Dal rapporto sulle attività Lipu del 2011 risulta che alcune tipologie di reato forestale sono fortunatamente in calo, come quelle in ambito Cites, Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora (-24,5% rispetto al 2010), o della tutela di aree protette e paesaggio (-7,4%). Per altre, invece, la tendenza appare stabile o addirittura in crescita. Drammatico in questo senso è il dato relativo agli incendi, con 6.515 reati per un clamoroso incremento dell’83% e un ulteriore crescita registrata nei primi tre mesi del 2012.
Beni comuni
Per superare sia l’individualismo sfrenato e che lo statalismo come forma di funzionamento della società, occorre riscoprire i vantaggi dello stare insieme come comunità dedite alla gestione e fruizione collettiva sotto forma di Beni Comuni, di quanti più beni e servizi possibile. In questa sezione del sito sono disponibili i risultati del lavoro di riflessione ed elaborazione teoriche fra i soci e nei circoli MDF su questi temi ma anche delle pratiche che ne derivano.
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Acciuffiamo la luna
Quale fratellanza e quale cittadinanza c’è da praticare per tutelare l’acqua, l’aria, la terra, la pace e le relazioni sociali ed economiche sostenibili nella consapevolezza di un ineluttabile destino comune per tutti i popoli del mondo?
La guerra mondiale dell’acqua potabile, un diritto negato a molti
Sulla Terra vivono oggi 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Un miliardo di persone però non ha tuttora accesso all’acqua potabile ed è per questo che è necessario attuare una seria politica di risparmi evitando lo spreco che, nei Paesi ricchi, arriva fino al 30% delle risorse idriche disponibili. A sostenerlo è l’associazione UNWATER, promotrice della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo 2012.
Per le conseguenze della mancanza di acqua pulita, ogni 17 secondi nel mondo muore un bambino.
Sperchi zero: Last Minute Market si mobilita anche per l’acqua
A Napoli l’acqua ritorna “bene comune”
Mentre il governo Berlusconi prova a vanificare l’esito referendario, e le parole del ministro Maurizio Sacconi ne sono una riprova, la città di Napoli si adegua alla volontà popolare e ripubblicizza la società di gestione dell’acqua. L’assessore ai Beni comuni Alberto Lucarelli, già protagonista della battaglia referendaria, rimarca il primato: “Siamo la prima amministrazione in Italia che rende attiva la volontà cittadina che si è espressa col referendum del giugno scorso”.
Referendum sull’acqua: “inaccettabili parole di Sacconi”
Il Comitato Referendario “2 Sì per l’Acqua Bene Comune” legge con sconcerto le dichiarazioni del Ministro del Lavoro Sacconi al Convegno del Centro studi di Confindustria. Dice Sacconi: “Mi auguro che troveremo presto il modo di mettere in discussione il referendum sull’acqua nei prossimi mesi”.
Si tratta di una dichiarazione che rappresenta di fatto un ‘golpe’ contro la volontà chiaramente espressa il 12 e il 13 giugno 2011 di 27 milioni di cittadini e garantita dalla nostra Costituzione, la stessa alla quale il ministro Sacconi deve attenersi.
Settimana mondiale dell’acqua: entro il 2050 ne servirà il doppio
Entro il 2050, quando la popolazione mondiale raggiungerà i nove miliardi di abitanti, occorrerà il doppio dell’acqua utilizzata oggi per garantire la sicurezza alimentare. Ad affermarlo è un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep). Il rapporto è stato pubblicato in occasione della Settimana internazionale dell’acqua, organizzata dallo Stockholm International Water Institute, iniziata il 21 agosto.
Le riserve naturali coprono 19 milioni di chilometri quadrati. “Ma non basta”
“Le aree protette non sono sufficienti a salvare il pianeta”. È quanto afferma un nuovo studio dell’Inter-Research Science Center, che evidenzia come nel mondo gli oltre 19 milioni di chilometri quadrati di riserve naturali esistenti (marine e terrestri) siano un importante traguardo.
Acqua pubblica, la lotta continua
"Su l’acqua i cittadini italiani hanno già deciso. Il Terzo polo vuole andare in tutt’altra direzione. E il PD da che parte sta"? Se lo chiedono i comitati referendari dell’acqua bene comune che temono nuove privatizzazioni contrarie al verdetto dei referendum del 12 e 13 giugno.
Con il referendum dello scorso 12 e 13 giugno i cittadini italiani hanno preso una posizione chiara sulla gestione del servizio idrico: deve essere pubblico e fuori dalle logiche di mercato e di profitto.


