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  • 31lug

    Nel nuovo modello energetico francese più rinnovabili e meno nucleare

    La Francia si avvia verso una transizione energetica che vede un aumento delle energie rinnovabili, una diminuzione della quota di energia elettrica prodotta dal nucleare, la riduzione del consumo di combustibili fossili.
    Segolene Royale, ministro dell’ ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’ energia, ha presentato infatti un progetto di legge che disegna un nuovo scenario energetico per la Francia.
    In particolare prevede un tetto nella produzione di energia nucleare, di cui la Francia è leader in Europa, dall’ attuale 75% al 50% entro il 2025, il raggiungimento entro il 2030 di una quota del 32% delle energie rinnovabili nei consumi energetici finali (40% della produzione di elettricità, 38% di riscaldamento, 13% carburanti), la diminuzione, sempre per il 2030, del consumo di combustibili fossili del 30%. In questo scenario è prevista una diminuzione entro il 2030 delle emissioni di gas serra del 40% rispetto al 1990.

    Nel provvedimento, che consta di 80 articoli, sono previsti anche incentivi sostanziosi per l’ auto elettrica e le eco-ristrutturazioni.
    Gli obiettivi del provvedimento, illustrati dalla stessa Royale, sono la lotta al cambiamento climatico, la riduzione della spesa energetica della Francia che ammonta a più di 65 miliardi di euro, anche attraverso il risparmio energetico ottenuto dalle ristrutturazioni energetiche degli edifici (sono previste azione di coibentazione per 500.000 unità l’ anno) e nei trasporti, il miglioramento della qualità della vita e della salute. Questa “crescita verde” produrrà 100.000 nuovi posti di lavoro, secondo le stime del governo francese.
    In pratica questo provvedimento stabilisce il quadro che consentirà ai cittadini, ai territori, alle imprese e allo Stato di agire insieme nella stessa direzione. La strategia delle basse emissioni di carbonio fornirà la tabella di marcia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra in condizioni economicamente sostenibili. Una programmazione pluriennale dell’energia stabilirà le priorità di azione dei poteri pubblici per la gestione dell’insieme delle energie.

    Fonte: Fondazione per lo sviluppo sostenibile

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