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    Microgranuli: è il momento di dire basta!

    Lavarsi il corpo, il viso e i denti può essere devastante per l’ambiente. In molti Paesi i microgranuli sono stati messi al bando. E in Italia?

    di Lucia Cuffaro presidente del Movimento per la Decrescita Felice

    L’ex presidente americano Obama nel 2015 ha firmato una legge epocale (che ha ricevuto addirittura il sostegno bipartisan del Parlamento americano!): si tratta del Microbead-Free Waters Act, ovvero un provvedimento che introduce negli USA, a partire dal luglio 2017, il divieto di produzione di qualsiasi prodotto contenente microgranuli (dai prodotti cosmetici a quelli igienici, dai prodotti per la pulizia della a quelli per la persona) e, da gennaio 2018, il divieto di vendita al dettaglio degli stessi.

    Nel 2017 il ministro dell’ambiente della Nuova Zelanda Nick Smith ha annunciato un divieto di vendita di prodotti per la cura personale che contengono micro particelle plastiche dal 1° luglio 2018. Anche Taiwan ha messo al bando tutti i prodotti cosmetici che li contengono sempre da luglio 2018.

    Ma cosa sono i microgranuli?

    I microgranuli sono piccolissime particelle plastiche di derivazione petrolchimica che non su­perano i 5 mm di diametro. Sono aggiunte a numerosi prodotti di uso quo­tidiano, come scrub, bagnoschiuma, dentifrici, tabs per lavastoviglie e paste detergenti abrasive e sono in grado di oltrepassare senza problemi qualsiasi sistema di filtrazione e di arrivare direttamente in mare.

    schema

    Il nostro bagno senza saperlo potrebbe ospitare delle vere e proprie “bom­be ambientali”. Contribuiscono agli 8 milioni di tonnellate di plastica che ogni anno giungono negli oceani. Qui ondeggiano nell’acqua come plancton e dagli animali proprio con esso vengono scambiati, finendo così nello sto­maco di uccelli, tartarughe e pesci. E di conseguenza entrano nella catena alimentare, anche umana.

    prodotti

    Oppure, come nel caso di alcuni dentifrici, siamo noi stessi a inghiottirli: le piccole microsfere si infilano fra le gengive, per essere poi deglutite al primo bicchier d’acqua.

    Secondo uno studio dell’Università di Plymouth, in alcuni prodotti il contenuto di microperle supera addirittura per peso la quantità di pla­stica dell’involucro esterno.

    I ricercatori delle università dell’Oregon e della California dichiarano invece che 8 trilioni di microperle confluiscono ogni giorno direttamente negli habitat acquatici degli USA. Se si allineano queste microsfere fianco a fianco si potrebbero usare per coprire superficie di 300 campi da tennis!

    Uno studio recentemente pubblicato nella rivista scientifica Chemosphere dell’Università di Lubiana indica che il numero di microplastiche originarie di prodotti per la cura personale che entrano nelle acque superficiali della Slovenia attraverso gli impianti di depurazione dell’acqua di Lubiana ben 112,5 milioni di microplastiche. Ciò equivale a una concentrazione di 21 particelle per metro cubo.

    microplastiche

    E in Italia? 

    Dopo una risoluzione in Commissione Ambiente, una proposta di legge e soprattutto grazie alla pressione pubblica, la Camera dei Deputati a fine ottobre 2016 ha approvato la proposta di legge “Introduzione del divieto di utilizzo di microparticelle di plastica nei prodotti cosmetici” (C. 3852), che nel 2017 sta procedendo ora con il normale Iter legisla­tivo tra Senato e Camera. L’aspettativa è che diventi legge attuativa il prima possibile anche in Italia, per evitare il perpetuarsi di un disastro ambientale completamente inutile.

    illegal

    Cosa possiamo fare per salvaguardare la nostra salute e quella dell’ambiente

    Il consiglio è quello di boicottare già da oggi prodotti che contengono microgranuli, sostituendoli con prodotti eco bio o ancor meglio con varianti fatte in casa. Basta poco, solo alcuni ingredienti facilmente reperibili in cucina o in erboristeria e qualche secondo di preparazione, come nel caso del buonissimo e salutare dentifricio fai da te.

    Inoltre, per aiutare gli oceani stiamo quindi attenti a non acquistare questo genere di prodotti, controllando che sulle etichette non vi siano tra gli ingredienti il polypropylene (PP) e il polyethylene (PE).

    Segui la Campagna internazionale contro i Microgranuli: www.beatthemicrobead.org

    campagna

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