C’è chi abita il mondo selvatico, come il daino, e chi lo attraversa soltanto, come i cacciatori, gli appassionati di motocross e gli escursionisti. Inutile farsi illusioni: non basta andare a piedi per lasciarsi alle spalle Babilonia. Il mondo selvatico ci è negato, ma possiamo imparare ad ascoltarlo, oltre il chiasso dei motori a scoppio, dei fucili e degli inni sacri per la Natura perduta.
Wu Ming 2, Il Sentiero degli Dei, Ediciclo
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Consumo di territorio: parte la campagna nazionale
Troppi terreni cementificati, troppe case sfitte, troppi capannoni abbandonati: invece di dispensare nuove colate di cemento si potrebbe recuperare l’esistente. Il 27 febbraio prossimo parte la prima campagna nazionale del Forum: “Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori” è la proposta di un censimento capillare, in ogni Comune italiano, per mettere in luce quante abitazioni e quanti edifici produttivi siano già costruiti ma non utilizzati, vuoti, sfitti.
I nuovi deportati della crescita infinita
Questo quotidiano, nel numero di mercoledì, riporta la notizia che in Cina la popolazione cittadina ha superato quella rurale. Sicuramente, ciò che ha determinato l’abbandono delle campagne è stata la massiccia industrializzazione della nazione. Ça va sans dire!
Trivellazioni. In rete lo spot: “Tenete la Shell lontana dall’Artico”
Merita proprio di essere visto e diffuso lo spot dell’organizzazione ambientalista non governativa Natural Resources Defense Council (NRDM). leggi tutto
NON CON I MIEI SOLDI
Con il “Bond sulla morte” lanciato da Deutsche Bank (ne hano parlato di recente i giornali Avvenire e Repubblica) è stato violato un ulteriore tabù ed è caduto l’ultimo velo di ipocrisia del mondo finanziario, che non è diventato altro che un immenso casinò, senza alcun legame con l’economia reale e senza etica, dove si scommette perfino sulla morte. Se il “vecchietto” muore prima del previsto, vince l’investitore; se muore dopo, vince la banca (qualcuno potrebbe farsi venire strane tentazioni!).
Amianto, un’altra Casale nell’Oltrepo pavese. A Broni 700 morti. E ancora nessun colpevole
“Il male della cementifera”. Era così che la gente di Broni, fino agli anni ’90, definiva la rara forma di tumore ai polmoni che colpiva con preoccupante frequenza i suoi abitanti. La patologia era sempre quella: mesotelioma pleurico. E le vittime si moltiplicavano. Le stime più prudenti parlano di almeno 700 morti accertati fino a oggi. Tutti, in paese, sapevano che il tumore dipendeva dalle polveri fuoriuscite da quella fabbrica, la cementifera Fibronit. Morivano gli operai. Morivano le loro mogli che lavavano le tute impregnate di quella sostanza.
Troppi danni alle falde acquifere
Urbanizzazione selvaggia, abuso di fertilizzanti, allevamenti intensivi. Le risorse idriche italiane ed europee stanno rischiando di essere eccessivamente compromesse. La soluzione secondo l’Europa? Dare priorità ad una gestione oculata del suolo. Ma anche all’uso efficiente e razionale dell’oro blu.
La ‘caccia alla terra’ per i biocarburanti minaccia i poveri del mondo
Negli ultimi dieci anni, oltre 40 milioni di ettari di terreno nei paesi in via di sviluppo sono stati acquisiti da imprese per la produzione di biocarburanti. Lo segnala un nuovo studio pubblicato dalla International Land Coalition. Il rapporto esamina esclusivamente le grandi acquisizioni di terreni, che tra il 2000 e il 2010 ammontano a 200 milioni di ettari di terreno: di questi, gli autori hanno individuato 71 milioni di ettari dedicati agli agro-carburanti.
Val di Susa: sparisce l’acqua, restano i disastri
Ho partecipato oggi al VII Congresso Nazionale di Medicina Democratica, che si sta tenendo a Milano, all’Università degli Studi, da ieri a domani.
Ero, insieme all’amico Luigi Robaldo della Val di Susa, nel gruppo di lavoro che ha riguardato i beni comuni: che cosa sono e come difenderli. Ho parlato di acqua, inteso come bene comune, primo indicatore dell’impatto ambientale di una “Grande Opera”, in questo caso dell’Alta Velocità.

