Esenzione del bollo auto 2027. Per chi? A spese di chi?

da | 22 Set 2026

Il governo Meloni ha annunciato l’esenzione dal bollo auto per il 2027 per i veicoli fino a 80 kW, coinvolgendo quasi 14,5 milioni di auto e la totalità dei motocicli. Viene presentata come una misura “strutturale”, ma la realtà economica racconta un’altra storia. Come evidenziato dal presidente della Toscana Eugenio Giani, la tassa del bollo viene incassata dalle Regioni che per il 2027 verranno compensate dal governo soltanto per meno della metà dei mancati introiti. Si tratta di un vuoto di bilancio gravissimo che andrà a colpire direttamente la sanità pubblica e i servizi territoriali, finanziati in larga parte proprio dalle tasse automobilistiche regionali.

Chi ne beneficia davvero e chi viene escluso?

Il beneficio reale si limita unicamente a chi possiede già un mezzo privato. Per chi non può permettersi un’automobile, per chi ha scelto la bicicletta o per chi si affida quotidianamente al trasporto pubblico locale, questa esenzione non porta alcun valore. È un intervento sbilanciato che premia l’impronta privata ed esclude la collettività.

Il paradosso della mobilità e del caro petrolio

Mentre le istituzioni scelgono di sollevare da un costo chi possiede un’auto, in diverse città i biglietti dei mezzi pubblici continuano ad aumentare. La motivazione ufficiale è il rincaro dei carburanti e dell’energia, considerati beni primari imprescindibili per mandare avanti il servizio pubblico. Ci troviamo di fronte a un paradosso evidente: chi rinuncia all’automobile si trova comunque a pagare il prezzo del caro petrolio direttamente sul costo del proprio titolo di viaggio.

Sotto la facciata di un aiuto indiscriminato si cela una manovra da 2,3 miliardi di euro che:

  • Taglia risorse vitali alle Regioni e alla tutela della salute.

  • Non tiene conto delle fasce di reddito.

  • Ignora completamente le esigenze di chi sceglie modi di muoversi sostenibili.

Non ci troviamo davanti a un provvedimento pensato per la cittadinanza nella sua interezza, ma a un sussidio mirato a chi possiede un mezzo, sostenuto finanziariamente anche da chi non lo possiede.

La visione sistemica

La questione centrale non risiede nel costo individuale del possesso di un’automobile. Bisogna chiedersi chi sostiene il costo economico e sociale quando la politica sceglie di premiare la proprietà privata a scapito dei servizi primari: la sanità pubblica, i servizi territoriali e la mobilità collettiva.