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  • 01ago

    A scuola di felicità e decrescita: Alice project

    Tra pochi giorni il Dalai Lama sarà in Italia per una serie di visite molto attese. In occasione di questo evento non possiamo che consigliarvi la lettura di questo nuovo titolo, che porta la firma di un’autrice, Gloria Germani, che ormai da anni dedica il proprio lavoro al dialogo tra Oriente e Occidente e che ha analizzato alcune tra le figure più influenti di questo scambio come Teresa di Calcutta e Tiziano Terzani.

    A SCUOLA DI FELICITA’ E DECRESCITA: ALICE PROJECTPrefazione del Dalai Lama
    di Gloria Germani
    pp.173; €13

    Il libro è il risultato di numerose visite che l’autrice ha compiuto a Sarnath dove Alice Project, una scuola interculturale e interreligiosa, è stata fondata nel 1994 da Valentino Giacomin che, dopo aver lavorato come maestro in Italia ha deciso, insieme con Luigina De Biasi, di continuare la propria ricerca educativa e spirituale nel subcontinente indiano.
    Nel libro le parole e l’esempio di Giacomin si intrecciano con le voci dei molti pensatori che in questi anni stanno smascherando i limiti e le contraddizioni dei modelli di conoscenza e di sviluppo dell’Occidente industrializzato.

    Per decolonizzare l’immaginario, per uscire dal mito della crescita, occorre partire da una formazione, da una scuola davvero diversa, profondamente diversa. Noi crediamo che questa scuola esista e sia la scuola di Alice.

    Come Alice nel paese delle Meraviglie, il nuovo paradigma educativo, fondato su un’intuizione di Valentino Giacomin, aiuta i bambini a scoprire la realtà del mondo interiore, prima – e meglio – delle nozioni del mondo esteriore insegnate dalle scuole ordinarie.

    Si tratta di una scuola rivoluzionaria che è nata in Italia nel 1980 e che dal 1993 ha sede in India. In questa nuova pedagogia l’insegnamento delle materie tradizionali come la matematica, la letteratura, le scienze, le lingue, è affiancato infatti dal Programma Speciale che consente di giungere ad una più vasta consapevolezza dell’attività della propria mente. Attraverso la pratica della meditazione, dello yoga, di tecniche di visualizzazione e il recupero di un’amplissima tradizione di racconti a sfondo etico, la scuola di Alice conduce gli studenti a riscoprire in se stessi il meraviglioso mondo interiore dove si generano tanto l’invidia e l’orgoglio quanto le qualità della saggezza e dell’equanimità. Fin dai primi anni di apprendimento scolastico, anni decisivi per la strutturazione di un corretto modo di percepire la realtà dei fenomeni esterni e del proprio mondo interiore, la pedagogia di Alice conduce i ragazzi a sviluppare in se stessi le doti della serenità e della pace.

    Riprendendo la parte migliore di tutte le tradizioni spirituali – dal buddismo al cristianesimo, dall’induismo all’islamismo, dal giainismo al taoismo – la Scuola dell’Educazione Universale vuole riportare il cuore dei ragazzi a percepire l’essenziale, l’unità e l’interconnessione di tutte le cose, compresi loro stessi. Ed è in fondo questa profonda connessione che dona ai ragazzi (e agli uomini) il sentimento di appartenenza e di felicità.

    Lo scopo di Alice Project è infatti quello di creare persone felici, davvero felici, persone che sappiano scoprire e conservare all’interno di se stesse quel sentimento di contentezza e di gioia che non passa con il mutare degli eventi.

    Oggi, di fronte a fenomeni così diffusi come la crisi economica e, purtroppo, il dilagare dei suicidi per problemi legati a fallimenti, alla perdita del lavoro, ad insuccessi di vario genere, la pedagogia di Alice può fornire davvero strumenti importanti. Insegnando che la realtà non si riduce affatto alla materia e che la vita non va valutata solamente in base al successo sociale ed economico, la scuola è in grado di fornire ai giovani una grande stabilità psico-emotiva. Questa stabilità emotiva è l’unica che potrà consentire loro di superare le difficoltà del mondo globalizzato di oggi. Anche se ci saranno carenze di lavoro da affrontare, difficoltà derivanti dai cambiamenti climatici, siccità e carestie, gli studenti di Alice potranno sempre ritornare alla calma della mente, ricorrere al bagaglio interiore di serenità che hanno coltivato fin da bambini e fare tesoro degli insegnamenti dei tanti saggi che ci hanno preceduti nell’affrontare i momenti difficili della vita.

    Non è affatto un caso che l’unica nazione che ha scelto di porre al vertice di tutte le sue politiche non il PIL e la crescita economica, ma la Felicità Nazionale Complessiva, il Buthan, ha chiamato il Progetto Alice per collaborare ad un nuovo sistema di istruzione nazionale.

     

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