La multinazionale da 93 miliardi di fatturato annuo dà seguito ad un accordo per ripristinare l’immagine del sassarese dopo lo sversamento di migliaia di litri di olio combustibile in mare a gennaio: 54mila euro di investimento nelle reti Mediaset, per realizzare un servizio sulle bellezze marine locali.
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Le penne nere a Chiomonte: lo spirito alpino è No-Tav
«Il vero spirito alpino è da questa parte della barricata. Mio padre e mio nonno erano alpini, se fossero ancora vivi sarebbero qui con me, a portare con orgoglio il cappello con la penna nera. Gli alpini difendono la montagna, non la feriscono». Nelle parole di Valter, No Tav di Condove, c’è la vera anima della valle che non si arrende: arrabbiata, diffidente, solidale. L’appello del presidente dell’associazione nazionale a non mischiare le tradizioni del corpo con la protesta contro l’alta velocità è stato accolto come una sfida.
No-Tav d’Oc: orgoglio occitano per un’altra Europa
Desmesura: letteralmente, “dismisura”, anche in spagnolo castigliano; e prima ancora, nella madre delle lingue neolatine, l’occitano. «Con che desmesura si opprime il conte di Tolosa!», protestava la resistenza libertaria nel 1200 contro la ferocia dei torturatori francesi nella storica, sanguinosa crociata in terra europea, il genocidio degli Albigesi che proteggevano l’eresia càtara nelle loro terre per difendere la propria sovranità.
Scorie nucleari: le nuove regole dell’Unione europea
L’Unione europea ha varato ieri una nuova direttiva per lo smaltimento di scorie radioattive dei 143 reattori nucleari presenti in Europa. Secondo la nuova norma, i singoli Paesi dovranno sottoporre i loro primi programmi nazionali nel 2015 indicando i tempi per la costruzione e le modalità di finanziamento dei depositi finali. Al momento i 14 stati membri dell’Ue che fanno uso dell’energia nucleare accumulano per decenni le scorie radioattive in bunker in superficie o in magazzini, mentre si raffreddano.
Risposta del prof. Angelo Tartaglia, del Politecnico di Torino, alla lettera di Chiamparino ed Esposito
Gentile dr. Trossero,
in questi giorni si fa un grande scrivere di Val di Susa e NOTAV restando rigorosamente sul piano della pura cronaca e senza mai entrarre nel merito o dando quest’ultimo per scontato. Un esempio è la lettera di Chiamparino e di Esposito che l’Eco ha pubblicato. Le allego una mia lettera sul tema, ispirata dall’altra, e le sarei molto grato se volesse pubblicarla.
Il martirio di Fukushima sarà il martirio di tutti
Fukushima: non dare i dati è servito (come nel caso di Chernobyl, di Three Miles Island e di chissà quanti altri “incidenti minori”) a far sì che milioni di persone si trovassero esposte a quantitativi veramente significativi e pericolosi di radioisotopi.
Armi chimiche contro i No-Tav: gas Cs cancerogeni
Armi chimiche: proibite in guerra, ma ideali per sgominare i No-Tav in valle di Susa. In base alle convenzioni internazionali ratificate anche dall’Italia, i soldati impiegati in Afghanistan non possono utilizzare gli aggressivi chimici presenti invece nei lacrimogeni utilizzati in valle di Susa dalle forze di polizia per lo sgombero dei manifestanti che si oppongono alla Torino-Lione.
Dopo Fukushima, l’atomo declina. Ma le rinnovabili hanno bisogno di buona politica
Continua il declino dell’energia nucleare, contrapposto (ora anche in Giappone, dopo l’incidente di Fukushima) a una crescita costante delle energie rinnovabili: che entro il 2050 arriverebbero a soddisfare l’intero fabbisogno planetario. Una tendenza, quella del tramonto dell’atomo, confermata dai dati di diversi studi internazionali. Il primo degno di nota è lo Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation, un rapporto di 900 pagine presentato dall’Intergovernmental panel on Climate Change (Ipcc), firmato da 120 ricercatori.
Val di Susistan
Dopo le missioni di guerra al soldo degli americani, Bosnia, Iraq, Afghanistan, Libano, Libia, inizia la stagione delle missioni militari al servizio della mafia del tondino e del cemento, e quale teatro potrebbe essere più consono ad inaugurarle, della Valsusa ribelle, dove i "talebani" NO TAV rifiutano il treno veloce , le gallerie scavate a dinamite e la didascalia del progresso?

