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  • 14mag

    La compostiera. Unomattina in Famiglia, rubrica “Chi fa da sé” di Lucia Cuffaro (Mdf Roma)

    Ispirato dal progetto creato da Dario Tamburrano….per vederlo in fasi con foto e spiegazione consultare la sua pagina fb:
    https://www.facebook.com/media/set/?s…

    COME FARLA: BUONA VISIONE!

    Compostaggio diminuire di un terzo i rifiuti e per produrre terriccio e concime naturale

    Riciclare sotto forma di compost i rifiuti organici è un gesto che ha enormi risvolti positivi, per noi che risparmiano sui costi da giardinaggio e dove possibile sulla tassa rifiuti, ma soprattutto per l’ambiente dato che si riduce di un terzo il quantitativo dei rifiuti che vanno in discarica.
    Cominciamo subito a realizzare una compostiera di dimensione piuttosto ridotte, adatta anche a chi vive da solo o ha a disposizione solo un piccolo terrazzo, per attivare i processi naturali della decomposizione dei materiali organici che ci permetterà di produrre un terriccio fertile e ricco di humus, ottimo anche come concimi naturale.

    Materiali :
    • 1 Trespolo per sacchi di immondizia
    • 1 Sottovaso della misura della base del trespolo
    • 100 Fascette da elettricista da 20 cm
    • Telo ombreggiante: 1m di altezza x 2 m di lunghezza
    • 300 g di argilla espansa
    • Trapano con punta piccola
    • Seghetto o taglierino
    Compostiera autoprodotta: 20 euro
    Compostiera in commercio: dai 60 ai 100 euro

    Il trespolo che abbiamo in studio è alto 80 cm di altezza, ed è un classico contenitore per sacchi dell’immondizia. Non avendo il fondo per coprire l’estremità inferiore, useremo un sottovaso dal diametro di 1 cm inferiore rispetto a quello della base del trespolo in modo che rimanga leggermente sopraelevato rispetto al terreno. Con l’aiuto di un trapano realizziamo su tutta l’area del sottovaso circa 50 fori.

    A questo punto avviciniamo il sottovaso alla base inferiore del trespolo e realizziamo altri 8 fori in cui inseriremo delle comuni fascette da elettricista per fissare saldamente il sottovaso al trespolo.
    Ora inseriamo all’interno la rete oscurante, per foderare e permettere la traspirazione ed impedire agli insetti di entrare. L’altezza della rete è di 1 metro, per 2 metri di lunghezza, una misura che ci permette di fare due giri per avere più resistenza. Anche in questo caso useremo le fascette da elettricista per fissarla man mano al trespolo partendo dalla base fino all’estremità superiore.

    Dobbiamo solo creare un sportellino che ci permetterà di prelevare il terriccio che si sarà formato man mano e che è depositato sul fondo. Con un taglierino o un piccolo seghetto facciamo un apertura alla base, su tre lati.
    Terminato questo passaggio, inserisco anche alla base dell’argilla espansa per non far otturare i fori. La nostra compostiera è finita, dovremo disporla all’asciutto e all’ombra ed introdurre i rifiuti senza pressarli, avendo cura di rivoltarli ogni tanto con un bastone per arieggiare. Magari ponendo al di sotto un ulteriore sottovaso se dovesse colare qualche liquido. In 4- 6 mesi il cibo si sarà trasformato in un concime molto fertile, in 8-10 mesi invece in terriccio dall’aspetto soffice e dal profumo di bosco, da usare per i nostri vasi e giardino.
    Il costo totale è di 20 euro circa. Se acquistata in commercio il prezzo oscilla tra i 60 ai 100 euro. Davvero un bel risparmio a cui dobbiamo aggiungere anche quello ricavato da una possibile riduzione sulla tassa/tariffa.

    COSA È POSSIBILE METTERE NELLA COMPOSTIERA PER AVERE UN FERTILE TERRICCIO?
    E’ necessaria una giusta miscelazione dei rifiuti. Quelli umidi, come quelli di cucina, e quelli secchi, come gli scarti verdi, dovrebbero essere presenti, il più possibile, in parti uguali. In questo modo si facilita il processo di trasformazione.
    Per rifiuti umidi si intendono resti di cibo, erbacce e fogliame, filtri di tè e caffè, gusci di uova. I materiali cosiddetti secchi sono quelli legnosi, il cartone come quello della pizza (che ovviamente va sminuzzato) e le foglie secche. Non vanno utilizzati invece resti di carni e di formaggi perché attirano gli animali oltre ad avere un lento processo di degradazione.

    Seguite Lucia anche sul suo blog:
    Blog: www.autoproduciamo.it
    Facebook: Autoproduciamo di Lucia Cuffaro

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    Questo articolo è stato curato dalla nostra redazione nazionale. Se siete un blogger, un circolo o fate parte di una associazione e volete contribuire con dei vostri articoli scrivere a : mdfredazione@gmail.com

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