Non appena si è diffusa la notizia dell’uccisione di Osama bin Laden, i prezzi dei titoli di Stato Usa a 10 anni sono crollati, spingendo molto in alto i rendimenti (cioè gli interessi che il governo degli Stati Uniti paga a chi compra i suoi titoli di Stato). Venuta meno la minaccia terroristica (ma sarà vero?), anche la domanda di prodotti finanziari “sicuri” diminuisce. Ma quello che è avvenuto è in realtà la spia di problemi strutturali.
Economia
In questa sezione del sito sono raccolti articoli relativi ad economia e decrescita. In modo particolare oltre a seguire il dibattito economico a livello nazionale e internazionale sono presenti ache articoli di economia solidale, finanza etica, lavoro e occupazione.
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L’inarrestabile corsa del petrolio: superati i 120 dollari al barile
Brutte notizie per i fautori delle energie non rinnovabili. Dopo il disastro di Fukushima, che ha dimostrato una volta di più l’estrema pericolosità del nucleare, arriva un’altra mazzata: il petrolio sale a 120 dollari al barile. Sono livelli che non si vedevano dai primi mesi del 2008, prima della crisi economica che ha colpito il mondo intero. Una crisi causata, secondo molti, proprio dall’improvviso innalzamento del prezzo del petrolio, e “servita” a riportare il prezzo del greggio a prezzi “accettabili”, sotto i 60 dollari al barile.
Clima impazzito, catastrofi continue: Sos dalle assicurazioni
Che il 2010 non fosse stato uno degli anni migliori per il clima lo si poteva immaginare, ma che a darci questa certezza e a collegare questo fatto con disastri naturali di vario genere sarebbe stata una compagnia assicurativa non ce lo saremmo mai aspettato. La logica è semplice, dal 1980 – anno in cui si è cominciato a tenere questi dati – le compagnie assicurative si sono trovate progressivamente sempre più esposte ai rimborsi conseguenti a disastri naturali o ad altre calamità riconducibili ai cambiamenti climatici.
Prezzi alimentari alle stelle, a febbraio un’impennata
I prezzi delle derrate alimentari mondiali hanno subìto nel mese di febbraio una vera e propria impennata. Lo ha reso noto la Fao, secondo la quale fra le molteplici cause spicca ancora una volta la speculazione internazionale. Come già due anni fa, centrale in questo processo è l’accoppiata cibo-petrolio.
Petrolio, il prezzo dei carburanti supera il record storico
I prezzi al consumo di benzina e gasolio sono saliti repentinamente nelle ultime ore fino a toccare gli 1,61 euro al litro (per la benzina) in Campania e superando così il ‘record storico’ registrato nell’estate 2008, poco prima della crisi finanziaria.
Q8, Esso, Shell, Tamoil, Eni, i principali distributori di carburante hanno applicato aumenti nelle ultime ore che oscillano tra gli 0,5 e gli 1 centesimi per litro, con prezzi che variano dagli 1,553 euro/litro agli 1,611 euro/litro per la benzina e dagli 1,453 euro/litro agli 1,483 euro/litro per il diesel.
Ecuador, Chevron condannata. Ma la multa da 7 miliardi potrebbe non essere pagata
La multinazionale americana potrebbe infatti evitare la pena. Un Trattato bilaterale tra gli Usa e l’Ecuador firmato nei primi anni ’90 sancì che Chevron sarebbe stata libera da ogni obbligo, nel caso avesse riempito almeno un terzo delle “piscine” costruite per contenere gli scarti dell’estrazione petrolifera
Holding e creatività. Così la Spagna a rischio default è diventata un paradiso fiscale
Secondo El País la filiale spagnola di ExxonMobil, la più grande corporation del Pianeta, non paga un solo centesimo di tasse. Ed è solo un esempio tra i tanti. Mentre i cittadini sostengono le manovre post crisi le multinazionali evadono legalmente il fisco. Due anni fa il Guardian aveva denunciato il fisco creativo delle corporation britanniche
Afghanistan, la guerra ci costa oltre 2 milioni al giorno
La guerra in Afghanistan costa all’Italia più di due milioni di euro al giorno. Il 24 gennaio la Camera si prepara a votare il diciannovesimo rifinanziamento semestrale della missione, che in settimana è costata la vita all’ennesimo soldato, l’alpino Luca Sanna, trentaseiesima vittima italiana di un conflitto mai messo in discussione dal Parlamento, pronto ancora una volta a sostenerne il costo.
Le guerre americane, la crisi e la dittatura del debito
Ormai viene ammesso senza remore da commentatori di differente ispirazione, come Innocenzo Cipolletta e Loretta Napoleoni. Alle origini dell’attuale crisi economica ci sono le guerre in Iraq e in Afghanistan. Per finanziare imprese militari che gli Stati Uniti non potevano permettersi, l’amministrazione americana, attraverso la Federal Reserve, quasi azzerò i tassi di interesse, in modo da avere disponibilità dei capitali ingenti liquidi che le necessitavano. Tutti i governi occidentali furono obbligati, come sempre accade, a fare lo stesso per reggere il passo.

