• 18ott

    MDF, riflessioni e proposte per un’economia della decrescita felice

    MDF (Movimento per la Decrescita Felice)

    Direttivo nazionale

     Sabato 21 e domenica 22 settembre, a Padova si è svolto il direttivo MDF nazionale e all’incontro erano presenti i circoli MDF del Veneto; Tra le diverse iniziative prese dal direttivo, segnaliamo l’evento che si è svolto sabato sera 21 settembre.

    In quella data è stato organizzato un incontro pubblico dal titolo: “l’insostenibile pesantezza della crescita” a cui hanno preso parte Maurizio Pallante e Don Albino Bizzotto che è in protesta, sotto forma di digiuno, contro le grandi opere previste nel Veneto e contro lo spreco del territorio.


    Dai temi trattati in quella serata sono emerse diversi spunti di riflessione che MDF fa suoi ancora con maggiore convinzione e che riportiamo di seguito invitando tutti i circoli e i simpatizzanti ad approfondirne attivamente le tematiche e le soluzioni.

    Resta di primaria importanza la necessità urgente di opporsi alle grandi lobby del cemento ed imprenditoriali, che avendo a disposizione grandi capitali, con il favore dei partiti tradizionali, riescono ad imporre le loro scelte di consumo del territorio.

    Inoltre le scelte di politica economica che mettono al centro le grandi opere, trovano chiaramente in capitali privati la possibilità di forte finanziamento. Da questo connubio ne traggono vantaggio soprattutto i privati, che solo in questo modo possono trovare opportunità di investimenti redditizi. Questi infatti da ogni grande opera ne traggono un lauto guadagno c a discapito della collettività pubblica che invece si accollerà per i prossimi decenni a seguire l’indebitamento nazionale. Tutto questo crea precarietà soprattutto per le generazioni future.

    Un secondo motivo per opporsi alle grandi opere inutili è la sempre più presa di coscienza dell’opinione pubblica. Quest’ultima infatti non vede di buon occhio la realizzazione di grandi, dispendiose e spesso inutili opere. Si calcola infatti che la TAV Torino-Lione, secondo il governo italiano costerà 8,2 miliardi di euro e occuperà circa 6.000 persone (0,73 posti di lavoro ogni milione di euro investito), mentre il settore delle rinnovabili, secondo uno studio riportato sul Sole 24 ore occupa 4 posti per ogni milione di euro investito e l’efficienza energetica 13.

    Nonostante la grande richiesta di posti lavoro e la crisi economica si continua con la politica delle grandi opere e pur consapevli del malcontento dei cittadini, i governi impongono le loro politiche usando anche la forza, come avviene con i NO-TAV pacifici in Val di Susa.


    Un’ulteriore riflessione scaturita dalla serata è la proposta di creare un blocco sociale composto da piccoli e medi imprenditori, artigiani e professionisti consapevoli, da consumatori consapevoli e da amministratori consapevoli. Questo blocco che farà da massa critica, con il consenso elettorale di sane forse politiche, deve modificare la politica economica dell’Italia per arrivare ad una decrescita selettiva delle merci inutili e dannose perchè non servono e distruggono durante il loro ciclo produttivo il patrimonio ambientale esistente e formano rifiuti.

    Uno dei punti di forza di questa nuova economia sarà spostare gli investimenti dalle grandi opere (costo e elevato, nessun controllo dei cittadini, grande consumo di risorse ambientale e pochi posti di lavoro quasi sempre sottopagati) alle opere di manutenzione del territorio e di efficienza energetica ( lavori con costo inferiori, distribuiti sul territorio, eseguiti da residente nel territorio, controllati dai cittadini, con grande bisogno di manodopera del luogo e che aumentano il patrimonio ambientale)


    Ma in pratica come invertire la rotta? puntando ad incidere – da subito – su questi tre gruppi sociali imprescindibili:


    1- Piccoli e medi imprenditori, artigiani e professionisti consapevoli. Sono il 90% delle imprese italiane presenti nel territorio e non riescono più ad avere commesse e dunque a lavorare. La politica economica di MDF prevede la creazione di tanti cantieri e commissioni per le opere di manutenzione ed efficienza distribuite in tutto il territorio, progettate ed eseguite da queste aziende consapevoli che assieme al bilancio economico devono presentare anche il bilancio naturale (le risorse usate per produrre devono essere uguali alle risorse prodotte dalla merce o dalla prestazione ottenuta).

    Un esempio di tale prospettiva: la ristrutturazione di una abitazione che prevede almeno una decina di imprese di artigiani e 5-6 studi professionali, viene seguita prevedendo che il suo funzionamento avvenga senza consumare ancora petrolio o gas (risorsa non rinnovabile) attraverso l’energia prodotta dal sole (risorsa rinnovabile). In questo caso si rende evidente l’importanza della tecnologia avanzata nel progetto di MDF .

    2- Consumatori consapevoli. Tutti i Cittadini dovranno assumere nuovi stili di vita a cominciare dal consumare merce utile prodotta da aziende e professionisti che producono con un bilancio ambientale almeno in pareggio. E’ fondamentale che il consumatore si rivolga a queste aziende e professionisti consapevoli.

    3- Amministratore consapevole. L’amministratore consapevole è il cittadino eletto che approva delibere nelle varie sedi amministrative (Comune, Provincia, Regione, Stato, ecc) che tendono alla diffusione della decrescita selettiva. E’ necessario creare ed inserire amministratori che votino contro le grandi opere e che deliberino per la progettazione e l’esecuzione di opere per la manutenzione del territorio e la sua efficienza.


    L’unione fra queste tre elementi consapevoli, praticabile già da subito, portarad una nuova economia, quella della decrescita felice.


    Direttivo Nazionale

    Movimento per la Decrescita Felice

     

     

     

    The following two tabs change content below.

    Questo articolo è stato curato dalla nostra redazione nazionale. Se siete un blogger, un circolo o fate parte di una associazione e volete contribuire con dei vostri articoli scrivere a : mdfredazione@gmail.com

Leave a Reply