C’era una volta un padre che sapeva riparare una presa elettrica pericolosa; una madre che faceva il pane in casa e lo conservava per tutta la settimana, uno zio che sapeva coltivare un piccolo orto. C’era, appunto. Perché oggi, una parte di quel sapere “popolare”, l’abbiamo dimenticato, accantonato, messo sotto lo zerbino. Lo consideriamo superfluo, superato, poco tecnologico.
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Decrescita. Fondamento e “questione demografica”
Capita spesso, parlando di società decrescente, di imbattersi su terreni teorici poco praticati e difficilmente praticabili senza adeguate informazioni. I sostenitori del produttivismo hanno dalla loro parte tutte le attrattive superficiali (lusso, ben-avere, marketing, ecc) contro le quali è difficile proporre una ricchezza frugale, l’understatement, o comunque una vita fondata su basi eco-umane che rifiutano l’esistenza inautentica, propria degli oggetti. Per rendere chiara l’idea: giochiamo fuori casa e l’arbitro è strapagato dagli avversari.
Sciopero dei tir, la partita delle accise e la guerra tra le sigle
Immaginate una grande città bloccata da uno sciopero dei trasporti indetto soltanto dai Cobas e contestato dagli altri sindacati. Difficile. Eppure, sostituendo una grande città con l’Italia intera e i conducenti di mezzi pubblici con i padroncini dei tir, è molto facile che accada. Ed è quello che sta succedendo in questi giorni da Torino a Palermo, per una semplice questione di numeri.
E’ contro l’ambiente e la salute. In Bolivia chiude McDonald’s
Passeggiare per le strade di La Paz assaporando un Big Mac non sarà più possibile. In Bolivia, dopo 14 anni, chiude la catena di fast food più diffusa al mondo: McDonald’s. Che, nonostante le persistenti e milionarie campagne pubblicitarie, dopo un intero decennio di perdite ha deciso di levare le tende dagli altipiani andini. La Bolivia è il primo Paese in America ad essere lasciato dalla multinazionale statunitense, la cui ritirata è già avvenuta anche in Iran ed Islanda.
Uniti & Diversi: Il soggetto politico comune purtroppo non nascerà
I portavoce dei cinque movimenti che diedero vita a Bologna, nel dicembre 2010, al movimento "Uniti e diversi" si sono incontrati a Milano, lunedì 19 dicembre, per valutare insieme la situazione di stallo nella quale Uniti e Diversi si trova da diversi mesi e di fronte alla constatazione della impossibilità di costituire il Coordinamento nazionale che era stato deliberato appunto a Bologna.
Spazio, ultima frontiera dell’immondizia
La sonda russa Phobos-Grunt si prepara a rientrare nell’atmosfera terrestre, con rischi non trascurabili che il carburante radioattivo raggiunga il suolo. Nel mentre la ISS fa manovra per evitare di finire tamponata.
Il problema dell’immondizia spaziale è ancora una volta di stringente attualità: che si tratti di sonde pronte a precipitare al suolo o di pezzi di satelliti che minacciano la sicurezza della Stazione Spaziale Internazionale, i rifiuti hi-tech che ingolfano l’atmosfera terrestre sono sempre più un pericolo per la sicurezza.
Acqua uguale democrazia: giù le mani dal referendum
Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.
Nel decreto liberalizzazioni spunta la norma “libera-trivelle”
Capita sempre in questo tipo di provvedimenti, ma la sorpresa che il governo Monti ha introdotto nel decreto liberalizzazioni è di quelle davvero indigeste: un sostanziale via libera alla trivellazione del territorio italiano, incluso il mare e fin sottocosta, per cercare ed estrarre petrolio e gas. Non proprio, per così dire, la promozione della green economy.
Allarme siccità per il Po. A secco i bacini idrici della Romagna e la valle del Reno
L’Emilia Romagna e il Po rischiano di rimanere a secco per l’allarme siccità che è scattato dopo un 2011 con piogge ai minimi storici. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti, basata su dati Isac-Cnr, che ha classificato il 2011 al terzo posto tra gli anni più caldi degli ultimi 2 secoli. “Il risultato più evidente – sottolinea la Coldiretti – è una magra straordinaria nel fiume Po”.

