Trentamila per i No-Tav, ma solo seimila per la questura. Oppure, a scelta, almeno diecimila per i quotidiani. O ancora: ventimila per la Fiom, che di conteggi ai cortei se ne intende. RaiTre si limita a parlare di “migliaia” di manifestanti, mentre il sito ufficiale No-Tav parla di 25.000 persone. Tantissime, comunque: troppe, in ogni caso, per chi le teme. E a ragione: l’8 luglio, Torino è stata letteralmente invasa.
Politica e partecipazione
Grandi cambiamenti avverranno solo quando il pensiero della decrescita riuscirà a determinare una rivoluzione culturale in grado di contaminare la sfera politica! Per questo elaboriamo proposte politiche utili a riorientare gli obiettivi di tutti i partiti, oggi unicamente protesi a perseguire la crescita economica. Elaboriamo proposte attuabili a tutti i livelli, con particolare attenzione a quelle implementabili dal basso, dal nostro impegno di cittadini, specie nei piccoli comuni.
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Controlli nucleari, cresce l’adesione agli stress test. Aderiscono sette Paesi esterni alla Ue
Cresce l’adesione agli “stress test”, i controlli voluti dalla Commissione europea in seguito alla tragedia di Fukushima e avviati all’inizio di giugno per verificare la sicurezza degli impianti nucleari dell’Ue. Sette nazioni esterne all’Unione si sono accordate in questi giorni con Bruxelles per condurre volontariamente questo tipo di accertamenti.
Smettiamola di considerarli fastidi limitati
Perché i sessantamila abitanti della Val di Susa, in netta maggioranza contrari, e per ottimi motivi, all’enorme cantiere dell’Alta Velocità, si sono ritrovati di fianco gli alleati peggiori, cioè i violenti militarizzati decisi allo scontro con le forze di polizia? Risposta: perché da 22 (ventidue) anni le forze politiche nazionali derubricano a «fastidi limitati» l’impatto che l’ennesima perforazione della montagna comporterà sulla popolazione locale.
Trionfo No-Tav: l’Italia scopre la resistenza della val Susa
Lunedì 27 giugno 2011: data che lascerà un segno nella disastrata agenda politica italiana, grazie all’eroica resistenza civile dei No-Tav che hanno costretto il governo all’uso della forza per sequestrare la valle di Susa, facendo esplodere una protesta che sembra aver finalmente aperto gli occhi all’opinione pubblica nazionale rinvigorita dai referendum e sempre più stanca di ladri e cialtroni.
Tav, battaglia in Val di Susa: Polizia sfonda le barricate
Un presidio No Tav è stato promosso per questo pomeriggio davanti alla sede del Pd torinese. A darne notizia una nota del Cub Piemonte in cui si annuncia che coloro che si oppongono all’opera e non possono recarsi in Val di Susa “si troveranno di fronte alla sede del Pd per ringraziare coloro che hanno chiesto l’intervento dell’esercito contro il movimento No Tav”.
Monnezza per seppellire De Magistris, temuto da tutti
No, non è una battuta sui sacchetti multicolori. Ma un dubbio amaro che viene guardando le foto della rivolta napoletana di stanotte. De Magistris si è insediato da appena una settimana, e la città è percorsa da una rivolta come mai si era verificato negli anni scorsi. Ma non avevano votato ieri per De Magistris con percentuali bulgare? Ora gli stessi si rivoltano contro di lui, senza neanche dargli il tempo di attaccare il cappotto? Non solo. Nelle foto si vede gente a volto coperto (mascherine anti miasmi, si come no) che sbandiera tutta contenta sopra mucchi di monnezza.
Castelli scarica la Tav: è tardi, forse può saltare tutto
Aria di fallimento per la Torino-Lione?
Val di Susa, presidio No Tav “Siamo pronti a resistere”
Cresce lo stato di allerta presso la “Libera Repubblica della Maddalena”, il sito di Chiomonte, in Val di Susa, dove i No-Tav sono pronti a fare resistenza passiva in caso di intervento delle forze dell’ordine. In mattinata sopra il presidio giravano alcuni elicotteri della polizia per filmare la zona, e si temono i primi sgomberi da parte della polizia già nel corso della prossima notte. In caso di allarme, i valsusini contano di mobilitare migliaia di persone nell’arco di pochi minuti.
Referendum, ecco ora che cosa cambia
Tra rimedi e scappatoie: legge sull’acqua e prescrizione breve
E adesso che i referendum sono passati, cosa cambia davvero? Le reazioni a catena dei quattro sì anticipano qualcosa di nuovo sul futuro dell’Italia. E del governo: a partire dal suo primo ministro.
Non c’è più il legittimo impedimento

