Politica e partecipazione

Grandi cambiamenti avverranno solo quando il pensiero della decrescita riuscirà a determinare una rivoluzione culturale in grado di contaminare la sfera politica! Per questo elaboriamo proposte politiche utili a riorientare gli obiettivi di tutti i partiti, oggi unicamente protesi a perseguire la crescita economica. Elaboriamo proposte attuabili a tutti i livelli, con particolare attenzione a quelle implementabili dal basso, dal nostro impegno di cittadini, specie nei piccoli comuni.

“Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori”, parte la campagna nazionale

È partita. Da qualche ora la campagna nazionale Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori ha abbandonato gli ormeggi e da semplice ‘appello’ ha già raggiunto gli onori della cronaca. Il mensile Altreconomia le ha riservato la copertina del numero di Settembre, Cheese l’ha presentata addirittura come primo evento della sua edizione 2011, l’Ansa le ha dedicato un lancio d’agenzia nazionale, i media ne hanno già parlato in assoluta anteprima.

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I Verdi svizzeri fanno il pienone con la Decrescita Felice

Sala gremitissima (e non solo di Verdi) questa sera alla biblioteca cantonale di Bellinzona. Due gli ospiti d’eccezione, invitati in conferenza dai Verdi, il saggista Maurizio Pallante, fondatore del “Movimento per la decrescita felice”, e Alfonso Tuor, giornalista economico. L’interrogativo della serata verteva attorno alla crescita. Non quella elettorale, che ai Verdi sembra non mancare.

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Dalla Libia al Sudan un unico obiettivo: fermare la Cina

Prima la Tunisia, frontiera ovest. Poi l’Egitto, frontiera est. Restava un ultimo ostacolo: Gheddafi. Non solo per mettere le mani sul petrolio libico, ma anche e soprattutto per tagliare la strada alla Cina, che era riuscita a inserire nel proprio network energetico persino il poverissimo Ciad, ai confini meridionali della Libia, mentre appena più a ovest la secessione del Sud Sudan, preparata da Washington, ha sottratto al controllo africano, e quindi cinese, le maggiori risorse del sottosuolo sudanese.

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No Tav: le due attiviste escono dal carcere, ma non sono libere

Escono dal carcere ma non sono libere Elena Garberi e Marianna Valenti, le due attiviste del movimento no Tav arrestate durante gli scontri al cantiere della Maddalena di Chiomonte la sera dello scorso 9 settembre. Il Tribunale del Riesame di Torino ha infatti concesso ieri ad Elena Garberi, detta Nina, gli arresti domiciliari e a Marianna Valenti l’obbligo di dimora: non può uscire dai confini di Oglianico, comune in provincia di Torino dove vivono i suoi genitori.

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Il far west dei gas serra in Europa. Manca un organismo di controllo

È vietato in tutta Europa da quasi due anni, resiste in atmosfera per quasi tre secoli ed è migliaia di volte più dannoso della CO2: è il trifluorometano, meglio conosciuto come fluoroformio. Ma come è possibile, come nel caso italiano, che per ben 15 anni non se ne sia rilevata la presenza? Il problema sta nell’affidabilità dei controlli.

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Al Gore in prima fila per l’ambiente. Adesso torna con una nuova campagna

A cinque anni dai successi di “Una scomoda verità”, Al Gore torna con una nuova campagna sui cambiamenti climatici. Che, il prossimo 14 settembre, verrà lanciata attraverso un intero giorno di diretta streaming da tutto il mondo. New York, Nuova Delhi, Australia, Istanbul, isole Tonga: sono solo alcuni dei luoghi che le 24 Hours of Reality vogliono raccontare, mostrando contenuti multimediali forniti direttamente dalle persone (di 13 lingue diverse) residenti nei 24 Paesi coinvolti dall’evento (uno per ogni fuso orario).

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“Rivolta disorganizzata, ma la politica c’entra”. Il precedente nell’era Thatcher, tra crisi e tagli

“Londra non è come Parigi, non esistono le banlieue, i quartieri poveri convivono al fianco di quelli ricchi. E qualche volta questi due mondi inconciliabili entrano in conflitto”. John Foot è uno storico dell’University College di Londra e ha sempre lavorato tra la Gran Bretagna e l’Italia, dove ha pubblicato diversi libri. Si è ritrovato in mezzo alla rivolta scoppiata nella sua città. Una rivolta, afferma, “che non ha nessuna organizzazione alle spalle, ma la politica in qualche modo c’entra”.

In che modo?

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