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  • 27mag

    LA TERRA È SACRA: II EDIZIONE

    Dal 31 maggio al 3 giugno 2014 l’Ashram Joytinat di Corinaldo (Senigallia, An), eccellenza a livello iternazionale nel campo dello Yoga e dell’Ayurveda, sarà al centro di alcune iniziative tese a promuovere uno stile di vita sano e sostenibile.

    L’Ashram Joytinat di Corinaldo, fondato nel 2006 dal maestro indiano Swami Joythimayananda, è un luogo privilegiato per la medicina ayurvedica in Italia.

    “La terra è sacra” ha lo scopo di approfondire argomenti di stretta attualità legati all’ambiente, all’economia, alle risorse rinnovabili e all’alimentazione naturale. Anche lo Yoga e l’Ayurveda hanno un ruolo rilevante all’interno di questa manifestazione proprio perché il cambiamento globale passa attraverso un corretto stile di vita degli individui.

    Dopo aver ospitato nel 2013 l’ambientalista indiana Vandana Shiva quest’anno è il turno di Maurizio Pallante, che domenica 1 giugno alle 18.30 parlerà del suo libro “La decrescita felice – La qualità della vita non dipende dal pil”.

    Sabato 31 maggio alle 10 e lunedì 2 giungo alle 10.30 sono previsti seminari di Ayurveda e di alimentazione ayurvedica tenuti da Swami Joythimayananda, uno dei maggiori sapienti a livello internazionale di questa millenaria disciplina.

    Sabato 31 maggio alle 21.30 sarà possibile ascoltare dal vivo il concerto di musica indiana di Ruben Narrainen (voce e harmonium) e Maurizio Murdocca (tabla) con brani ispirati alla Madre Terra. Ricordiamo inoltre che tutte le mattine in cui si svolge la manifestazione, a partire dalle 7.30, è possibile effettuare lezione di Yoga di gruppo.

    A pranzo e a cena sarà inoltre possibile assaporare piatti di cucina vegetariana e pizze biologiche cotte nel forno in terra cruda.

    Domenica 1 giugno alle 16 verrà data anche ai bambini la possibilità di cimentarsi con l’agricoltura in un appuntamento chiamato “L’orto dei piccoli”.

    Il 3 giugno la manifestazione si chiude con una giornata interamente dedicata al silenzio interiore.

    PROGRAMMA COMPLETO “LA TERRA E’ SACRA”:

    SABATO 31 MAGGIO

    . Ore 7:30: yoga al mattino
    . Ore 10: approccio all’Ayurveda – seminario tenuto da Swami Joythimayananda
    . Ore 13: pranzo
    . Ore 16-18: consulenze ayurvediche tenute da Swami Joythimayananda; sconto del 40% per chi prenota entro il 25/5 inviando una mail a: ashram@joytinat.it; indicando nell’oggetto: “consulenza Terra Sacra”
    . Ore 18.30: cerimonia di autoproclamazione – “Ashram terra libera da OGM”
    . Ore 20: cena indiana + pizze bio cotte nel forno in terra cruda
    . Ore 21.30: MUSICA INDIANA con Ruben Narrainen (voce e harmonium) e Maurizio Murdocca (tabla)

    DOMENICA 1 GIUGNO

    . Ore 7:30: yoga al mattino
    . Ore 10: workshop di canto e di harmonium con Ruben Narrainen
    . Ore 13: pranzo
    . Ore 16-18:
    l’orto dei piccoli – attività pratiche legate alla terra per bambini e genitori + merenda bio
    consulenze ayurvediche tenute da Swami Joythimayanda
    . Ore 18.30: incontro con MAURIZIO PALLANTE, importante saggista italiano, tra le sue pubblicazioni si ricorda: “LA DECRESCITA FELICE”.
    . Ore 20: Cena indiana + pizze bio

    LUNEDI’ 2 GIUGNO

    . Ore 7.30: yoga al mattino
    . Ore 10.30-12.30: fondamenti di alimentazione ayurvedica – seminario tenuto da Swami Joythimayananda
    . Ore 13: pranzo sociale
    . Ore 16-18: fondamenti di alimentazione ayurvedica – seminario tenuto da Swami Joythimayananda
    . Ore 18.30: yoga e meditazione al tramonto
    . Ore 20: cena indiana + pizze bio

    MARTEDI’ 3 GIUGNO ::ANDAR MAUNAM::

    . Giornata dedicata del Silenzio Interiore, per il compleanno di Swami Joythimayananda
    . Ore 18: rito del fuoco sacro (rito di purificazione e trasformazione)
    . Ore 19: meditazione e canto di Mantra

    Pranzi e cene hanno il costo di 12 euro (escluse pizza e bevande extra).

    E’ gradita la PRENOTAZIONE: 071.679032; 338.4247371; 392.9919459;

    oppure scrivere a ashram@joytinat.it.

    Per il soggiorno presso la nostra struttura chiamare i numeri sopra indicati o consultare: www.ayurveda-ashram.it

    Ufficio stampa:  3404700468;

    fulviochimento@gmail.com

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    www.facebook.com/ashram.joytinat

    Fonte: aamterranuova

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Discussion 2 Responses

  1. 2 giugno 2014 alle 14:37

    […] Otto metri quadri al secondo: è la superficie di suolo cementificata in Italia secondo le stima dell’Ispra. Il suolo, è una risorsa, non rinnovabile, una volta occupato con una costruzione di qualsiasi natura, scompare. Un fenomeno, quello dell’urbanizzazione incontrollata, che genera costi enormi e danni irreparabili. Un fenomeno dovuto a ragioni sia legislative che culturali, a cui in altri Paesi europei stanno cercando di mettere un freno. Senza suolo non potremmo sopravvivere…ci abbiamo mai pensato? Il suolo produce cibo, contribuisce all’ equilibrio climatico, serve a drenare la pioggia etc. etc. Tutto questo è possibile se il suolo rimane libero. Il dato ufficiale di consumo di suolo in Italia ce lo dà ISPRA ed è di 8 m2/sec., pari a circa 70 ettari al giorno. Si tratta di una stima e non di un dato certo, in quanto in Italia nessuno ha mai attivato un monitoraggio sistematico sul consumo di suolo. Ciò è non solo preoccupante, ma anche foriero di cattive politiche, in quanto non sapendo quale è la situazione della nostra risorsa più cara e limitata, si continua a immaginare un futuro in cui la trasformazione dei suoli agricoli in suoli urbani è un dato inconfutabile, andando felicemente e inconsapevolmente incontro alla catastrofe. Un suolo cementificato lo è per sempre. È perso per sempre. Tornare indietro significherebbe attendere migliaia di anni per fare in modo che lo strato di humus possa rigenerarsi. La spesa di rigenerazione è elevatissima al punto da renderla assolutamente sconveniente. La cosa più conveniente è non consumarlo. In Italia non si fa ricerca su questo argomento perché sono pochi quelli che se ne occupano, ma soprattutto perché nessuno spende per queste ricerche e ciò è allarmante. In Germania hanno stimato che per gestire le sole acque piovane di un suolo urbanizzato (che prima non lo era) occorrono mediamente 6500 euro per ettaro per anno. Questo significa che i prossimi consumi di suolo in una regione come la Lombardia, se venissero attuati dai comuni, porterebbero ad un innalzamento della spesa pubblica di quella regione di 300 milioni di euro all’anno. Questo ci fa capire quanto costa urbanizzare, lo sanno questo i nostri amministratori comunali che continuano a “mollare “ licenze di costruzione in cambio di pochi spiccioli? Molti Paesi si sono ovviamente attrezzati per conoscere bene l’ammontare dei consumi, quindi hanno emanato leggi di contenimento dei consumi di suolo e di obbligo a recuperare i volumi esistenti e non utilizzati, il vero destino del settore edilizio è questo per il futuro. Occorre cambiare mentalità. Una quota ingente delle spese è nascosta nell’ incapacità di cooperare tra Comuni, nel non condividere i servizi, nel progettare strade che non si raccordano ai confini, nel fare ognuno il proprio piano urbanistico con le proprie previsioni insediative (e i propri costi) senza vedere cosa si fa a qualche centinaio di metri più n là, dopo il proprio confine E poi è giunto il momento di smetterla di spendere soldi in opere che hanno costi di manutenzione elevatissimi e che producono costi energetici nella collettività altrettanti enormi. Per esempio, strade e parcheggi. La sfida oggi sta nel produrre comportamenti che hanno sempre meno bisogno di auto e sempre più di trasporto pubblico e di bicicletta o di car-sharing. Per un comune , oggi, fare cassa significa innanzitutto avere ottime idee e evitare sprechi. In Italia il suolo non è ancora considerato come una risorsa, il problema è sia culturale che legislativo. Se la cultura è piegata sulle solite retoriche non susciterà una domanda legislativa. Viceversa se il legislatore si tiene a distanza dai suggerimenti scientifici e culturali che gli arrivano dal patrimonio delle università, delle associazioni, dei saperi, non solo non coglierà le sfide che occorre sviluppare, ma a sua volta, non trasformando quelle sfide in atti di legge, non produrrà cultura sostenibile. Da notare che non è solo il “ cemento selvaggio” il responsabile del consumo del suolo. Le grandi case automobilistiche per es. stanno acquistando aree sempre più grandi per stivare la quantità inimmaginabile di auto invendute. E’ davvero così difficile capire che occorre una nuova visione dell’ economia ? In un mondo che ha limiti precisi sia di confini ch di risorse , è imbarazzante parlare ancora di “crescita” e di PIL. Il futuro dell’ umanità è legato alla COOPERAZIONE, cooperazione tra singoli individui, tra famiglie, tra comuni, tra interi paesi. Senza cooperazione e condivisione il futurò dell’ umanità è segnato. Molte pratiche di cooperazione all’ interno di una comunità piccola o grande sono già possibili, si tratta solo di farle conoscere. Oriana Natali Fonti : http://www.progetto.vento.polimi.it/ http://www.incredibilia.it/dove-finiscono-auto-invendute/ http://decrescitafelice.it/2014/05/7004/ […]

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