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  • 13apr

    EP (Easy PIL) incontra HL (Happy Life)

    Consideriamo due signori: il signor EP e il signor HL. EP fa la spesa al supermercato, con noncuranza, parlando al cellulare. Acquista frutta e verdura imballata in contenitori di plastica. Acquista prodotti industriali di marca. Per lui anche far la spesa è questione di immagine, seppur con moderata ostentazione, visti i tempi che corrono. EP non legge l’etichetta dei prodotti che acquista: la composizione dei cibi, le calorie, gli ingredienti, la loro provenienza. Si fida solo del marchio e approfitta delle offerte commerciali. EP riempie il carrello: si muove in automobile. Fa la spesa solo nel week-end perché in settimana finisce di lavorare troppo tardi. Consuma prevalentemente cibi già pronti o da scaldare al microonde. Quando il lavoro glielo consente, va in palestra di corsa dopo una lunga giornata in ufficio. EP non ha figli. Sua moglie vive e lavora all’estero. Si vedono due volte al mese. Lui ha avuto la fortuna di rimanere in Italia, mantenendo la sua posizione, mentre sua moglie si è dovuta trasferire per poter avere una carriera più stimolante in termini di retribuzione.

    EP ha una madre anziana che vive presso una casa di riposo. EP e i fratelli hanno voluto inserirla nella struttura perché non avevano tempo per seguirla e perché nella struttura, a loro parere, la madre avrebbe potuto avere uno “standard di vita” migliore ossia maggior igiene, maggior organizzazione del tempo, maggior assistenza …

    EP è sempre stressato, di corsa. Spesso ricorre ai farmaci contro l’ansia e la cefalea. E’ ossessionato dall’andamento del mercato, dai tassi di cambio e di interesse e dalla crescita economica. Gli affari spesso non vanno bene e l’impresa che dirige è a rischio. Per lui la carriera è la ragione di vita. Non vede alternative. Non potrebbe vivere senza lavorare così tanto tempo, ma soprattutto non potrebbe vivere con uno stipendio inferiore. Ha troppe spese e troppe esigenze che di fatto non gestisce, limitandosi a pagare: l’amministratore del condominio, il commercialista, il consulente finanziario, l’impresa di pulizia …

    HL invece gestisce da solo tutti i conti familiari. E’ sposato con figli. Vive con la moglie dalla quale non si separerebbe neanche per lavoro. HL è un semplice impiegato. Lavora senza fare straordinari, per passare più tempo in casa, cenare con la famiglia e andare a trovare regolarmente la madre anziana che vive sola in casa, ma felice perché sa che i figli e i nipoti sono presenti. HL preferisce evitare, quando può, di far la spesa al centro commerciale. Quando tocca a lui far compere (divide il compito con la moglie) preferisce andare a piedi, vicino casa e limitare gli acquisti all’essenziale, evitando di abboccare alle super offerte e all’aggressività del marketing commerciale. Compra frutta e verdura sfusi. Legge le etichette dei prodotti che acquista, a prescindere dalla marca. Predilige i cibi fatti in casa e pertanto raramente compra cibi già pronti. Non compra mai nulla con noncuranza, dando ad ogni acquisto il suo valore. La sua vita è serena, nonostante nell’azienda dove lavora ci siano in vista tagli degli stipendi e riduzione degli orari di lavoro. Ma lui non si preoccupa di dover stare in casa. Pensa che in qualche modo lui e la famiglia andranno avanti. Non hanno grandi esigenze di spesa e hanno molti amici sui quali poter contare per eventuali servizi che possono mutualmente scambiarsi, senza uscite monetarie. Ce la faranno perché hanno fiducia nelle loro abilità. L’unica esigenza che hanno è quella di essere uniti e di collaborare qualunque cosa accada. A loro non spaventa il minor consumo, purché questo non sia tale da aggravare la loro salute e quindi minare la loro unità.

    Per HL vivere è felicità, seppur nelle mille avversità. Per EP invece vivere deve essere facile. Gli intoppi, i contrattempi, i cambiamenti lo spaventano perché rendono la vita difficile. E poi per EP tutto nella vita deve essere calcolato se si vuole una vita semplice e si vuole che i soldi risolvano i problemi.

    EP e HL ad un certo punto si scontrano. EP di corsa, urta contro HL. “Mi scusi” dice EP. “Di nulla” risponde HL. “Ma che ore sono?” chiede preoccupato EP. “E’ ora di pensare al suo benessere” risponde HL. EP esclama: “Ha ragione, devo lasciare l’Italia per andare a vivere in un Paese dove si può ancora parlare di crescita”. HL riflette: “Eppure gli basterebbe soltanto osservare il Paese con altri occhi”. E ognuno riprende il proprio cammino, convinto del proprio tragitto, finché non sarà opportuno che, per il bene di entrambi, le loro strade si incontrino.

    Stefania Di Gangi

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Discussion 6 Responses

  1. 13 aprile 2013 alle 15:27

    carinissima.
    utile a riflettere.

    • 21 aprile 2013 alle 12:05

      Mi piacerebbe,ma mi sembra che tutti sono contro.

  2. 26 aprile 2013 alle 22:16

    perchè per il bene di entrambi? per il bene di EP! O forse mi è sfuggito qualcosa?

  3. 10 maggio 2013 alle 07:08

    Per il bene di entrambi perchè due individui che vedono le cose alla stessa maniera possono aiutarsi a vicenda anche se uno dei due vive già bene così com’è. E’ un po’ come dire: da soli si sta bene, ma in due si può vivere meglio! Grazie a tutti per i commenti

  4. 15 maggio 2013 alle 13:42

    Non vorrei sembrare cinica, ma non riesco a capire perchè in questi immaginari “alternativi” HL è sempre uno sfigato remissivo…meditate gente meditate

  5. 19 maggio 2013 alle 13:24

    Perchè pensi HL sia uno sfigato? Essere felici è una sfiga?

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