Nell’ambito del percorso di collaborazione instauratosi fra il Circolo del Movimento per la Decrescita Felice di Roma ed il Gruppo Territoriale di Roma dell’Associazione per la Decrescita, è stato organizzato un ciclo di incontri congiunti di autoformazione. Il primo incontro ha affrontato il tema delle diverse accezioni con cui vengono utilizzati i termini Decrescita e PostCrescita (mercoledì 1/4/26, Città dell’Altra Economia, complesso ex Mattatoio Testaccio, Roma).
L’incontro ha visto la presenza di una folta e partecipata rappresentanza di soci delle due associazioni — sia soci dell’una, sia soci dell’altra, sia soci di entrambe — oltre a un gruppo di simpatizzanti coinvolti tramite passaparola, amici impegnati in altre realtà associative presenti sul territorio romano e sensibili ai temi della decrescita.
Per offrire ai partecipanti una introduzione al tema, l’incontro si è aperto con due presentazioni, tenute ciascuna da un socio in rappresentanza della propria associazione. Va da sé che nelle due presentazioni è emersa un po’ la diversa impostazione di fondo che caratterizza le due associazioni nell’approccio alla riflessione sui principi ed alla proposta delle pratiche decrescenti.
Le due presentazioni di apertura possono essere scaricate, al link in calce. Sebbene non strutturate come presentazioni autonome, ma piuttosto per accompagnare i due interventi, permettono comunque di cogliere gli spunti di riflessione proposti. Si tratta di materiali che sollecitano una riflessione personale, documentata e critica sulle diverse ‘scuole di pensiero’ e sulle relative ‘strategie di azione’ che caratterizzano le modalità di proposta dei principi della decrescita: dalla proposta in astratto di elementi fondativi non negoziabili, alla proposta pragmatica e mediata che ricerca consenso politico
Provando a sintetizzare per chi non ha potuto partecipare:
- Mario, con la sua presentazione, ha posto al centro la specificità della decrescita, enfatizzandone il carattere radicale e conflittuale rispetto all’ideologia della crescita, anche in contrapposizione alle letture più “ad ombrello” della post-crescita. Ha insistito sulle radici teoriche e critiche della decrescita, presentata come posizione autonoma e non riducibile ad altre etichette. In sintesi, una lettura della decrescita come posizione radicale e non riducibile alla post-crescita..
- Michele, con la sua presentazione, ha adottato un’impostazione di tipo review, mostrando come in letteratura i termini degrowth e post-growth non abbiano definizioni univoche e vengano utilizzati in modi diversi. Ha evidenziato la coesistenza di interpretazioni alternative — da concetti distinti a concetti sovrapposti o intercambiabili — talvolta per scelta strategica, talvolta per evoluzione concettuale. In sintesi, un approccio ricognitivo che mette in luce pluralità, ambiguità e sovrapposizioni nel dibattito.
Al di là delle differenze nei contenuti e negli approcci espositivi, le due presentazioni hanno pienamente raggiunto l’obiettivo dell’incontro, stimolando numerose riflessioni, richieste di chiarimento e approfondimenti da parte dei partecipanti e dando vita a un dibattito che, per interesse e partecipazione, avrebbe potuto proseguire a lungo.
Si tratta di un dibattito che potrà comunque proseguire: il tema della PostCrescita è stato infatti scelto come focus di riflessione dal Movimento per la Decrescita Felice ed ha già rappresentato (ad esempio a Venezia nello scorso gennaio) e continua a rappresentare (ad esempio ad Orvieto a giugno) argomento di incontri aperti al territorio ed occasione di collaborazione fra le due associazioni.
Che il dibattito prosegua è importante. Non tanto per stabilire cosa abbiano o non abbiano in comune Decrescita e PostCrescita, quanto per offrire a soci e attivisti la sollecitazione a comprenderne meglio potenzialità, limiti, sovrapposizioni e differenze. In altri termini, per contribuire a creare coscienze decrescenti critiche e consapevoli.


