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    IT.A.CÀ, VIAGGIARE SECONDO NATURA AL VIA IL FESTIVAL DEL TURISMO SOSTENIBILE

    Dal 30 maggio all’8 giugno 2014, a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna,
    trekking inediti, percorsi in treno e in bicicletta, itinerari urbani, mostre, rassegne,
    letture, musica, enogastronomia e concorsi per scoprire ‘l’esotico sotto casa’
    Trekking lungo l’Appennino, biciclettate in città e in campagna, convegni per addetti ai lavori e
    concerti aperti a tutti, presentazione di libri e degustazioni. È in programma dal 30 maggio all’8
    giugno, a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna, la sesta edizione di ‘IT.A.CÀ – Migranti e
    viaggiatori il festival del turismo responsabile organizzato dall’associazione Yoda e dalle ong
    Cospe e Nexus Emilia-Romagna, insieme all’Associazione Italiana Turismo Responsabile (Aitr) e
    con la collaborazione di oltre 100 partner, dall’Anpi al Unesco: dieci giorni di eventi per scoprire
    ‘l’esotico sotto casa’ e conoscere territori e comunità al di fuori dei circuiti tradizionali
    all’insegna del turismo ‘slow’.
    Oggi il turismo – tra crociere, viaggi aerei e vacanze ‘all inclusive’ – è la quarta causa di
    inquinamento ambientale al mondo. Ma secondo IT.A.CÀ, il viaggio può essere diverso: una
    scoperta lenta, a piedi, in bicicletta o a cavallo, alla ricerca di angoli poco noti, anche dietro
    casa. “IT.A.CÀ vuole essere un momento di riflessione sui ‘viaggi corti’ nel proprio territorio,
    dentro la propria città, per entrare in contatto con la sempre maggiore diversità etnica e
    culturale, per vivere l’emozione del viaggio, ma senza per forza andare lontano” secondo
    Pierluigi Musarò, direttore generale di IT.A.CÀ e docente di Sviluppo sostenibile, cittadinanza
    attiva e turismo responsabile all’Università di Bologna e Sonia Bregoli, direttrice artistica e
    responsabile comunicazione e tecnica di IT.A.CA “Il viaggio responsabile parte da casa e arriva a
    casa – continua –: una qualsiasi casa, una qualsiasi ‘Itaca’ (‘it a cà’, ‘sei a casa?’ in dialetto
    bolognese) da raggiungere, dove più che la destinazione conta il percorso e il modo in cui ci si
    mette in cammino”.
    I diversi eventi del festival sono pensati come momenti d’incontro per riflettere sui concetti di
    viaggio e di ospitalità, sulle migrazioni e sulla cittadinanza globale, sulle disuguaglianze e sullo
    sviluppo. Riflettori puntati anche sulla sostenibilità e sui modi migliori di comunicarla. “Ci
    piacerebbe mettere in rete le tante realtà emiliano-romagnole che si occupano di viaggi
    responsabili oppure propongono forme di turismo per la valorizzazione del territorio, la
    conservazione del patrimonio naturale e la salvaguardia delle tradizioni”, aggiunge Pierluigi
    Musarò. “Ci piacerebbe anche favorire un ritorno alla ‘xenia’ greca e all’economia del dono,
    secondo cui l’ospitante doveva accogliere lo straniero e l’ospite, dal canto suo, doveva essere
    gentile, non invadente e pronto a ricambiare accogliendo qualsiasi straniero si fosse presentato
    alla sua porta”.
    Il programma
    “IT.A.CÀ sarà una manifestazione in movimento – spiega la direttrice artistica e responsabile
    comunicazione Sonia Bregoli –. Partiremo da Parma, scenderemo fino a Rimini, risaliremo a
    Ferrara per poi arrivare a Bologna per il weekend clou del dal 6 all’8 giugno, disseminando il
    nostro cammino di appuntamenti, escursioni, mostre e concerti, perché, come diceva il poeta e
    giornalista greco Konstantinos Kavafis, ‘Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti
    che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze’”.
    Ufficio stampa AGENDA
    Tel. 051 330155, e-mail ufficiostampa@agendanet.it

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Discussion One Response

  1. 1 giugno 2014 alle 18:49

    Ciao,visto che si accenna alla questione dell’immigrazione in questo articolo vorrei chiarire un pò come si inquadra l’immigrazione secondo la decrescita felice, da sempre .

    Innanzitutto occorre distinguere tra migrazione / fenomeno naturale e immigrazione indotta,di massa com’è oggi .

    Come tutti i princièali ideologi ( Latouche,De Benoist ecc ) della decrescita hanno affermato, la decrescita rompe con l’attuale paradigma capitalista e industrialista, di cui la globalizzazione e l’immigrazione di massa è figlia . Decrescita significa riscoprire sè stessi,la propria identità individuale e quella del proprio paese, decrescita significa preferire cibi a km zero piuttosto che i centri commerciali della globalizzazione, la decrescita è localista, non può esistere globalizzazione con la decrescita e viceversa … In una società basata sulla decrescita, l’immigrazione di massa com’è c’è oggi non ci sarebbe, a tutti sarebbe assicurato di vivere bene nella propria terra ( sia che uno sia arabo,sia africano,europeo o ebreo ), poi certo ognuno puà migrare per conto proprio, ma non ci sarebbe la necessità o altro che spinge oggi il migrante a fuggire dalla propria terra .

    Bisogna decolonizzare il linguaggio prima di tutto, e il mito occidentale della globalizzazione ( che coincide come la storia ha sempre dimostrato con colonialismo ) è da abbandonare per primo .

    Forse dovremo imparare un pò dagli Indiani d’America che vuvevano felici nella loro terra, lasciando vivere felici gli altri popoli in quella altrui,senza interferenza alcuna .

    Sfatiamo un tabù moderno : non c’è nulla di male a essere orgogliosi della terra che ci ha dato le radici e della propria gente .

    Noi non siamo proprietari della terra, siamo noi ad essere parte della nostra terra d’origine e questo legame ( distrutto dalla logica occidentalista e globalista ) ci rimane per sempre , inconsciamente o no .

    Io adoro la mia terra, mi piace tutto il mondo e anche per questo che sono un grande difensore di tutte le diversità ( naturali, animali e umane ), al contrario dei globalisti .

    Decrescita vuol dire anche salvaguardare e conservare le diversità e identità naturali,animali e umane .

    Sarà da considerarsi ” reazionario ” ? Bene, sino all’altro ieri ogni teorico della decrescita era etichettato come ” reazionario ” e l’unica cosa che posso dire è che la decrescita non è una moda progressista di sicuro e non deve essere utilizzata a fini politici .
    Per questioni di coerenza, essere per la decrescita e ad es a favore degli Ogm o della globalizzazione, è un pò un controsenso, magari animato da buna fede e poca conoscenza dell’argomento, ma la decrescita è un’altra cosa … e non ha a che vedere con mode attuali del cibo bio o cose del genere, ma è qualcosa di più …

    Spero di essere stata chiara,ciao :)

    … Vi passo due articoli di Latouche sul tema, per capire un pò meglio http://oltreloccidente.org/sito_oltre/oltreloccidente/testi_oo/A15_LATOUCHE.htm , http://www.movimentozero.org/index.php?option=com_content&task=view&id=164&Itemid=53

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