Un’Italia devastata dal cemento, dalle nuove costruzioni che non recuperano nulla del vecchio e dallo scempio costante e reiterato delle zone più belle. Non è che stamattina mi sia alzata con la luna storta, è semmai che questi distruttori del mondo me li ritrovo sempre tra i piedi. Anche sull’appennino tosco-emiliano. Al momento sto dicendo “fortuna che la casa l’abbiam presa solo in affitto” ma questa vita da errante mi sta stancando. Ormai è evidente che in Italia non sia più possibile star tranquilli e ho una mezza idea di chi devo ringraziare.
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Il gioco delle tre truffe
Fino a un mese fa, chiunque azzardasse qualche pallida critica, qualche tenue perplessità, qualche timida riserva sul ritorno al nucleare veniva bollato da un ampio fronte di giornali, politici ed “esperti” come un vecchio rottame nemico della Modernità. E non solo dagli house organ del Cainano, ma anche da quelli della banda larga dei costruttori che già pregustavano la pappatoia degli appalti per le nuove centrali atomiche.
Rinunciare al nucleare per svendere l’acqua
Con una mossa a sorpresa il governo tenta di infliggere un colpo mortale ai referendum del 12 e 13 giugno. Il Senato ha approvato ieri un emendamento al cosiddetto “decreto Omnibus” del 2008 attraverso il quale viene cancellato il previsto ricorso al nucleare come elemento che avrebbe caratterizzato la strategia energetica dell’Italia nei prossimi anni.
Nucleare, Greenpeace: “Vicino a Chernobyl ancora cibo radioattivo dopo 25 anni”
Latte radioattivo. Ma anche funghi e mirtilli, patate e carote. A venticinque anni dalla catastrofe di Chernobyl, nella zona del disastro la radioattività non se n’è ancora andata. Almeno secondo Greenpeace, che a marzo ha eseguito una nuova ricerca in Ucraina con risultati “inquietanti”: i livelli di contaminazione sono ancora alti in molti alimenti, come latte e frutti di bosco.
Nucleare? No, grazie, avevamo scherzato
Dopo avere passato oltre un mese ad arrampicarsi sulle superfici di specchi troppo lisci, dopo avere mandato allo sbaraglio in Tv e sui giornali improbabili rappresentanti del mondo scientifico pervasi di cocente imbarazzo, dopo avere tentato di tergiversare laddove non esistevano spazi né margini, anche il governo italiano si è visto costretto a prendere atto del fatto che la catastrofe di Fukushima ha messo una definitiva pietra tombale sulla fallimentare esperienza della produzione energetica per mezzo del nucleare.
Nucleare: il governo fa retromarcia… a metà
Palazzo Chigi ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus l’abrogazione di tutte le norme per la realizzazione degli impianti. Ma ci sarebbe il trucco. Secondo il WWF "si abrogano solo le disposizioni sottoposte a referendum ma non l’intero complesso di norme sul nucleare". Un modo come un altro per depotenziare i referendum del 12 e 13 giugno.
Stop al programma: inserita nella moratoria l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di nuovi impianti. E potrebbe decadere il referendum.
La morte di un eroe del nostro tempo
La morte di un eroe del nostro tempo, che, sempre di più, avrà bisogno di eroi. Vittorio Arrigoni è stato ucciso perché chi uccide non tollera testimoni. Ma anche perchè la spirale di follia in cui questo mondo sta scivolando richiederà sangue sull’altare dei potenti. Il modo migliore di onorare la sua memoria sarà quello di prepararci a fronteggiare un’ondata di violenza che sarà proporzionale alla gravità della crisi in cui si dibattono i poteri che hanno condotto il pianeta nella tempesta che è già cominciata.
In Italia il 47 % dell’acqua si spreca prima di usarla
Dai recenti dati diffusi dall’Istat sul consumo idrico in Italia emerge che alle insane abitudini degli italiani, che sprecano l’acqua come se fosse inesauribile, si affiancano le condizioni pessime in cui versa la rete di distribuzione. Fino al 47% dell’acqua potabile, infatti, viene dispersa prima di arrivare nelle case.
Risposta al Presidente di Mineracqua Ettore Fortuna: “L’acqua in bottiglia è il più grande nemico dell’ambiente”
Da un po’ di tempo noi, un gruppo di ragazzi di Campobasso, stiamo scrivendo degli “articoli” per descrivere la cosiddetta “società della decrescita”.

