Dalla finestra della mia cucina si vedono dei prati verdi, dietro delle case e in fondo, ritagliate nel cielo, le montagne ancora spruzzate di neve.
Una volta i prati erano divisi da filari di salici che allungavano le loro radici nelle rogge.
L’acqua scorreva trasportando semi, piccoli insetti; a volte pezzi di plastica o bottiglie, dandogli comunque un senso, un ritmo, o anche solo una direzione.
Adesso non più.
Gli animali per bere devono spostarsi, esponendosi a rischi di svariata natura.

