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  • 23dic

    RADICI NEL CIELO: UN VIAGGIO EPICO TRA GIOVANI CONTADINI E AUTORI ILLUSTRI

    Le voci di oggi e di ieri hanno trovato un modo per incontrarsi e parlare di campagna e agricoltura, di separazione e appartenenza, di natura e del senso del sacro che l’attraversa.

    Tolstoj, Jean Jono, Maeterlink, Capo Seattleinsieme con Papa Francesco, Gary Snyder, Massimo Angelini e poi ancora, ricercatori, medici, professori, e soprattutto i nuovi contadini dell’Italia di oggi, si incontrano nel progetto “Viaggio tra Terra e Cielo” attraverso una web story, un film-documentario e uno spettacolo teatrale.

    Il nuovo progetto “Viaggio tra Terra e Cielo” è già visibile all’interno del sito Radici nel CieloIl sito è un contenitore di percorsi artistici, su ambiente e agricoltura, che negli ultimi 10 anni hanno girato l’Italia e l’Europa come spettacoli teatrali e video documentari. Teatranti, musicisti, video maker, esperti di comunicazione web, consulenti scientifici, apicultori, medici ambientalisti, project manager, e altre professionalità ancora da coinvolgere, sono all’oggi compagni d’avventura in un viaggio epico.

    Mentre la web story presenta già le interviste che nutriranno il docu-film, il percorso teatrale sta rintracciando le voci del passato per farle dialogare con gli autori del presente. Abbiamo riunito attorno ad un tavolo immaginario, filosofi, scrittori, poeti, capi indiani, persino un santo e un papa.

    Ciò che unisce queste voci è la consapevolezza che solo ritrovando il senso di appartenenza alla terra, che ci nutre e ci dà vita, l’umano potrà ricucire la frattura e la separazione con sé stesso.

    Una separazione iniziata molti anni fa con l’abbandono dalle campagne. Il ritorno alla terra diventa nelle loro parole non un’alternativa alla crisi economica, ma la via per tornare a quella intima collaborazione con il vivente che garantisce la vita su questo pianeta.

    Il teatro con la sua capacità evocativa crea cosi un legame tra le voci di ieri e quelle di oggi. Anche Ilenia e Settimo entreranno a far parte di quel convivio che unisce il passato e il presente come un unico grande ritrovo spettacolare.

    5 ottobre: siamo nel pieno del nostro on the road. Il furgone del viaggio percorre deciso le strette stradine sterrate che solcano e attraversano le colline intorno a La Sassa, un paesino tra Volterra e Cecina. Una collina si apre davanti a noi ampia, accogliente, segnata da un dolce declivio. Qui si trovano la casa d’infanzia di Ilenia Tesauro e i suoi campi. Ma come ha fatto, lei giovane ventunenne, a diventare contadina?

    ilenia

    Ilenia inizia a raccontare:”Abbiamo la terra e io non avevo un lavoro. All’inizio coltivavo un pezzettino che non mi bastava nemmeno per soddisfare La Sassa, sarà stato 50mq. Ora siamo a più di mezzo ettaro coltivato, che per noi è tantissimo perché non abbiamo macchine e sono da sola, con l’aiuto di Settimo (il suo compagno, ndr) quando può.”
    Sul suo passato e sul mondo del lavoro racconta: “Ho finito di studiare due anni fa all’istituto d’arte, dopodiché ho sempre fatto la cameriera durante la stagione estiva. Però, finita la stagione, ti mandano a casa e non ti rimane niente in mano. Ho avuto offerte di lavoro come apprendista, distanti chilometri da casa e a 400€ al mese. Poi ho capito che non ne vale la pena: lavorare il mio orto invece dà soddisfazioni, come quando arrivi al mercato e le vecchine ti dicono che è tutto molto buono…”
    Sta imparando con successo e profitto a fare la contadina grazie alla scuola di Enrico, che come padre e allevatore biologico d’esperienza la forma e la guida verso l’autonomia. Lei ricorda: “Se non c’era la terra del babbo non mi sarebbe forse mai venuto in mente di coltivare e lui mi ha insegnato tutto, io non sapevo niente. Lui non viene nell’orto ma mi sostiene e mi consiglia sempre.”
    Prima di visitare i campi di questa determinata ragazza toscana, la sosta per un caffé è d’obbligo ed è intorno al tavolino tra le tazzine e la moca che Settimo, il compagno, prende parola. “Il sogno è realizzare la nostra azienda, crescendo con adeguati macchinari e strutture ma rimanere in un mercato locale per fare io e lei vendita diretta. Come in tutte le cose a volte ti fermi e pensi che è dura. Lei ha 21 anni, io 25: a volte ti piacerebbe evadere ma poi i dubbi durano poco. Insieme guardiamo avanti. Io sono costretto a lavorare fuori ma siamo molto uniti nell’obbiettivo di coltivare la terra. Roma non è stata costruita in un giorno!”
    E Ilenia si lancia a puntualizzare: “Abbiamo appena cominciato! E’ da settembre 2014 che coltiviamo.”
    Ilenia è indipendente economicamente grazie alle entrate dei mercati che fa nei paesini a lei vicini. Dice: “Io vado nei paesi in cui non c’è il mercato, quelli in cui c’è non vado e non ci voglio andare. Io cerco luoghi con pochi abitanti oppure accolgo i curiosi che vengono sul campo. Questa è la cosa più bella perché conosci la persona che apprezza quello che lavori.”
    E sui prodotti da supermercato: “Devi continuare a spiegare, tutti i giorni ma proprio tutti, che anche se l’ortaggio è brutto è comunque molto buono. Dico sempre di non cercare la verdura bella…nell’agricoltura biologica è normale che ci siano delle imperfezioni ma è cibo sano, gustoso. Se un pomodoro è perfetto c’è qualcosa che non va.”
    Con il sorriso che si allarga radioso racconta che “d’estate le vecchine del paese si mettono tutte in cerchio, chiacchierano, stanno con me, mi portano il caffé…un rapporto diretto che a me piace tantissimo!”
    E alla domanda se non le converrebbe vendere tutto alla grande distribuzione organizzata lei ride di gusto, come se avesse sentito una grande fesseria. “Ma scherzi?! Quanto te lo pagano? E poi non lo accettano proprio.”
    Allunghiamo il passo e ci avviciniamo alle vacche e all’orto. Enrico è netto e onesto nel descriverci la differenza tra l’agricoltore biologico e le multinazionali del cibo: “L’azienda biologica è autonoma, non è legata a nessuno, fa tutto per conto suo. Soprattutto la nostra azienda che è a ciclo chiuso grazie al letame delle vacche da allevamento. L’azienda biologica secondo le logiche del mercato non deve crescere, sei una pedina da distruggere.”
    “Se ci fossero tante aziende come quella di Ilenia il territorio sarebbe mantenuto meglio e ci sarebbe più lavoro, circolerebbe più denaro. E nelle multinazionali ci sono operai, non contadini, che vengono mandati a casa secondo il bello e il cattivo tempo dei padroni. Se ci fossero mille persone come Ilenia potremmo dire addio alle catene di distribuzione, le stesse che fanno il banco con i prodotti locali che è solo uno specchietto per le allodole.

    Settimo Deidda, che queste cose le ha studiate, parla di rivoluzione agricola e ricorda che: “dopo gli anni ’50 c’era incompetenza sui prodotti chimici quindi le grandi case farmaceutiche dicevano come e quando trattare, erano i cosiddetti “trattamenti a calendario”. Che ci fosse o meno la peste in campo, il contadino andava e trattava.”

    settimo

    E puntualizza: “C’è un futuro per l’agricoltura però deve cambiare l’opinione pubblica, che per fortuna si sta sensibilizzando sull’agricoltura biologica.”
    Gli orti di Ilenia sono coltivati con diverse varietà di ortaggi. Lei ci mostra fiera le zucche, i cavoli, le melanzane…e grazie al clima temperato della Toscana facciamo ancora in tempo ad assaggiare delle gustose fragole. La ragazza è entusiasta e modesta, sa che il lavoro è ancora tanto da fare e lo affronta con la determinazione di una persona matura. Tra una pianta e l’altra ci svela che per proteggere le piantine appena messe a terra, in questi giorni di inizio ottobre, hanno lasciato le foglie dei cavoli per coprirle e proteggerle dagli afidi. Un consiglio tutto biologico che ha ereditato dal padre.
    E giusto prima del pranzo, Ilenia chiosa parlando di cucina: “Io ho sperimentato un sacco di ricette che mi suggeriscono i clienti, soprattutto le signore anziane. Ci sono ricette che si fanno il giro della valle, passando di bocca in bocca. Così come le storie che mi raccontano. Ho imparato che quando una persona anziana racconta bisogna solo ascoltare. Ed è bellissimo.”

    Dall’8 al 16 gennaio 2016 verrà presentato un primo studio del percorso teatrale di questo Viaggio tra Terra e Cielo. Tra Alba, Genova, Torino, Savona, Novi Ligure, Alessandria e Ronco Scrivia, avverranno le tappe di questo primo tour.

    Per maggiori info sul calendario degli spettacoli saranno presto disponibili le date sul sitowww.radicinelcielo.it Dal web al cinema al teatro, strade diverse sulla stessa via! Scriveteci aradicinelcielo@gmail.com per informarvi su come partecipare e sostenere questo progetto.

    QUI il video di Ilenia

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    di Andrea Pierdicca e Valentina Gasperini
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    Questo articolo è stato curato dalla nostra redazione nazionale. Se siete un blogger, un circolo o fate parte di una associazione e volete contribuire con dei vostri articoli scrivere a : mdfredazione@gmail.com

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  1. 8 aprile 2016 alle 19:00

    […] decrescitafelice.it […]

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