Decrescita e Sviluppo sostenibile: un paradosso ? Prospettive e dialogo Brasile-Italia

07/10/2026

NOTA BENE:

Per accedere al link dell’evento, è necessario compilare il modulo di registrazione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfFmUKQkxT33EM1VJXnOPRZVuwI0x2dXMEwAbeiNBwY4L47iw/viewform

Il mondo contemporaneo si trova ad affrontare una convergenza di crisi senza precedenti. L’accelerazione dei cambiamenti climatici sta spingendo il pianeta verso possibili punti di non ritorno, mentre la perdita di biodiversità sta minando la resilienza degli ecosistemi. Allo stesso tempo, si stanno intensificando i conflitti geopolitici e territoriali per l’accesso a risorse strategiche, tra cui acqua, combustibili fossili e minerali critici. Queste dinamiche si sviluppano parallelamente alla crescente concentrazione della ricchezza e all’aumento delle disuguaglianze sociali, sia tra i paesi che al loro interno.In questo contesto, i modelli di sviluppo convenzionali vengono sempre più messi in discussione. Sebbene lo sviluppo sostenibile rimanga centrale nelle agende internazionali, è spesso criticato per non aver affrontato la dipendenza strutturale dalla crescita economica e le dinamiche che riproducono la disuguaglianza. Molti approcci continuano a privilegiare soluzioni tecnologiche, innovazione ed efficienza, senza necessariamente affrontare i fondamenti del capitalismo contemporaneo, spesso descritto come “capitalismo verde” o “tecnocapitalismo”.Al contrario, il campo della post-crescita ha acquisito sempre maggiore visibilità, in particolare grazie al movimento della decrescita. Emerso in Europa all’inizio degli anni 2000, il movimento della decrescita mette in discussione l’idea che la crescita economica debba essere la principale misura del benessere. Pensatori come Serge Latouche, Cornelius Castoriadis e Ivan Illich hanno contribuito a questa prospettiva, sottolineando la necessità di ripensare la produzione, il consumo e l’organizzazione sociale secondo i principi di equità, autonomia e sostenibilità ecologica.I dibattiti contemporanei sono caratterizzati da una tensione fondamentale. Da un lato, gli approcci dominanti continuano a sostenere la crescita economica, l’innovazione tecnologica e l’efficienza come vie per la sostenibilità. Dall’altro, le prospettive post-crescita mettono in discussione la fattibilità di una crescita infinita su un pianeta finito e auspicano trasformazioni più profonde nei sistemi economici, nelle istituzioni e nei valori che regolano il rapporto tra società e natura.Questa critica si interseca con altre correnti che mettono in discussione i fondamenti del capitalismo globale, tra cui l’ecosocialismo, l’ecofemminismo, l’ecologia politica e il post-estrattivismo latinoamericano. Nonostante le differenze, queste prospettive condividono l’idea che le crisi ecologiche e sociali non possano essere affrontate unicamente attraverso i mercati o l’innovazione tecnologica, ma richiedano cambiamenti strutturali nei sistemi economici e nelle relazioni di potere.La questione assume particolare rilevanza nella prospettiva del Sud del mondo. La decrescita può essere percepita come una proposta sviluppata nel Nord del mondo, suscitando il timore che possa diventare una nuova prescrizione normativa per società che ancora si trovano ad affrontare una sostanziale privazione materiale. Ciononostante, esistono importanti convergenze tra la decrescita e diverse tradizioni teoriche e pratiche emerse in America Latina.Il pensiero decoloniale latinoamericano, in particolare attraverso il concetto di colonialità del potere di Aníbal Quijano , ha evidenziato come modernità, capitalismo e colonialismo siano storicamente intrecciati e come le disuguaglianze contemporanee rimangano legate a queste eredità strutturali. Partendo da queste basi, studiosi come Walter Mignolo, Catherine Walsh, Arturo Escobar ed Enrique Dussel hanno messo in discussione l’universalismo delle teorie convenzionali dello sviluppo e proposto percorsi alternativi radicati nelle esperienze e nelle conoscenze del Sud del mondo.In America Latina e in Brasile, prospettive come il Buen Vivir , le visioni del mondo indigene, l’economia solidale e la sovranità alimentare enfatizzano la reciprocità, l’interdipendenza e l’armonia con la natura. Queste visioni trovano espressione concreta in movimenti sociali come il Movimento dei Lavoratori Senza Terra (MST), reti agroecologiche, organizzazioni indigene e comunità tradizionali che promuovono modelli alternativi di organizzazione economica e territoriale.In questo contesto, il dialogo tra prospettive di decrescita e decoloniali appare particolarmente promettente. Anziché promuovere un unico modello di trasformazione, esso apre la strada a percorsi plurali capaci di coniugare giustizia sociale, giustizia ecologica e giustizia storica, valorizzando al contempo le diverse esperienze culturali e politiche che sfidano l’ideologia della crescita illimitata e ricercano forme di coesistenza più sostenibili ed eque.
Obiettivo generale del Webinar

Promuovere un dialogo interdisciplinare e interculturale tra gli approcci di decrescita e le prospettive decoloniali sviluppati in Brasile e in America Latina, con l’obiettivo di esplorarne convergenze, differenze e potenziali complementarietà nella costruzione di reti collaborative per una transizione socio-ecologica equa.

Relatori dal Brasile

Prof. Alexandre Betinardi Strapasson (Centro per lo Sviluppo Sostenibile, Università di Brasilia)
A capo dell’Earth Futures Lab presso il Centro per lo Sviluppo Sostenibile (CDS/UnB), è specializzato in sostenibilità, cambiamenti climatici, transizione energetica, bioeconomia e politiche ambientali pubbliche. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Imperial College di Londra e ha svolto attività di ricerca presso l’Università di Harvard. In precedenza, ha ricoperto ruoli dirigenziali presso il Ministero dell’Agricoltura brasiliano e ha collaborato con il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) su questioni energetiche e climatiche. Collabora inoltre con il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) in qualità di uno dei suoi autori coordinatori principali.
Prof. Mauricio Amazonas (Centro per lo Sviluppo Sostenibile, Università di Brasilia)
Professore Associato presso il Centro per lo Sviluppo Sostenibile (CDS) dell’Università di Brasilia (UnB). Ha conseguito un Dottorato di Ricerca e un Master in Economia presso l’UNICAMP e una Laurea in Ingegneria Agronomica presso l’ESALQ/USP. La sua ricerca si concentra sullo sviluppo sostenibile, l’economia ecologica, la valutazione ambientale e gli strumenti di politica ambientale. Ha ricoperto posizioni di leadership accademica presso l’UnB, tra cui quella di Direttore del CDS, e vanta una vasta esperienza in materia di politica ambientale pubblica e governance della sostenibilità.

Relatori dall’Italia

Gli Organizzatori

Centro per lo Sviluppo Sostenibile (CDS/UnB) – https://cds.unb.br/

Il Centro per lo Sviluppo Sostenibile dell’Università di Brasilia è un centro interdisciplinare di insegnamento, ricerca e divulgazione dedicato alla comprensione delle dinamiche dello sviluppo sostenibile, con un ruolo di primo piano nelle politiche pubbliche, nella governance ambientale e nella giustizia socio-ecologica. L’evento è coordinato dal CDS Earth Futures Lab: https://cds.unb.br/futurosdaterra
Associazione Italiana per la Decrescita – https://decrescita.it/
L’Associazione Italiana per la Decrescita riunisce ricercatori, attivisti e professionisti impegnati a promuovere sia la teoria che la pratica della decrescita, coniugando la riflessione critica con iniziative concrete volte a costruire società più eque, solidali ed ecologicamente sostenibili
Quaderni della Decrescita – https://quadernidelladecrescita.it/
Quaderni della Decrescita è una rivista interdisciplinare di ecologia, società e politica che promuove il dialogo tra ricercatori, attivisti e professionisti, offrendo una piattaforma per la riflessione critica su decrescita, giustizia ecologica e alternative al paradigma della crescita economica
Movimento per la Decrescita Felice (MDF)- https://decrescitafelice.it/
Il Movimento per la Decrescita Felice è una rete nazionale di attivisti, ricercatori e cittadini che promuovono stili di vita sostenibili, pratiche di mutuo aiuto e trasformazione sociale, con l’obiettivo di costruire comunità più eque, collaborative ed ecologicamente sostenibili.
Decrescita e Sviluppo sostenibile: un paradosso ? Prospettive e dialogo Brasile-Italia