Spesso si ha la sensazione che in numerosi ambienti a vario titolo alternativi si vada verso direzioni stabilite non tanto in seguito ad analisi razionali della realtà, quanto per adesione acritica a parole d’ordine, a obiettivi standardizzati. E si ha la sensazione che la loro importanza sia più quella di essere definitori di un’identità di gruppo piuttosto che di essere davvero vie di cambiamento del mondo reale.
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Epidemiologia, la bestia nera del nucleare
L’epidemiologia è definita come «la disciplina biomedica che si occupa dello studio della distribuzione e frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione». In poche parole, la nemica numero uno di chi fa affari inquinando. E l’Italia ha un paio di primati, in questo senso: l’abbondanza di faccendieri senza scrupoli e la corrispettiva penuria di studi epidemiologici, che sarebbero d’intralcio ai vari business delle varie cricche affaristico-politiche. Altrove, ad esempio in Germania, le cose vanno molto diversamente.
Tav: come ridurre la val Susa a un corridoio di morti
Non vorrei sembrare troppo pessimista ma, secondo me, sulla questione Tav la valle di Susa ha comunque perso. Ha perso se la faranno, poiché all’oligarchia medievale di questa repubblica afghana poco importa la sorte di 80.000 sudditi intubati in un corridoio di morti. Il potere politico ed economico – che sono poi la stessa cosa – sa perfettamente che i soldi non ci sono ma non può più permettersi di rimandare un’opera già lottizzata e divisa tra famiglie di potenti.
Ignoranza, stupidità o viltà? Bhò?!
Ancora non riesco a capire quanto peso abbiano, nei nostri pensieri, tali sconcezze: ignoranza, stupidità e viltà. Non prendo in considerazione la cattiva fede perché è ovvio, una persona intelligente può esser in cattiva fede ma non è stupida, magari egoista o imbrogliona ma non stupida.
A quale tema accenno? Alla moneta!
C’è una possibilità: qualcuno, al Governo, domani mattina decide di dire pubblicamente la verità: l’Italia, secondo i modelli ed i sistemi attuali di misurazione della crescita e dell’economia, è in default "si adottino le misure per salvarla".
Italia pronta a diventare il magazzino nucleare della NATO
Nonostante lo storico discorso di Barack Obama tenuto a Praga il 5 aprile 2009, nel quale il presidente americano dichiarava che gli Stati Uniti avrebbero fatto «passi concreti verso un mondo senza armi nucleari, rafforzando il Trattato di non-proliferazione che impegna i paesi nucleari ad eliminarle e quelli non-nucleari a non acquisirle», lasciando intendere di essere favorevole alla rimozione delle armi nucleari statunitensi dall’Europa, nel corso della riunione dei Ministri della difesa che si è tenuta a Bruxelles lo scorso 14 ottobre è stata approvata la direttiva NATO seco
Vendere automobili agli alieni? Allora sì, il mercato si riprenderebbe
Il mercato europeo dell’auto è in discesa libera. Lo scorso mese il calo è stato del 16,1%. Ma non si trattava del primo mese in cui accadeva una cosa del genere: il trend, così pesantemente negativo, non si ferma da ben sette mesi. In quelli precedenti, inoltre, non è che la cosa fosse andata così bene. Le immatricolazioni calano dal 2008 e presumibilmente continueranno a calare, ancora.
Alta velocità, questa voragine che non è solo finanziaria
Abbiamo più volte sostenuto su queste pagine come il progetto dell’alta velocità italiana costituisca una voragine finanziaria nell’ordine degli 80 miliardi di euro, a carico del contribuente italiano, dei suoi figli e dei suoi nipoti, che saranno costretti a ripagarne i costi spropositati nel corso dei prossimi decenni.
Contadini italiani a confronto a Genova
Si è svolta a Genova il 13 e 14 novembre una riunione nazionale di numerose Associazioni di contadini, quelli che lavorano prevalentemente su piccola scala, per autoproduzione in agricoltura di sussistenza seguendo un modello alternativo a quello industriale.
Secondo la recente indagine Nomisma sono più di 1 milione.
Auto elettriche, il business non ancora pronto. Ma è partita la caccia al litio della Bolivia
Auto elettrica? Bella, pulita ma ancora (quasi) impossibile, anche se la grandi major giapponesi, da Mitsubishi a Toyota, aspettano il momento giusto per l’affare miliardario: la riconversione di massa della mobilità a propulsione elettrica, una volta archiviata l’era del petrolio. Il problema principale si chiama litio: elemento essenziale per la produzione delle batterie, tuttora frenate da tecnologie arretrate. E il serbatoio mondiale del litio è annidato nel sottosuolo delle Ande, in Bolivia.

