IA la follia del silicio?

da | 9 Giu 2026

Un contributo di Giovanni SIGLIANO, socio del circolo di Alba

Ho passato la vita ad ottenere il massimo risultato col minimo sforzo. Oggi guardo l’IA e vedo il mondo correre nella direzione opposta. Abbiamo costruito la tecnologia più complessa della storia per risolvere problemi che inventiamo apposta.
Ogni volta che usiamo l’IA attiviamo server che elaborano miliardi di calcoli. Ogni inutile ricerca su una IA consuma acqua per raffreddare i server ed energia producendo anidride carbonica.
L’abuso dell’IA finirà per atrofizzare la nostra capacità di pensare. Saremo vittime di una scelta commerciale che ci è imposta in modo consapevole. Le Big Tech ci vendono soluzioni a problemi che non avevamo così affittiamo i loro server in cambio dei nostri bisogni e dei nostri desideri.
L’IA sfrutta calcolatori potentissimi che hanno del miracoloso, usiamola con coscienza per scopi meritevoli. Non facciamola diventare la scusa per la nostra pigrizia intellettuale.
Discutiamone.

La provocazione.
Alla soglia dei 60 anni ho abbastanza esperienza da aver visto e usato nella mia professione da ingegnere attrezzi meccanici, strumentazione analogica, digitale, ed oggi l’AI. Faccio un esempio.
Per accedere al cortile di casa occorre attraversare il vialetto che vi conduce.
C’è un cancello. Occorre la chiave per sbloccare la serratura, si apre il cancello. Si richiude il cancello e si blocca la serratura con la chiave. Questo è il mondo meccanico. Il mondo dei concerti dal vivo, del calcolo sulle dita della mano o con il regolo. Quel che serve è l’impegno a costruire ed installare il cancello.
Al cancello è montato un dispositivo automatico di apertura. Per azionarlo si inserisce la chiave nell’apposito dispositivo di comando, viene chiuso il circuito elettrico. Dopo il tempo necessario ad attraversarlo il cancello si richiude da sé. Questo è il mondo analogico. Il mondo dei vinili, della radio, della calcolatrice. Si consuma un po’ di elettricità, materiale e tecnologia per il dispositivo elettroidraulico oltre al cancello ovviamente.
Il cancello è munito di tastiera numerica con codice da inserire manualmente oppure si apre con telecomando. Il telecomando manda un segnale ad impulsi al ricevitore, che ricopia il codice binario della tastiera. Che si digiti il codice sulla tastiera o si invii con il telecomando il cancello si apre. Il cancello poi si richiude da sé. Questo è il mondo digitale. Il mondo dell’MP3, della tv e dei videogiochi, del computer. Più tecnologia e un po’ di consumo extra rispetto al solo cancello automatico.
Cosa fa l’intelligenza AI. Basta dire “chiama casa ed apri il cancello” ed il microfono del cellulare essendo sempre attivo riconosce il comando mediante l’IA. Invia una chiamata che apre il cancello. La telecamera della domotica grazie all’IA appena vede che si è in cortile chiude il cancello. Aggiungiamo altra tecnologia, altri strumenti, altri consumi.
Abbiamo risolto un problema?
Vorrei un mondo senza cancelli.
Ripartiamo dalle basi: La zappa è uno strumento meccanico. Il termometro a bulbo per controllare il meteo uno strumento analogico. Il calendario uno strumento digitale per contare i giorni, mesi, anni. Carta e penna su cui scrivere aspettative e programmi l’IA.

Esempio che piace agli informatici che ragionano in bit
Prendo l’esempio più facile che esiste: l’identità. Bianco è bianco, nero è nero, 1 è uguale a 1 e 0 è uguale a 0.
Con un sistema analogico è semplice: cavo elettrico e lampadina. C’è corrente? La lampadina è accesa. Non c’è corrente? È spenta. Facile ed economico.
Con il digitale è più o meno uguale: entra un bit (0 o 1), esce lo stesso bit. Facile ed economico.
E con l’AI? Ho provato. Ho costruito la rete neurale più semplice possibile — pochi neuroni artificiali collegati tra loro — e l’ho addestrata per riconoscere quella stessa identità: 1 è uguale a 1, 0 è uguale a 0. Ho dovuto fare centinaia di prove per addestrarlo, altre centinaia per testarlo. E ogni volta che risponde, esegue internamente tra 30 e 250 operazioni.
Alla fine mi dice che 1 è uguale a 1. E che 0 è uguale a 0.
Non mi sembra né facile né economico. Anche se c’è un “ma”: ho preso un mezzo potente ed articolato per risolvere un problema banale.
Se voglio imitare il linguaggio umano, o riconoscere un gatto in una foto, l’AI ha senso — sono problemi che nessun sistema tradizionale sa risolvere. Ma quante volte viene usata l’AI per problemi che invece si potrebbero risolvere in modo semplice, diretto ed economico?
E che impatto ha tutto questo sul pianeta?
Cosa faccio? Chiedo all’AI!
Anzi no. Perché costa troppo al pianeta. E la risposta la conosco già — l’ho avuta a gratis.