Stili di vita

Cosa significa vivere in modo decrescente? Dall’alimentazione alla salute, dal turismo responsabile alle pratiche anti-consumiste. Perchè la decrescita non è solo teoria ma uno stile di vita veramente sostenibile basato sul rispetto del territorio e sul consumo critico. La decrescita non si identifica con la riduzione volontaria dei consumi per ragioni etiche, perché la rinuncia implica una valutazione positiva di ciò a cui si rinuncia. La decrescita è il rifiuto razionale di ciò che non serve.

Il Vangelo e il casinò mondiale

In questo periodo quaresimale sento l’urgenza di condividere con voi una riflessione sulla "tempesta finanziaria" che sta scuotendo l’Europa, rimettendo tutto in discussione: diritti, democrazia, lavoro… In più arricchendo sempre di più pochi a scapito dei molti impoveriti. Una tempesta che rivela finalmente il vero volto del nostro Sistema: la dittatura della finanza.

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Cinque galline e wi-fi condiviso: così vivo con 200 euro al mese

«Ho cinque galline. In un anno ciascuna produce duecento uova. Quindi mille uova a 35 centesimi l’uno, fanno un totale di 350 euro». Pecoranera è svelto a fare i conti. D’altronde fare i conti al centesimo è una necessità per uno che dice di vivere felicemente con soli duecento euro al mese, scatenando il putiferio su Internet. Eccolo qui, tra galline e ravanelli, il «vivere altrimenti» di Devis Bonanni, 27 anni, nato e cresciuto a Raveo, in Carnia (Udine).

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Ascoltateli, il digiuno contro la Tav

A partire dal 17 marzo un gruppo di cittadini ha deciso di iniziare un digiuno, per incentivare il dialogo sull’alta velocità. L’azione, denominata Ascoltateli, si propone come un momento per riaprire il dialogo sull’alta velocità. Ci sono digiunanti a Torino, Trieste, Genova e Val di Susa. Ogni giorno, al presidio centrale di Torino, vengono organizzati incontri per approfondire i temi legati al progetto del Tav. Tra i relatori ci sono noti tecnici come Luca Mercalli: “Bisogna ascoltare le ragioni dei NoTav.

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‘Se paghi puoi distruggere il paesaggio’: ambientalisti contro la delibera di Caldoro

Come nel libro ‘1984‘ di George Orwell, dove il ministero della Pace si occupava di fare la Guerra, le parole sarebbero usate con un significato opposto a quello ufficiale. Per la giunta regionale campana guidata dal Governatore pidiellino Stefano Caldoro (assessore all’Urbanistica il pidiellino Marcello Taglialatela), la delibera appena approvata detterebbe “norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio in Campania”.

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La guerra mondiale dell’acqua potabile, un diritto negato a molti

Sulla Terra vivono oggi 7 miliardi di persone che si prevede arriveranno a 9 miliardi nel 2050. Un miliardo di persone però non ha tuttora accesso all’acqua potabile ed è per questo che è necessario attuare una seria politica di risparmi evitando lo spreco che, nei Paesi ricchi, arriva fino al 30% delle risorse idriche disponibili. A sostenerlo è l’associazione UNWATER, promotrice della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo 2012.

Per le conseguenze della mancanza di acqua pulita, ogni 17 secondi nel mondo muore un bambino.

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Cemento Spa: dal Nord al Sud corruzione e abusivismo

Abusivismo, mafia, corruzione: tutti i reati collegati al ciclo del cemento e delle costruzioni costituiscono una piaga non soltanto del Sud Italia ma dilagano anche al Nord. Questo uno dei dati emersi da Cemento Spa, il dossier di Legambiente presentato ieri mattina a Genova, in occasione della XVII Giornata contro tutte le mafie, organizzata per sabato a Genova dall’associazione Libera.

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I “Nobel dell’ambiente” contro il mito della crescita

Sovrappopolazione, riscaldamento globale, perdita di biodiversità, scarsità di risorse: il mondo oggi si trova ad affrontare un mix esplosivo di problemi sociali ed ambientali in quella che è “un emergenza senza precedenti”. A portarci a questo punto sono stati il mito della crescita infinita e la fiducia nel libero mercato: per gestire la situazione occorre cambiare approccio.

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La crociera, un modello di turismo da ripensare

Dopo il disastro della Costa Concordia, diventano evidenti gli interrogativi su quella particolare forma di turismo di massa rappresentata dalle crociere. Un’industria cresciuta senza limiti e senza regole, con navi sempre più mastodontiche, porti smisurati per accoglierle, lavoratori reclutati nei paesi più poveri per salari minimi. Se l’impatto ambientale è molto rilevante, il contributo economico alle destinazioni è invece molto contenuto. Un modello che non corrisponde alle esigenze di sviluppo turistico del nostro paese.

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