www.youtube.com/watch?v=GgfQE5ojOvo); sappiamo di come vengono trattati gli animali negli allevamenti; noi in primis non saremmo in grado di togliere la vita ad un essere vivente. Cosa ci spinge allora a continuare a comprare, cucinare e alimentarsi con pezzi di animali morti?

    Io la mia idea me la sono fatta proprio guardando la vita delle persone che come ho detto hanno grosse difficoltà nell’immettere delle modifiche nella propria vita.

    Ritorniamo al meccanismo energetico – fisiologico che ho già descritto: in sostanza i nostri alimenti (da ALO, faccio crescere) possono diventare tali da farci crescere di altezza, di peso, di cellule interne oppure essere momento di crescita di consapevolezza. Il sangue che diffonde nel nostro corpo la vibrazione della morte manda alle cellule un messaggio.

    Uno scienziato giapponese, Masaru Emoto, è diventato famoso perché ha sistematizzato il modo con cui la molecola dell’acqua reagisce ai messaggi che riceve, cioè viene informatizzata con un pensiero, positivo o negativo, musica armoniosa o disturbante. Emoto ha visto che i cristalli dell’acqua hanno forme di geometrie perfette o disgregate a seconda dell’informazione che ricevono. Il sangue è formato per il 90% di acqua. Che messaggio riceve un’acqua di una creatura vissuta nella sofferenza e uccisa per essere cibo?

    E da qui nasce l’ostacolo al MUTAMENTO. Ma vi immaginate lo sconvolgimento che potrebbe avvenire in una persona che da carnivoro diventasse erbivoro? Una rivoluzione interiore enorme! I suoi pensieri muterebbero in modo radicale, le parole di conseguenza, per cui anche i bisogni, le necessità e prospettive lavorative, le persone con cui si sentirebbe bene etc etc Insomma: quanti veramente metterebbero in gioco tutto quello che sono state fino a quel momento, permettendosi un capovolgimento e ricostruzione ex novo di una struttura ben radicata? Quanti avrebbero il vero CORAGGIO di farlo?
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    Sara Gracci (Mdf Firenze – Referente Unisf Firenze)

    Fonte: Decrescita Felice Social Network

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