Diventa tecnico anche tu

Nell’ambito del ritrovato spirito di sobrietà e coesione nazionale lungamente auspicato dalle più alte cariche dello Stato e dalle maggiori autorità civili, militari, religiose, finalmente realizzato dal governissimo che fa benissimo, l’intero Paese è chiamato a uniformarsi al nuovo afflato che soffia dai palazzi della politica, evitando smagliature e conflittualità atte a guastare il clima unitario e a ripiombar

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Manifesto per la terra e per l’uomo

Il 15 novembre è uscito in libreira il "Manifesto per la terra e per l’uomo" di Pierre Rabhi, algerino, nato nel 1938, il "contadino poeta" guru dell’agroecologia e fondatore dell’associazione Terre & Humanisme (http://www.terre-humanisme.org/)

Pierre Rabhi è un personaggio straordinario, una delle figure di riferimento per la cura e la tutela della terra. Il suo Manifesto è il libro più importante in uscita di add editore, ed è un nostro grande desiderio potere fare conoscere Pierre Rabhi in Italia

In allegato la scheda del libro.

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Ci chiederete sacrifici, ma la guerra ci costa 3 milioni all’ora

Caro presidente Monti, caro ministro ammiraglio Giampaolo Di Paola. Il vostro è un governo tecnico, che più tecnico non si può. Nemmeno un politico ne fa parte, e questa oggi potrebbe essere anche una buona notizia. Siete stati incaricati di risanare il nostro Paese. Potreste per favore cominciare dalle spese più mostruose, più mostruosamente inutili e più inumane che lo Stato italiano affronta?

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Tav, grandi opere e debiti folli: la catastrofe Zapatero

Vi ricordate Josè Zapatero, detto “Bambi”, simbolo e idolo della nuova sinistra? Ora è l’autentica maledizione. Non solo della Spagna e di Mariano Rajoy, il successore annunciato chiamato ad arginare la voragine ricevuta in eredità. Ma di tutti noi. Il vero grande malato d’Europa, quello capace d’affossarla, non è né l’Italia, né la minuscola Grecia, ma come ricorda l’“Economist”, la Spagna. Il suo vero cancro, pernicioso e contagioso, sono 308 miliardi di mutui sull’edilizia pubblica e privata.

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Monti rinnega i poteri forti

Punto sul vivo, l’accusato nega, ma negando implicitamente ammette la sua colpa. È quanto è accaduto al neo-premier Mario Monti nel suo discorso d’insediamento di ieri in Senato, là dove l’economista trilateralista e bilderberghiano si è difeso dagli attacchi sui suoi comprovati (e da lui non smentiti) legami con le grandi lobby internazionali: contro l’Italia «non ci sono complotti internazionali» né da parte «dei poteri forti».

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