Fukushima già dimenticata: gli Usa decidono di rilanciare l’industria nucleare

A un anno esatto dalla tragedia giapponese e per la prima volta dal 1978, negli Stati Uniti è stato dato il via libera alla costruzione di due nuovi reattori nucleari. Si tratta dei numeri 3 e 4 della centrale di Vogtle, in Georgia. Un investimento da oltre 22 miliardi di dollari, deciso nonostante le forti opposizioni del presidente della Commissione per la sicurezza nucleare americana (Nrc), Gregory Jaczko.

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Sfruttamento delle aree incontaminate: si va verso il picco del legno

Un gruppo di ricercatori, coordinato da Philip Shearman della Australian National University, ha lanciato un vero e proprio allarme sulla salute delle foreste tropicali, dal momento che, se non si riuscirà a contrastare il loro sovrasfruttamento, molto presto sarà raggiunto il “picco del legno”, simile a quello del petrolio, a cui seguirà una fase di declino.

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Legambiente: “Chernobyl continua a fare vittime”

Contaminazioni radioattive, aree desolate e malattie. Ma non siamo in Giappone, siamo in Ucraina, a Chernobyl, dove 26 anni fa si è consumato il peggiore disastro atomico della storia (Fukushima è il secondo). Quel territorio sta ancora facendo i conti con la pesantissima eredità nucleare: secondo Legambiente, “sono ancora 2.400 i paesi e villaggi contaminati”.

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Il Giappone ricorda Fukushima

Un minuto di silenzio e tanta emozione in Giappone a un anno dalla triplice catastrofe dell’11 marzo: il terremoto di magnitudo 9, il catastrofico tsunami e la crisi nella centrale nucleare di Fukushima. Il paese si è fermato per rendere omaggio alle vittime del disastro. L’imperatore Akihito, che ha partecipato alla cerimonia ufficiale a Tokyo, ha ringraziato per la solidarietà internazionale.

Il video

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Valsusa radioattiva: uranio nei monti della Torino-Lione

«Confermo: la montagna sotto cui si scaverebbe il tunnel della Torino-Lione è radioattiva». Il professor Massimo Zucchetti, ingegnere nucleare e docente del Politecnico di Torino, ha condotto l’ennesimo test il 5 marzo: munito di rilevatore, insieme a un gruppo di volontari accompagnati dalla troupe video del “Corriere della Sera” ha ispezionato l’imbocco delle vecchie miniere di uranio aperte dagli anni ’60 sui monti che sovrastano l’attuale sito tra Chiomonte e Giaglione, occupato e recintato in vista del futuro cantiere Tav.

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Tav, da Napoli alla val Susa le mani della mafia sui cantieri

Tutti parlano di Tav, ma prima di ogni cosa bisognerebbe partire da un dato di fatto: negli ultimi trent’anni l’alta velocità è diventata uno strumento per la diffusione della corruzione e della criminalità organizzata, un modello vincente di business perfezionatosi dai tempi dalla costruzione dell’Autostrada del Sole e della ricostruzione post-terremoto in Irpinia.

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Per favore, basta menzogne: se l’Italia diventa No-Tav

No-Tav di tutto il mondo unitevi: mentre in migliaia sfilavano nel centro di Roma dopo l’incredibile “niet” di Mario Monti, che si rifiuta di aprire un dialogo con la valle di Susa, manifestanti mobilitati contro la sordità del potere che vuole imporre la Torino-Lione senza dare spiegazioni hanno trasformato il 3 marzo in una giornata anche internazionale di protesta.

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“Bastardi avidi e bugiardi”: il documentario che vuole smascherare le lobby del petrolio

Provocatorio, combattivo e pungente: sono le caratteristiche di “Bastardi avidi e bugiardi”, nuovo documentario deciso a smascherare “l’influenza, la falsità e la corruzione” dell’industria petrolifera. Un’opera del regista Craig Rosebraugh, che attacca frontalmente un sistema in cui si “mette il profitto davanti alle persone”, supportando campagne di “menzogne che contrastino la lotta ai cambiamenti climatici”. Per farlo, il regista americano intervista esperti sia eco-scettici che vicini alle teorie ambientaliste.

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