• 23set

    La più grande mobilitazione ambientalista

    Torna “Puliamo il mondo”, la campagna ambientalista globale per liberare dai rifiuti abbandonati spiagge, boschi e città. Nata in Australia nel 1989 e portata in Italia da Legambiente quattro anni dopo, Clean up the world è diventata in breve tempo la più vasta mobilitazione ecologica planetaria, capace oggi di richiamare più di 35 milioni di persone provenienti da oltre cento Paesi diversi. Inclusa l’Italia, dove dal 27 al 29 settembre i “volontari dell’ambiente” anche quest’anno si rimboccheranno le maniche.

    Nata a Sidney da un’idea di Ian Kiernan, costruttore e velista australiano “impressionato e disgustato dall’enorme quantità di rifiuti che incontrava ovunque andasse, anche nelle aree più incontaminate”, Clean up the world ha riscosso un successo che in pochi si potevano aspettare, con milioni di persone pronte a donare il proprio tempo per intere giornate.

    I progetti realizzati negli scorsi anni sono stati i più svariati: dalla piantumazione di 300 alberi in un’area colpita dal terremoto a La Paz, in Bolivia, all’organizzazione di spedizioni di sub per rimuovere i rifiuti abbandonati sott’acqua nel Golfo di Aqaba, sulle rive del Mar Rosso, seria minaccia per la vita di coralli e anemoni; fino alle Isole Tonga, dove gran parte dei 100mila residenti delle 40 isole abitate dell’arcipelago ogni anno cercano di smaltire nel migliore dei modi l’immondizia prodotta nei mesi precedenti.

    E in Italia? Sono centinaia i gruppi di volontari che, con la collaborazione di associazioni, comitati ed enti locali, organizzano le più svariate iniziative. Che non si limitano alla rimozione della sporcizia o al reimpianto di alberi, ma vedono la realizzazione di manifestazioni ed eventi sull’educazione ambientale e la conservazione dell’acqua.

    L’importante è sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale sulle problematiche dell’ambiente, e su come ogni individuo possa dare un contributo positivo per un mondo più pulito e più in salute. Per Legambiente, infatti, questa campagna rimane “un’azione concreta di pulizia per chiedere città più vivibili”, ma anche “un grande momento di integrazione e pacifica convivenza tra le comunità presenti nel nostro Paese.

    @AndreaBertaglio

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