La politica energetica italiana è articolata, all’apparenza, in più direzioni, difficile trarne un filo conduttore esplicito, dichiarato, espressivo di una linea d’azione preponderante. E’ così da tempo. Il Decreto Legislativo n. 28 del 2001 (1) sulle rinnovabili si inserisce in questo contesto.
Il Governo italiano, i Governi italiani (sarebbe meglio dire), ci vanno, spesso, a nozze con tale approccio nel settore dell’energia e della c.d. legislazione ambientale.
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L’altro abitare: un condominio solidale a Fidenza (Prima parte)
Una città che conosco bene: Messina. Una strada che conosco bene: la via Bellinzona. Un condominio che conosco bene: l’isolato 505A. E una storia che conosco bene: la sua. Provate a girarci intorno: vi sembrerà una catapecchia in rovina. L’intonaco cade a pezzi, la pittura è sbiadita e scrostata, i cornicioni sono sbrindellati. Entrate nel cortile: la pavimentazione è piena di crepe, molti dei portoni sono rotti. Entrate in uno di essi: ciò che avete visto fuori si ripete identicamente all’interno.
Ecomafie, non Green Economy: il Salento in rivolta
«Aiuto, il Salento sta morendo». Di cemento? Sì, ma non quello dei soliti palazzi. Il nuovo nemico ha un nome suggestivo e ingannevole: green economy. Che per il “Forum ambiente e salute”, network di comitati e associazioni per la difesa del territorio, in Puglia fa rima con devastazione, malversazioni spregiudicate e persino infiltrazioni mafiose per il facile riciclaggio di denaro sporco. «La green economy industriale sta devastando il nostro futuro». Paradosso?
Notte Gialla
Alcune realtà associative piemontesi hanno deciso di portare nelle piazze, nelle strade, direttamente alla cittadinanza l’informazione, attualmente del tutto assente dai media tradizionali, sui contenuti del prossimo appuntamento referendario che chiamerà gli elettori italiani ed esprimersi, il prossimo 12 e 13 giugno, sulla privatizzazione dell’acqua, sul programma nucleare e sul legittimo impedimento.
Il polmone verde del mondo sarà ufficialmente protetto per legge
Quasi metà della foresta amazzonica brasiliana sarà ufficialmente protetta dalla legge. A rivelarlo è uno studio socio-ambientale: il 44% dell’Amazzonia brasiliana si troverà sotto la diretta tutela del governo, in seguito all’annuncio del governo di Dilma Rousseff di voler creare numerose nuove aree protette. In teoria un’ottima notizia per la biodiversità e la territorialità indigena, se solo non fosse così drammatica la carenza di personale di sorveglianza: appena una guardia forestale per 1.800 km quadrati.
B come BICICLETTA
Elogio della bicicletta in occasione della seconda Giornata Nazionale della Bicicletta domenica 8 maggio.
Sì, pedalare, perché la bicicletta…
Non è solo uno strumento o un mezzo di trasporto, ma mescola sport, relax e piacere.
È una filosofia e un linguaggio, è simbolo e utopia.
È popolare e intellettuale.
È democratica e snob.
È universale e gentile.
Restituisce il piacere di un movimento che è naturale, proprio come respirare.
Fa stare bene.
È a dimensione d’uomo.
Si può fare, basta iniziare
Lavoriamo per comprare. Lavoriamo per consumare prodotti di cui potremmo fare a meno. Compriamo cose come se fosse una malattia che ci ha afferrato e di cui non sappiamo trovare l’antidoto. E così ci hanno fregati e schiavizzati a lavorare 48 ore al giorno per 6 giorni sottopagati. Abbiamo perso il gusto per lo stare insieme, perso il gusto e la nostalgia dello stare in famiglia. Abbiamo smarrito la fisionomia dei volti dei nostri familiari. Quando uno entra dalla porta subito l’altro è costretto ad uscire per andare a lavoro.
A Cuba una rivoluzione agroecologica per l’autosufficienza alimentare
A sessantacinque anni Nelson Campanioni è fiero di fare il contadino e non vuole essere trattato da sognatore quando spiega che a Cuba le città possono accogliere distese di orti. Campanioni è il segretario esecutivo del Programma nazionale d’Agricoltura urbana e suburbana, “una rivoluzione agroecologica” secondo lui, che consiste nel moltiplicare le aree agricole e orticole in città, occupando anche i tetti dei palazzi.
Gran Bretagna, un terzo del cibo finisce in pattumiera. Un lusso dannoso per l’ambiente
Spreco di cibo, un lusso che danneggia l’ambiente. Secondo uno studio del Wwf, gli inglesi buttano via un terzo di quello che comprano, bruciando almeno 500 sterline per famiglia. E non sanno che, così facendo, contribuiscono all’inquinamento, visto l’inutile trasporto di merci che poi vengono buttate via e lo spreco di risorse idriche utilizzate per produrre il cibo scartato. Insieme agli alimenti, è come se finissero nella spazzatura 6,2 miliardi di metri cubi d’acqua, 300 litri al giorno per ogni inglese.

